[19] Bajaz o Pajas sorge fra i monti a breve distanza dal golfo di

Alessandretta, all'estremo lembo settentrionale della Cilicia.

[20] Alessandretta, che gli ottomani chiamano Iscanderun, è la prima

città della Siria che si trova seguendo da nord a sud la costa del

Mediterraneo.

[21] Beinam o Bailan si trova nell'interno a sud di Alessandretta.

[22] La città che i turchi chiamano Antakieh e che raggiunge a stento i

30.000 abitanti non può dare che una pallida idea dell'antica capitale

della Siria, che ebbe una popolazione di mezzo milione di anime e fu

uno dei maggiori emporii dell'Oriente.

[23] La fontana di Dafne, col suo sacro boschetto celebre per il

diritto di asilo del quale avrebbero profittato anche i Maccabei, ebbe

per tutta l'antichità la rinomanza poco invidiabile di un centro di

corruzione d'onde venne l'espressione antonomastica «Daphnici mores».

[24] Latakiè, l'antica Laodicea, è capoluogo del sangiaccato più

settentrionale del vilayet di Beirut.

[25] Gubletta è detta Geble dagli ottomani e sorge alquanto a

mezzogiorno di Latakiè.

[26] Banias è pure detta dagli indigeni la cittadina marittima che la

nostra narratrice ortografa Baynas, con frequente metatesi.

[27] Tortosa è la prima città a settentrione del sangiaccato di Tripoli.

[28] La città di Tripoli, che conobbe tempi di grande splendore sotto

i mussulmani della setta dei Sciiti ed al tempo del regno latino di

Gerusalemme, consta ora della città propriamente detta e del porto.

[29] Badun può essere verosimilmente identificato col Batrun delle

carte geografiche.

[30] Seida è l'antica Sidone, uno dei porti principali dei Fenici.

[31] I Copti Scismatici d'Abissinia hanno tuttora un monastero là dove

la tradizione colloca la IX stazione sulla via del Calvario.

[32] Secondo la tradizione il Califfo Omar, dopo avere concluso

col Patriarca Sofronio la capitolazione colla quale i Cristiani di

Gerusalemme si arresero agli arabi nel 636, si sarebbe ritirato a fare

le sue preghiere fuori del recinto del Santo Sepolcro, collo scopo

di preservare lealmente quest'ultimo dall'occupazione mussulmana. La

moschea d'Omar sarebbe stata eretta dove il buon Califfo pregò la prima

volta dopo la presa di Gerusalemme.

[33] Allude alla fine novella di Saverio de Maistre: «Il lebbroso della

città d'Aosta».

[34] Il Patriarca armeno di Gerusalemme risiede in un vasto convento

intitolato a San Giacomo al lato sud-ovest della città.

INDICE

DEDICA pag. 5

PREFAZIONE » 7

SCENE E RICORDI DI VIAGGIO IN ASIA

I. — _Gli harem, i Patriarchi e i Dervisci,

le Armene di Cesarea_ pag. 27

I dere-beys — Il mufti di Scerkess » 28

Angora e il Convento dei dervisci » 48

Cesarea e le città del Tauro » 65

II. — _Le montagne del Giaurro — L'harem di

Mustuk bey — Le donne turche_ » 84

Il Giaur Daghda — Un villaggio fellah — Il

pascià d'Adana » 84

Il bey del monte del Giaurro ed il

suo harem » 103

III. — _Il viaggiatore europeo nell'Oriente arabo_ » 133

La valle d'Antiochia — Latakiè — Le

donne di Siria » 133

La leggenda del sultano Ibrahim — Una

sosta a Tripoli — Badun — I missionari

inglesi in Siria » 158

IV. — _Gli europei a Gerusalemme — La Turchia

ed il Corano_ » 181

Le montagne di Galilea e l'antico regno

di Giuda » 181

I monumenti della Bibbia e del Vangelo

a Gerusalemme » 196

I protestanti e gli ebrei a Gerusalemme — Gli

ospizi » 213

Il Corano e le riforme in Turchia » 220

NOTE » 235

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così

come le grafie alternative (mufti/muftì e simili), correggendo senza

annotazione minimi errori tipografici.

La vita intima e la vita nomade in Oriente · 第 16 / 16 段