La principessa voleva denaro. Aspettava, da un momento all'altro,
Cristina, e le occorreva di comporre affari urgentissimi. Pensò
effettuar il suo disegno di recarsi dal Weill-Myot. Egli le avea detto
che andava alla sua Banca molto di buon'ora ogni mattina: che alle
otto era spesso già al lavoro.
Circa le otto e mezzo, la principessa scendeva una mattina dalla sua
carrozza dinanzi alla Banca.
Indossava un abbigliamento studiato con arte. Avea le sue braccia
stupende coperte solo di trina e di una trina larga, che lasciava
vedere tutto il nitore della pelle. La stessa trina copriva appena il
nascere del suo bel seno. La gonna leggera, succinta sui fianchi, ne
rivelava la solidità, la potenza.
Ella era, come donna, meravigliosa: gli antichi romani ne avrebbero
fatta una dea. Era più appariscente delle loro Minerve, delle loro
Giunoni, come almeno ci sono raffigurate.
Scese dalla carrozza, dopo che il portinaio le ebbe detto che il
signor Weill-Myot era arrivato.
Salì una scala; spinse un uscetto, tutto imbottito di stoffa verde,
salvo che nel mezzo, ove, entro una cornice di cuoio lustro, nero, era
un vetro opaco, ovale, e sul centro di esso era scritto a lettere
d'oro: W.-MYOT.
Entrò in un corridoio, poi in una stanza e in un'altra; per tutto
vetrate opache, fisse e incorniciate su basi di legno in noce, dietro
alle quali avrebbero dovuto essere gl'impiegati. Ma non c'era nessuno.
Leggeva sulle vetrate: CASSA: SCONTI: ESPORTAZIONI: SEGRETARII: altre
parole, ma non udiva il più lieve rumore; non si accorgeva che vi
fosse alcuno in quel vastissimo locale. O dunque?
Le parve sentir muovere una sedia in una stanza vicina. Traversò
un'amplissima anticamera; aprì la porta della stanza donde le era
sembrato venisse il rumore, sperando che almeno vi sarebbe stato
qualcuno per rispondere alle sue domande, dargli notizie del
Weill-Myot.
Appena ebbe spalancato la porta, vide l'americano seduto, anzi
sprofondato in una gran poltrona di pelle grigia, mezzo ricoperto da
que' grandi giornali, che si pubblicano a New-York, a Londra: uno ne
leggeva, il _Times_: gli altri avea gettato a destra, a sinistra, su
le ginocchia.
La sala era elegantissima, severa: alle due maggiori pareti erano
appesi due grandi quadri ch'egli avea commesso a un giovane pittore
napoletano, Edoardo Nisieli, da lui protetto: uno de' quadri
rappresentava la "Congiura de' Baroni" con molte figure; l'altro,
"Colombo, che parte per scuoprire l'America".