XII.

La principessa voleva denaro. Aspettava, da un momento all'altro,

Cristina, e le occorreva di comporre affari urgentissimi. Pensò

effettuar il suo disegno di recarsi dal Weill-Myot. Egli le avea detto

che andava alla sua Banca molto di buon'ora ogni mattina: che alle

otto era spesso già al lavoro.

Circa le otto e mezzo, la principessa scendeva una mattina dalla sua

carrozza dinanzi alla Banca.

Indossava un abbigliamento studiato con arte. Avea le sue braccia

stupende coperte solo di trina e di una trina larga, che lasciava

vedere tutto il nitore della pelle. La stessa trina copriva appena il

nascere del suo bel seno. La gonna leggera, succinta sui fianchi, ne

rivelava la solidità, la potenza.

Ella era, come donna, meravigliosa: gli antichi romani ne avrebbero

fatta una dea. Era più appariscente delle loro Minerve, delle loro

Giunoni, come almeno ci sono raffigurate.

Scese dalla carrozza, dopo che il portinaio le ebbe detto che il

signor Weill-Myot era arrivato.

Salì una scala; spinse un uscetto, tutto imbottito di stoffa verde,

salvo che nel mezzo, ove, entro una cornice di cuoio lustro, nero, era

un vetro opaco, ovale, e sul centro di esso era scritto a lettere

d'oro: W.-MYOT.

Entrò in un corridoio, poi in una stanza e in un'altra; per tutto

vetrate opache, fisse e incorniciate su basi di legno in noce, dietro

alle quali avrebbero dovuto essere gl'impiegati. Ma non c'era nessuno.

Leggeva sulle vetrate: CASSA: SCONTI: ESPORTAZIONI: SEGRETARII: altre

parole, ma non udiva il più lieve rumore; non si accorgeva che vi

fosse alcuno in quel vastissimo locale. O dunque?

Le parve sentir muovere una sedia in una stanza vicina. Traversò

un'amplissima anticamera; aprì la porta della stanza donde le era

sembrato venisse il rumore, sperando che almeno vi sarebbe stato

qualcuno per rispondere alle sue domande, dargli notizie del

Weill-Myot.

Appena ebbe spalancato la porta, vide l'americano seduto, anzi

sprofondato in una gran poltrona di pelle grigia, mezzo ricoperto da

que' grandi giornali, che si pubblicano a New-York, a Londra: uno ne

leggeva, il _Times_: gli altri avea gettato a destra, a sinistra, su

le ginocchia.

La sala era elegantissima, severa: alle due maggiori pareti erano

appesi due grandi quadri ch'egli avea commesso a un giovane pittore

napoletano, Edoardo Nisieli, da lui protetto: uno de' quadri

rappresentava la "Congiura de' Baroni" con molte figure; l'altro,

"Colombo, che parte per scuoprire l'America".

La Principessa · 第 30 / 42 题