l'ode _all'amica risanata_ e quattro sonetti. Queste poche liriche,
pubblicate la prima volta nelle prime due edizioni milanesi delle
_Poesie_ dell'autore che uscirono a poca distanza di mesi nel 1803,
sono piú che probabilmente composte tutte nel 1802: il sonetto che
incomincia _Un dí s'io non andrò sempre fuggendo_, necessariamente dopo
la morte del fratello Giovanni che fu nel dicembre del 1801: quello
a Zacinto io lo suppongo scritto dopo l'ode all'amica, la quale è
senza dubbio dell'aprile 1802, per questo; che l'ode finisce con quel
passionato accenno alle isole ionie, accenno, perché l'economia lirica
non voleva di piú; ma quel ricordo non bastava all'animo del poeta, che
si sfogò nel sonetto, _Né piú mai rivedrò le sacre sponde_. Per quale o
in quale occasione precisamente fossero composti gli altri due, _Forse
perché della fatal quïete e Pur tu copia versavi alma di canto_, non si
può indovinare: a ogni modo innanzi o ne' primi del 1803. Di cotesti
sonetti, tre--in morte del fratello--a Zacinto--alla sera--sono di
certo i piú belli del Foscolo, e, dopo quelli di Dante e del Petrarca e
qualcuno forse del Tasso, sono dei piú perfetti della poesia italiana.
Se non che dire perfetti non mi pare lode giusta: la perfezione può
essere anche fredda; e questi sonetti pur cosí grondanti di lacrime
e frementi di disperazione, sono caldi, caldi, caldi della divina
passione giovanile: sono, senza piú, una meraviglia. E se qualcuno non
lo capisce o non lo vuol capire, non importa proprio nulla. Ciò che
il De Sanctis riconobbe nell'ultima terzina del sonetto a Zacinto,
il presentimento di Giacomo Leopardi, a me par di trovarlo in tutti
tre: ma lascerei da parte il Leopardi, e direi, che, mentre nei primi
sonetti si divincolava lo spasimo individuale, in questi sentesi nella
sua fatalità quasi serena la doglia mondiale.
Fra essi, come statua greca del quarto periodo dell'arte, sorge l'ode
all'amica risanata, una stupenda perfezione marmorea. Di questa ode
giudica molto bene il Chiarini--«Le ultime sette strofe sono di una
purezza antica, quale fino allora non s'era veduta nella nostra poesia.
Chi legga le lettere che il poeta scriveva in quei giorni all'amica e
le paragoni con l'ode, non potrà non restare meravigliato del contrasto
singolarissimo. In quelle le espressioni di un amore esaltato, in
questa neppure un accento di passione. Non si direbbe davvero che
questa ode è la poesia di un innamorato. Il Foscolo, che sapeva mettere
nella prosa tutta la poesia della passione (le sue lettere d'amore
sono delle piú belle che io abbia lette), in questi versi, come nella
maggior parte di quelli delle Grazie, coi quali celebra altre donne
amate da lui, è d'una freddezza glaciale; è un artista che tutto
assorto nella serena contemplazione della bellezza della sua donna si
dimentica affatto che cotesta donna è pur quella che gli fa battere il
cuore violentemente; si direbbe che, mentre egli la canta, se la vede
dinanzi come una Venere, come una delle Grazie, bella e perfetta si,
ma di marmo; anzi piú gelida ancora, poiché il marmo della Venere di
Canova lo facea _sospirare, con mille desiderii e con mille rimembranze
nell'anima_.» Aggiungo, quasi temperamento, un passo del De Sanctis: «A
quei sonetti lapidarli, dove la vita è come raccolta e stagnata al di
dentro, succede la classica ode ne' suoi ampi e flessuosi giri, dove
l'anima si espande nella varietà della vita. In questo suo classicismo
a colori nuovi e vivi senti la freschezza di una vita giovane guarita
da quel sentimentalismo snervante, e risorta all'entusiasmo, incalorita
dagli occhi negri e dal caro viso e dall'agile corpo e da' molli
contorni della beltà femminile, tra balli e canti e suoni d'arpa.
In questo mondo musicale e voluttuoso l'anima si fa liquida, si
raddolcisce, e spunta la grazia; le corde eolie si maritano all'itala
grave cetra.»[110]
Di mio faccio un po'di commento. Evidente nella prima strofe è a tutti
la comparazione omerica e virgiliana, e qua e là qualche rimembranza
d'Orazio e d'altri poeti latini. Non so per altro se in quei bei versi
della terza
tornano
I grandi occhi al sorriso
Insidïando, e vegliano
Per te in novelli pianti
Trepide madri e sospettose amanti,
qualcuno abbia riconosciuto questi d'Orazio
_Te suis matres metuunt iuvencis,
te senes parci miseraeque nuper
virgines nuptae, tua ne retardet
aura maritos:_
che è realismo nella eleganza efficacissimo; ma, perché divenisse
complimento passando da una etaira a una contessa, bisognava
rammodernarlo o rammorbidirlo, come il Foscolo seppe. Chi poi non
ricorda?
Ebbi in quel mar la culla:
Ivi erra, ignudo spirito,
Di Faon la fanciulla;
E se il notturno zeffiro
Blando sui frutti spira,
Suonano i liti un lamentar di lira.
E da vero nei canti popolari delle isole ionie
_spirat adhuc amor_
_Vivuntque commissi calores
Aeoliae fidibus puellae._
Eccone alcuni:
Amore, perché mi svegliasti, ché dolce i' dormivo?
E mi mettesti pensieri ch'i' non nutrivo?
Questo non è affanno ch'i' ho nel cuore.
Ma è amor vero che mangia le viscere mie.
Come i fiori del mandorlo biancheggia il tuo viso:
Chi ti vede vien meno e languisce dinanzi a te.
Ahi come lo soffersi io tanto? Quando ti veggo, tremo,
Le mani e i pie' e la parola che parlo.
Come tremolano le stelle del cielo infin ch'aggiorni,
Trema e a me il cuor mio finché ti rincontri.
Di contro a me venisti e sedesti, come sole, come luna;
E succiasti il sangue mio come l'arida spugna.
Di contro, di fronte a me siede la mia desiderata;
E freddo freddo sudore corre dal corpo mio.
Quand'odo 'l tuo nome, non so perché,
Palpitano le viscere mie, il mio corpo vien meno.[111]
Non cito per isfoggio d'erudizione, ma per trasfondere, potendo,
nei lettori la persuasione mia, che gli elementi e le forze della
rinnovazione fatta dal Foscolo nella lirica italiana provengono in gran
parte dal sangue e dal sentimento greco.
Difficile, dopo cotesta ode, far meglio in quel genere. E nei sonetti
a _Zacinto_ e _alla sera_ è raggiunta la suprema perfezione nella
corrispondenza del motivo al metro e alla forma. Meglio smettere, cosí
pare l'intendesse il Foscolo, forse anche ammonito dalla inferiorità
del sonetto finale, _Pur tu copia versavi alma di canto_. Né piú fece
sonetti, salvo uno che tentò non felicemente pe 'l ritratto dipintogli
dal Fabre nel 1813 e che non pubblicò egli. E si volse agli sciolti.
Quello degli sciolti è il terzo periodo dell'arte foscoliana; dove
specialmente per le _Grazie_ la industria critica del Chiarini fu piú
faticosa ed è piú benemerita. Ne discorreremo altra volta.[112]
FINE
INDICE.
Per il classicismo e il rinascimento _Pag_ 9
Il buco nel muro di F. D. Guerrazzi » 21
La Dora, memorie di Giuseppe Regaldi » 35
Don Quixote » 53
«La Vida es sueno» del Calderon » 79
Su «L'Atta Troll» di Enrico Heine » 103
Pariniana--I. _Preliminare_ » 155
II. _La vita rustica_ » 161
III. _Il Brindisi_ » 192
IV. _L'Impostura_ » 219
V. _Le Nozze_ » 238
Adolescenza e gioventú poetica del Foscolo » 289
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V. Imbriani--DIO NE SCAMPI DAGLI ORSENIGO. Romanzo » 3 --
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Yorick--PASSEGGIATE (esaurito) » 1 --
Sac. P. M. Curci--CONFERENZE » 1 --
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del rinnovamento italiano » 3 --
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per le varie serie delle _Confessioni e Battaglie_, giunte già alla
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_L'abbonamento per un anno, dal 1º gennaio a tutto dicembre 1884, alla_
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diritto ai premi dati dalla _Letteraria_ e dal _Fracassa_--premi del
valore di L. 7.
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_Dirigere le domande alla casa_ A. SOMMARUGA e C.--ROMA, Via
dell'Umiltà, Palazzo Sciarra--_accompagnate dal relativo ammontare
in vaglia postale o lettera raccomandata_, aggiungendo Lire 1 per
l'affrancazione dei premi e doni.
NOTE:
[1] _Cascata_ in tedesco è mascolino (_Wasserfall_), e per ciò gli sta
bene la barba.
[2] Il traduttore si gloria di avere avuto l'onore di tali accuse
e condanne per tutta la sua vita letteraria dai _democratici dello
stile_, che abbondano anche, anzi, tra i moderati e i progressisti.
I manzoniani per lo piú sono sanculotti ed hebertisti. (Il cittadino
proto è pregato di non lasciare stampare _ebelisti_).
[3] HEINE, _Corresp. inéd._ ediz. franc. Levy, III 24: lett. 19 déc.
1844.
[4] G. CHIARINI, _L'Atta Troll_: nella _Nuova Antologia_, serie II,
vol. V, luglio 1877: anche in _Ombre e figure_, Roma, Sommaruga, 1883,
pag. 118 e segg.
[5] In una lettera al Chiarini pubbl. nel già cit. scritto su l'_Atta
Troll_.
[6] HILLEBRAND, nella lettera al Chiarini pubbl. nel cit. scritto.
[7] SCHURÉ, _Histoire du Lied_, Paris, Lacroix, 1868: pag. 439-448.
[8] HEINE, _Briefe aus Helgoland_: in _Sämmtliche Werke_, Hamburg,
Hoffmann, 1867, XII 87-89.
[9] HEINE, _Geständnisse_, in _Sämmmtliche Werke_, edizione già cit.,
XIV.
[10] BÖRNE, _Briefe aus Paris_ (109); in _Gesammelte Schriften_, Wien,
Tendler, 1868, XII 65-66.
[11] HEINE, _Ludwig Börne, Eine Denkschrift_, in _Sämmtl. Werke_ ediz.
già cit., XII 227-232.
[12] HEINE, _Geständnisse_, in _Sämmtl. Werke_, edizione citata, XIV
213-14.
[13] HEINE, _Correspondance inéd._, ediz. franc. Levy, III 59 60
[14] STRODTMANN, _Heine's Leben und Werke_, Berlin, 1869: II 186-7.
[15] ZUMBINI, _Saggi critici_, Napoli, Morano, 1870: pag. 29.
[16] KURZ, _Geschichte der deutschen Literatur_, Leipzig, Teubner,
1870: III 308.
[17] STRODTMANN, _Heine's Leben und Werke_, II 487.
[18] M. CESAROTTI, nelle _Osservazioni_ che seguono _Comala_, in
_Poesie d'Ossian_, edizione milanese dei class. ital., I 320-21.
[19] _Vecchie romanze spagnole recate in italiano da_ G. BERCHET
Brusselle, Hauman, 1837: pag. XXIX.
[20] BETTINELLI, _Opere_: Venezia, Cesare, 1799: VI 75 e 193.
[21] _Della vita e degli scritti di G. Parini_, seconda edizione:
Milano, Mainardi, 1802: pag. 121
[22] _Alcune poesie di Ripano Eupilino_, Londra, 1752, presso Giacomo
Tomson (Milano, Bianchi).
[23] _Rime degli Arcadi_, t. XIII, Roma, Giunchi, 1780: pag. 139-119.
[24] _Nuovi saggi critici_: Napoli, Morano, 1879: pag. 183.
[25] Cfr. _Poeti erotici del sec. XVIII_: Firenze, Barbèra, 1868:
prefaz., pag. XLIX e L.
[26] FRUGONI, _Op. poet._, Parma, 1789, v 35.
[27] Pag. 529: Torino, Unione tipogr. editr., 1860.
[28] Firenze, Le Monnier, 1883: pag. 1-4.
[29] _Odi dell'ab._ GIUS. PARINI: Milano, Marelli, 1791: pag. 162.
[30] _Le Odi dell'ab._ G. PARINI, _riscontrate su mss. e st. con pref.
e note_ di F. SALVERAGLIO: Bologna, Zanichelli, 1882: pag. 191.
[31] _Cicerone_, cant. XII, st. 17.
[32] G. B. FAGIUOLI, _Commedie_: Firenze, 1734-52: VI 220.
[33] _Rime degli Arcadi_, t. XIV, Roma, Giunchi, 1781: pag. 168.
[34] Nelle sestine per il matrimonio di don Gabriele Verri.
[35] _Odi dell'ab._ G. PARINI _già divulgate_: Milano, Marelli, 1791,
prefaz. e pagg. 23 e segg.
[36] _Opere di_ G. PARINI _pubbl. e illustr. da Franc. Reina_: Milano,
1802: II 47.
[37] Vedi _Versi e prose di_ G. PARINI, _con discorso di_ G. GIUSTI:
Firenze, Le-Monnier, 1850; pag. 110 e 111.
[38] I. SANNAZZARO, _Opere volgari_: Padova, Comin, 1723: pagina 37.
[39] U. FOSCOLO, _Opere_: vol. I, Firenze, Le Monnier, 1850: pag. 14.
[40] HÖLTY, _Gedichte_: Bonn, 1805: I 169 (_Das Landleben_).
[41] A. DE LAMARTINE, _Nouvelles Méditations poétiques_: Paris,
Hachette, 1880; pag. 104 e segg.
[42] L. TANSILLO, _Il Podere_, canto III: in _Poesie di L. T._, Londra
(Livorno), Masi, 1782, pagg. 317 e seguenti.
[43] _Les poètes français_: Paris, Gide, 1861: II, 128 e segg.
[44] SAINTE-BEUVE: _Causeries du lundi_: VIII (Paris, Garnier, 1855)
par. 63.
[45] G. BARETTI, _Opere_: Milano, Soc. tipogr. class, ital., 1839: IV,
362.
[46] G. GOZZI, _Scritti scelti e ord. da N. Tommaseo_: Firenze, Le
Monnier, 1818-49: III 515, lettera del 5 gennaio 1741 ad A. F. Seghezzi.
[47] G. GOZZI, _Lettere diverse_, Venezia, Pasquali, 1750, pagg. 100-1.
[48] _Lettere di diversi eccellentiss. uomini_, racc. da L. DOLCE:
Venezia, Giolito de'Ferrari, 1559: pagg. 435-440. Queste due del
Gradenigo furono riprodotte, ma sciupacchiate, in _Lettere descrittive
di celebri italiani_ raccolte da B. GAMBA, ediz. seconda, Venezia,
tipogr. d'Alvisopoli, 1819: pagg. 50-58.
[49] Nella già cit. ediz. del Zanichelli, pag. 131.
[50] HORATII _Carm._ II XIV, IV I: ed. Fr. Ritter: Lipsia, Engelmann,
1856.
[51] FRUGONI, _Opere poetiche_, Parma, stamp. reale, 1779: v.
[52] ANACREONTEA, 6, in _Anthol. lyrica ed._ TH. BERGK, Lipsia,
Reichenbach, 1854, pag. 308.
[53] FRUGONI, _Poesie_: Lucca, Bonsignori, 1779: III, 275 e
350.--_Poeti erotici del sec. XVIII_, Firenze, Barbèra, 1866: 197 e 203.
[54] HORATII _Carmina_ II III e XIV: nella cit. ediz. del Ritter.
[55] V. MONTI, _Poesie liriche_, Firenze, Barbèra, 1862, pag. 331
[56] HORATII _Epistolae_ 1 VII: ediz. già cit. del Ritter.
[57] VOLTAIRE, _Oeuvres compl._, ediz. 1785, _De l'Imprim. de la soc.
littér. typogr._, t. XV, pag. 195 (lettre à m. de Cideville. 11 juillet
1741).
[58] STAËL, _De l'Allemagne_, Paris, Mame, 1814: I 309.
[59] SCHILLER, _Gedichte der dritten periode_.
[60] A. BELLATI, _Saggio di poesie alemanne recate in versi italiani_,
Milano, Fontana, 1832: pag. 73 e 134.
[61] P. ROLLI, _Rime_, Verona, Tumermani, 1733: pagg. 146, 164 e
167.--_Poeti erotici del sec. XVII._ Firenze, Barbèra, 1868: pagine 91,
93, 96.
[62] SC. MAFFEI, _Poesie volgari e latine_, Verona, Andreoni, 1752: I
138.
[63] ANACREONTE, _ediz. critica_ di LUIGI A. MICHELANGELI, Bologna,
Zanichelli, 1882: pag. 290.
[64] HORATII, _Carmina_, I XXVII: nella già cit. ediz. del Ritter.
[65] _Odi_ ecc., pag. 162.
[66] QUADRIO, _Storia e ragione d'ogni poesia_: 1712.
[67] PARINI, _Opere_: Milano, Genio tipografico, 1802: II 225.
[68] OTT. RINUCCINI, _Poesie_: Firenze, Giunti, 1622: pagg. 24-25.
[69] In _Bibliot. di letter. popol. ital. pubbl. da Severino Ferrari_,
Firenze, 1882: pagg. 186-7.
[70] FRUGONI, _Poesie_: Lucca, Bonsignori, 1779: III 285.--_Poeti
erotici del sec. XVIII_, Firenze, Barbèra, 1868: pag. 218.
[71] PARINI, _Opere_: ediz. già cit. III 25.
[72] In _Bibliot. di letter. pop. ital._ già citata: pag. 216.
[73] CHIABRERA, _Rime varie_, parte seconda, Venezia, Combi, 1605, pag.
34; e _Rime_, Roma, Salvioni, 1718, II 102.
[74] PARINI, _Opere_, ediz. già cit., II 229.
[75] _Nella rassegna di 60 usseri cisalpini_, in _Poesie liriche di V.
Monti_, Barbèra, 1862, pag. 311; e nel _Bardo della Selva nera_, canto
I.
[76] Firenze, Succ. Le Monnier, 1884, pag. 21.
[77] Vedi la prefazione di F. SALVERAGLIO alla utilissima edizione de
_Le Odi dell'ab. G. Parini_, data dal Zanichelli, pagg. XI e XII.
[78] Nella già cit. ediz. del Le Monnier, pag. 22.
[79] JUVENALIS _Satyrae_, I 80.
[80] Cfr. F. SALVERAGLIO nelle note (pag. 228-229) alla già cit. ediz.
delle _Odi di G. Parini_ per il Zanichelli 1882.
[81] Ripubblicato poi con aggiunte nelle _Opere edite e inedite
dell'ab._ S. BETTINELLI, Venezia, Cesare, 1800: XVII 2 e seg.
[82] _La Frusta letteraria_, nº XXIII, Roveredo 1 sett. 1764.
[83] CICERONE, c. IV st. 17 e segg.
[84] _Le Raccolte_, c. I st. 9 e 10.
[85] PELLEGR. SALANDRI, _Poesie_, Reggio, Torregiani, 1824; qua e là
nel tomo II.
[86] CESAROTTI, _Opere_ vol. XXXI, Firenze, Molini, 1809, pag. 192.
Cfr. G. LEOPARDI, _Crestomazia italiana poetica_, Milano, Stella, 1827
pag. 423.
[87] CLEM. BONDI, _Poesie_, Vienna, Degen, 1808: III 35.
[88] _Rime per nozze Corona Terzi di Sissa e Rangone_, Parma, Rosati,
1741, pag. LXXXVII. Vedi anche _Poeti erotici del sec._ XVIII, Firenze,
Barbèra. 1869: pag. 280.
[89] PUCCIANTI, Antologia della poesia moderna, Firenze Le Monnier,
1883: pag. 87. E prima in _Lirici del sec. XVIII_, Firenze, Barbèra,
1871: pag. 128.
[90] Fu pubblicata in non so piú quale raccolta lucchese: ristampata in
_Prose e poesie scelte_ di AG. PARADISI, Reggio, Fiaccadori, 1827, I
10; e in _Lirici del sec. XVIII_, Firenze, Barbèra, 1871: pag. 64.
[91] AG. PARADISI, _Prose e poesie scelte_, già cit. edizione, 1881; e
in _Lirici del sec._ XVIII. già cit. ediz., pag. 70 e segg.
[92] PARINI, _Opere_, Milano, 1802: II, 12.
[93] PARINI, _Opere_, ed. cit. II. 22.
[94] P. ROLLI, _Rime_, Verona, Tumermanni, 1738: pag. 140. Anche in
_Poeti erotici del sec._ XVIII. Firenze, Barbèri, 1869: pag. 78.
[95] MONTI, _Poesie liriche_, Firenze, Barbèra, 1862: pag. 318.
[96] P. ROLLI, _Rime_, ediz. già cit., pag. 190; e in _Poeti erotici_,
ed. già cit., pag. 43.
[97] _Della vita e degli scritti di_ G. PARINI, lettere di due amici:
sec. ediz. Milano, Majnardi, 1802: pag. 132.
[98] Nella piú volte cit. ediz. delle _Odi_ del PARINI fatta dallo
Zanichelli, pagg. 73-5.
[99] FRUGONI, _Poesie_, Lucca, Bonsignori, 1779: IX 73.
[100] _Della vita e degli scritti di G. Parini_, lettere di due amici:
ediz. già cit. pag. 167.
[101] Tradussi dalla lezione, che mi parve bene eletta,
dell'_Anacreonte_, ediz. critica di LUIGI A. MICHELANGELI: Bologna,
Zanichelli, 1883; pag. 314 e segg.
[102] TEOCRITO _volgarizz._ da A. M. SALVINI, Arezzo, Bellotti, 1751,
pag. 100 e segg.--THEOCRITI _Idyllia_, ed. Ad. Th. Fritzsche, Lipsia,
Pernitzsch, 1869: II 92 e segg.
[103] Ho seguíto la lezione di Luciano Muller (Lipsia, Teubner, 1870)
non senza concedermi di accettare in qualche luogo varianti da altri
testi.
[104] GIOV. FANTONI, _Poesie_, Italia, 1823: III 11 e segg.
[105] C. VALERIUS CATULLUS, Parigi, 1826, della collez. Lemaire, pagg.
585 e segg.
[106] Perciò mi libero dall'obbligo delle citazioni particolari che
dovrei far troppo spesso. Cfr. anche _Poesie di Ugo Foscolo edizione
completa a cura di Guido Biagi_, Firenze, Sansoni, 1883 16º picc.,
nella _Prefazione_ e nelle _Avvertenze_.
[107] U. FOSCOLO, _Opere edite e postume_, vol. VI: Firenze, Le
Monnier, 1882: pag. 182.
[108] Nei _Canti popolari toscani còrsi illirici greci_ racc. e
illustr. da N. TOMMASEO: Venezia, Tasso, 1842: vol. III.
[109] M. PIERI, opere, Firenze, Le Monnier, 1850: I 39.
[110] FRAN. DE SANCTIS, _Nuovi saggi critici_: Napoli, Morano, 1879:
pag. 151.
[111] N. TOMMASEO, _Canti popolari toscani còrsi illirici greci_,
Venezia, Tasso. 1842: III 445 e segg.
[112] Noto intanto due errori incorsi in questa edizione e non corretti
nelle _Giunte_. Uno è di stampa: nell'epigramma vii a pag. 346 sul
Bossi pittore, invece di _le tue scritture_, s'ha da leggere, almeno
pare a me, _le tue pitture_. Un altro non è errore, ma probabilmente
omissione: a pag. 361 l'ultimo frammento di sermone non è proprio un
frammento foscoliano, ma una citazione allargata dal _Saul_ di V.
Alfieri, atto IV sc. IV.
End of Project Gutenberg's Conversazioni critiche, by Giosuè Carducci