E di lì a poco si udì uno sparo.
Il duca continuava a gridare;
--Chi va là?... Chi va là?...
Comparve sotto la terrazza una guardia con la lanterna.
--Eccellenza,--disse costui,--un uomo è entrato nel parco... l'ho
inseguito... gli ho fatto fuoco contro... ma egli, per gli alberi, si
è arrampicato, non so come, in vetta al muro in fondo al parco, e si è
gettato di là com'uno scoiattolo.... Dev'essere certo un uomo del
paese... La porticina è chiusa a chiave... non ho potuto inseguirlo.
Ho raccolto a piè del muro, donde s'è gettato, un bottone nuovo che
luccicava: un bottone di uniforme di marina.... E l'ha perduto, senza
dubbio, l'uomo che fuggiva... poichè vi è un segno di sangue tuttora
fresco.... Nel fuggire, egli si è forse squarciato le mani, a un
vetro, a un arbusto.
--Vegliate, Emilio,--disse il duca,--non parlate con nessuno
dell'accaduto, e domattina di buon'ora visiteremo insieme il parco:
sapremo chi è il malandrino entrato qui, e con quale scopo....
Il duca richiuse, molto pensoso, la finestra.
Il colpo di fucile, sparato dalla guardia in fondo al parco, non aveva
svegliato nessuno degli invitati. I servitori forse l'avevano udito,
ma senza farvi caso. Emilio sparava a volte il suo schioppo, di notte,
per semplice precauzione, perchè si capisse da' malvagi che egli
vigilava.
Le due donne, Enrica e Cristina, dopo la pietruzza gettata sulla
finestra, avevano udito tutto: le parole della guardia e quelle del
duca.
--È lui,--aveva detto Enrica a Cristina, tremando, mentre se ne
stavano con l'orecchio teso, accostate alle imposte della finestra.
--Quale ardire... tentare di venir qui... a questa ora... e a che
scopo.... E a costo di essere ucciso come un ladro....
--È un gran male che il fucile di Emilio non lo abbia colto,--mormorò
Enrica a denti stretti, sconvolta,--sarei stata libera....
Ci fu un breve silenzio: come se Cristina, la quale non peccava per
eccesso di tenerezza, avesse avuto orrore di quella proposta.
--Se è stato trovato il bottone di uniforme... domani vi saranno
ricerche.... Si scoprirà subito che è lui.... Che angoscia! Si crede
egli, dunque, proprio molto desiderato?... Dovrò annunziare a mio
padre,--continuava fra sè,--che sono la sposa del figliuolo di uno de'
suoi contadini... del figliuolo di Berto Jannacone?... Ah!... mai!
Ed Enrica spasimava, si contorceva: era sopraffatta da una forte,
acutissima convulsione.