XIII

Veni dilecte mi, egrediamur in agrum, commoremur in villis

etc.

Cant. Cap. 7.

Vieni, diletto mio, scendiamo al campo,

Scendiamo tosto, e abiterem le ville;

Troppo è l' amor di che nell' alma avvampo,

Sicchè anche il viso avvien che ne sfaville.

Dell' aurora novella al roseo lampo

Andrem della rugiada infra le stille

Per li vigneti floridi; ed al vampo

Del meriggio ci avran l' ombre tranquille.

Alla vigna d' intorno guaterai

Se il bel frutto che attendi è fatto molle,

E di tua propria man lo coglierai.

I freschi fiori, e l' erbe pur mò sorte

Ci saranno di letto in su quel colle;

Sai che forte è l' amor come la morte.

Διονυσίου Σολωμού - Άπαντα τα Ευρισκόμενα · 第 24 / 116 题