Figlio d' inclita terra, u' lo straniero
Trova la patria, e il barbaro gli Dei,
Deh! in questa fragorosa, in questa breve
Sponda del tempo, ove sem noi, m' ascolta
Dalla sfera dei canti, ove tu regni.
Questa notte m' apparve la fanciulla,
Che fu Musa di Lesbo. Avea la mente
Nell' abisso dei fati, e mai non guarda
Ai mari, ai monti, alle campagne intorno,
Come fosse il creato a lei straniero.
Ma dai cieli propinqui e dai remoti,
Le stelle tutte, in tutta leggiadria,
Vedean por l'orma un' altra volta in terra
La divina infelice; e da que' mondi,
E dall' etere tutto, un riso piove
D' ineffabile amor sul coronato
Capo pensoso, e sul virgineo petto,
Che fu rotto dal duolo, e a cui rimase
Unica speme, unica dea, la rupe.
Di repente a me visto la fanciulla
Volse il guardo, e la mano e la parola.
Ahi, che la terra è piena di misteri,
Nè tutti il loco, onde vegn' io, li svela!
Un di, nel fiore del mio terzo Aprile,
Nel talamo ove nacqui alla sventura,
Mentr' io maravigliava al tempestoso
Balzar del cuore, e vi tenea la mano,
Mi stette innanzi una femminea larva,
E in suon profondo e a nostre voci ignoto:
«Prendi, e vivi brev' ora e desolata
»Su l' attonita terra,» e sì dicendo
Mi posò l' immortai fronda sul crine.
Fosse ciò in sogno, in visïone, ο fuori,
La mente non obblia quella figura,
Ch' era tremenda, eppur serbava in volto
L' alta beltà, che poi die' Fidia al marmo.
Or quando fia, chi sarà mai, che alfine
Mi sveli il ver, che tante volte io chiesi
A tanti spirti, in tante sfere, invano!
Così disse, e a me aggiunse altro ch' io taccio
Ma tu, che suoli aprir la mente, ο Vate,
Come dîa nube d' or piena di Numi,
Tu rivela il tuo senno e fia gran dono,
E fia conforto all' immortale afflitta,
Che magnanima al vero erge la mente
Dalla casa dei morti, e rivelati
Chiede gli arcani all' altro mondo e a questo.
FRAMMENTO
L' ALBERO MISTICO
S' erge il valido tronco alto su questo
Nostro suol, che alla vita è culla e tomba;
Alto sul tronco il frondeggiar, che tanta
Parte abbraccia di dolce aria serena;
Ma scoperta non è la sua verdura:
Gaio posa uno spirto in ogni foglia,
Sì che l' albero immane intero tutto
Splende, e canta, lontano assai vibrando
Gli astri del cielo, e i fremiti dell' arte.