NOTE:

[608] Procopio riferisce tutta la serie della guerra Vandalica in

un'elegante e regolar descrizione (_L. I c. 1, 25. L. II c. 1, 13_): ed

io sarei ben felice, se potessi seguitar sempre le tracce d'una tal

guida. Per l'intera e diligente lettura, che ho fatto del Testo Greco,

ho diritto di pronunciare, che uno non può ciecamente fidarsi delle

Traduzioni Latina e Francese di Grozio, e di Cousin. Eppure il

Presidente Cousin spesso è stato lodato, ed Ugone Grozio fu il primo

letterato d'un secolo erudito.

[609] Vedi Ruinart _Hist. Persecut. Vandal. c. XII p. 589_. La sua

miglior prova è tratta dalla vita di S. Fulgenzio composta da uno de'

suoi discepoli, trascritta in gran parte negli Annali del Baronio, e

stampata in varie gran collezioni (_Catalog. Bibliot. Bunaviaenae Tom.

I Vol. II p. 1258_).

[610] Per qual proprietà dello spirito o del corpo? Per la velocità, per

la bellezza, o per il valore? In qual idioma i Vandali leggevan Omero?

Parlava egli lingua Germanica? I Latini ne avevan quattro traduzioni

(Fabricio Tom. I _L. II c. 3 p. 297_): pure malgrado le lodi di Seneca

(_Consol. c. 26_) sembra, che fossero più felici nell'imitare, che nel

tradurre i Poeti Greci. Ma il nome d'Achille poteva essere famoso e

comune anche fra gl'ignoranti Barbari.

[611] _Un anno?_ che assurda esagerazione! La conquista dell'Affrica può

dirsi, che principiasse il dì 14 settembre dell'anno 533 ed è celebrata

da Giustiniano nella Prefazione delle sue Istituzioni, che furon

pubblicate il dì 21 di novembre del medesimo anno. Tal computo,

compresovi il viaggio ed il ritorno, potrebbe veramente applicarsi al

_nostro_ Impero dell'Indie.

[612] Ωρμητο δε ο βελισαριος εκ Γερμανιας, Θρακωντε και Ιελλυριων

μεταξυ κειται (_Belisario veniva di Germania, che giace fra'

Traci, e gl'Illirici_) Procopio _Vandalic. L. I. c. 11_. L'Alemanno,

ch'era un Italiano, potè facilmente confutare (_not. ad Anecdot. p. 5_)

la Germanica vanità del Gifanio, e del Velserio, che bramavano

d'attribuire alla loro Patria quest'eroe: ma la sua _Germania_,

Metropoli della Tracia, io non l'ho potuta trovare in alcun catalogo

Civile o Ecclesiastico delle Province e città.

[613] Le prime due Campagne Persiane di Belisario sono bene e

copiosamente descritte dal suo Segretario (_Persic. L. I c. 12, 18_).

[614] Vedi la nascita, ed il carattere d'Antonina negli _Aneddoti c. 1

ed ivi le note dell'Alemanno p. 3._

[615] Vedi la Prefazione di Procopio. I nemici degli arcieri potevan

citare le accuse di Diomede (_Iliad. V, 385 etc._) e quel _permittere

vulnera ventis_, di Lucano (_VIII, 384_); ma i Romani non potevano

sprezzar le frecce de' Parti; e nell'assedio di Troia, Tindaro, Paride,

e Teucro ferirono que' superbi guerrieri, che gl'insultavano come

femminelle o fanciulli.

[616] Νευρην μεν μαζώ πελασεν, τοξω δε σιδηρον (_Iliad._ Δ 123)

«_Accostò il nervo al petto, e il ferro all'arco_». Quanto è precisa,

quanto è bella l'intiera pittura! Io vedo le attitudini dell'arciero;

sento lo scocco dell'arco: Λινξε βιος, νευρη δε μεγ’ ιαχεν, αλτο δ’ οιστος. «_Stridè l'arco, il nervo fece

grande strepito, e volò via la saetta_».

[617] Sembra, che il testo assegni alle navi maggiori 50,000 medimni, o

3,000 tonnellate (giacchè il medimno pesava 160 libbre Romane, o 120 di

sedici once l'una). Io gli ho dato un'interpretazione più ragionevole,

supponendo, che lo stile Attico di Procopio indichi il modio legittimo e

popolare, ch'era una sesta parte del medesimo (Hooper _Misure antiche p.

152 ec._). Un errore contrario, e ben più strano si è insinuato in

un'Orazione di Dinarco (_contra Demosthenem_ ap. Reiske _Orat. Graec.

Tom. IV p. II p. 34_). Riducendo il numero delle navi da 500 a 50, e

traducendo μεδιμνοι per _mine_, o libbre, il Cousin ha generosamente

accordato 500 tonnellate a tutta la flotta Imperiale! doveva mai neppur

cadergli ciò nella mente?

[618] Ho letto, che un Legislatore Greco stabilì una pena doppia per i

delitti commessi nello stato d'ubbriachezza; ma sembra che si convenga,

che questa fu piuttosto una pena politica che morale.

[619] O anche in tre, poichè la prima sera si fermarono alla vicina

Isola di Tenedo: il secondo giorno navigarono fino a Lesbo; il terzo

fino al Promontorio d'Eubea, e nel quarto giunsero ad Argo (_Odiss. L.

130, 133_. Wood _Saggio sopra Omero p. 40, 46_). Un pirata navigò

dall'Ellesponto sino al porto di Sparta in tre giorni (Senofonte

_Hellenic. l. II c. 1_).

[620] Caucana, vicino a Camarina, è distante almeno 50 miglia (350 o 400

Stadi) da Siracusa (Claver. _Sicil. antiq. p. 191_).

[621] Procopio Gothic. l. I c. 3. _Tibi tollit hinnitum apta quadrigis

equa,_ ne' pascoli Siciliani di Grosfo (Horat. _Carm. II, 16_)

_Acragas.... magnanimum quondam generator equorum_ (Virgil. _Aeneid.

III, 704_). I Cavalli di Ierone, di cui Pindaro fece le vittorie

immortali, furon nutriti in questo Paese.

[622] Il _Caput vada_ di Procopio (dove Giustiniano in seguito fondò una

Città, _De Aedif. L._ VI c. 6) è il Promontorio d'_Ammone_ presso

Strabone, _il Brachodes_ di Tolomeo, ed il _Capaudia_ de' moderni, vale

a dire una lunga e stretta lingua di terra, che sporge in mare (Shaw

_Viag. p. 111_).

[623] Un Centurione di Marc'Antonio espresse, quantunque in un modo più

virile, il medesimo contraggenio al mare, ed alle battaglie navali

(Plutarc. _in Antonio p. 1730 Edit. Henr. Steph._).

[624] Sullette è forse la _Turris Annibalis_, antica fabbrica,

presentemente grande quanto la Torre di Londra. La marcia di Belisario a

Leptis, Adrumeto ec. viene illustrata dalla campagna di Cesare (Hirtius

_de Bello Afric. con l'analisi di Guichardt_) e da' viaggi di Shaw (_p.

105-113_) nel medesimo Paese.

[625] Παραδεισος καλλισος απαντων ων ημεις ισμεν. (_Paradiso

più bello di tutti quelli che conosciamo_). I Paradisi, nome ed usanza

presa dalla Persia, posson rappresentarsi per mezzo de' Giardini Reali

d'Ispahan (_Viag. d'Olear. p. 774_.) Vedasi ne' romanzi Greci il più

perfetto modello di essi (Longus _Pastoral. l. IV p. 99-101_; Achilles

Tatius _l. I p. 22 ec. _)

[626] Nelle vicinanze di Cartagine il mare, la terra, ed i fiumi son

quasi tanto mutati quanto le opere umane. L'istmo, o collo della Città

ora è confuso col continente: il porto è una secca pianura: ed il lago o

stagno non è più che un pantano con sei o sette piedi d'acqua nel canale

di mezzo: Vedi Danville (_Geograph. anc. Tom. III pag. 82_.), Shaw

(_viagg. p. 77, 84_), Marmol. (_Description de l'Afrique T. II. p. 465_)

e Tuano (LVIII 12 _Tom. III p. 334_).

[627] Da Delfi ricevè il nome di _Delphicum_ tanto in Greco quanto in

Latino un tripode: e per una facile analogia fu estesa in Roma, in

Costantinopoli, ed in Cartagine la stessa denominazione al luogo, dove

si facevano i Banchetti reali (Procop. _Vandal. lib. I. c. 21_: Du-Cange

_Gloss. Graec. p. 277 v. Δελφικον, ad Alexiad. p. 412_).

[628] Queste orazioni esprimono sempre i sentimenti di quei tempi, ne'

quali son fatte, ed alle volte quelli degli attori. Io ho estratto

questi sentimenti, ed ho tralasciata la declamazione.

[629] Le reliquie di S. Agostino da' Vescovi Affricani furon trasportate

al loro esilio di Sardegna (an. 500), e nell'VIII secolo fu creduto che

Liutprando Re de' Longobardi le trasferisse (an. 721) da Sardegna a

Pavia. Nell'anno 1695 i Frati Agostiniani di quella Città trovarono una

volta di mattoni, un'urna di marmo, una cassa d'argento, delle involture

di seta, delle ossa, del sangue ec., e forse un'Iscrizione d'Agostino in

caratteri Gotici. Ma quest'utile scoperta è stata contrastata dalla

ragione, e dalla gelosia (_Baronio Annal. an._ 725 n. 2, 9. Tillemont

_Mem. Eccles. Tom. XIII p. 944_. Montfaucon _Diar. Ital. p. 26, 30_,

Muratori _Antiq. Ital. med. aevi Tom. V Dissert. LVIII p. 9_, che ne

aveva composto un Trattato a parte, prima che si facesse il Decreto del

Vescovo di Pavia, e del Pontefice Benedetto XIII).

[630] Τα της πολιτειας προσιμια (_le prime terre dell'Impero_)

dice Procopio _de Aedif. L. VI c. 7_ Ceuta, che è stata poi disfigurata

da' Portoghesi, fiorì, sotto il regno più prospera degli Arabi,

nell'agricoltura, e nelle manifatture, decorata di nobili edifizi e di

Palazzi (_V. L'Afrique de Marmol T. II p. 236_).

[631] Vedi il secondo e il terzo preambolo a' Digesti, o alle Pandette,

promulgate il 16 decembre dell'anno 533. Giustiniano, o piuttosto

Belisario, avevan acquistato un giusto diritto a' titoli di _Vandalico_,

ed _Affricano_; quello di _Gotico_ era prematuro; ed il _Francico_ falso

ed offensivo d'una gran Nazione.

[632] Vedi gli atti originali presso il Baronio (_Aq. 535 n. 21, 54_).

L'Imperatore applaudisce alla sua clemenza verso gli Eretici _cum

sufficiat eis vivere_.

[633] Dupin (_Geograph. Sacra Africana p. LIX ad Optat. Milev._) nota e

compiange l'Episcopal decadenza. Nel tempo più prospero della Chiesa

egli vi aveva contato 690 Vescovati: ma per quanto piccole fossero le

Diocesi, non è probabile, che vi esistessero tutti nel medesimo tempo.

[634] Le leggi Affricane di Giustiniano sono illustrate dal suo Germano

Biografo (_Cod. Lib. I Tit. 27 Novell. 36, 37, 131 Vit. Justinian. p.

349-377_).

[635] Il monte Papua si pone dal Danville (_Tom. III p. 92 e Tabul. Imp.

Rom. Occident._) presso Ippone Regio, ed il mare: tal situazione però

mal s'accorda con le lunghe ricerche fattene al di là d'Ippone, e con le

parole di Procopio (_L. II c. 4_). Εν τοις Νουμιδιαρς εσχατοις

(_negli estremi della Numidia_).

[636] Shaw (_Viagg. p. 220_) descrive con somma accuratezza i costumi

de' Bedwini, e de' Kabili, gli ultimi de' quali secondo il loro

linguaggio, sono i residui de' Mori: pure quanto son mutati questi

moderni selvaggi, quanto si sono inciviliti! Fra loro sono abbondanti le

provvisioni, ed il pane è comune.

[637] Da Procopio si chiama _Lira: l'Arpa_ sarebbe forse stata più

nazionale. Gl'istromenti di musica si distinguono da Venanzio Fortunato

in tal modo: _Romanusque Lyra tibi plaudat, Barbarus harpa._

[638] Erodoto elegantemente descrive gli strani effetti della afflizione

in un altro schiavo Reale, cioè in Psammetico Re d'Egitto, che pianse

alle minori, e tacque alle maggiori sue calamità (_L._ III c. 14).

Belisario potea studiar la sua parte nell'incontro di Paolo Emilio e di

Perseo: ma è probabile, che non avesse mai letto nè Livio nè Plutarco:

ed è certo, che la sua generosità non avea bisogno d'alcun modello.

[639] Dopo che il titolo d'Imperatore ebbe perduto l'antico suo senso

militare, e gli auspizj Romani furono aboliti dal Cristianesimo (Vedi la

Bleterie, _Mem. de l'Acad. Tom. XXI p. 302, 332_) poteva con minore

incoerenza accordarsi un Trionfo ad un Generale privato.

[640] Se pure l'Ecclesiaste è veramente un'opera di Salomone, non già,

come il Poema di Prior, una pia e morale composizione fatta ne' tempi

più moderni in suo nome, ed in occasione del suo pentimento.

Quest'ultima è l'opinione dell'erudito, e franco Grozio (_Opp. Theolog.

T._ I _p._ 258): ed in vero l'Ecclesiaste, ed i Proverbi dimostrano

un'estensione di pensare, e d'esperienza, maggiore di quella che sembri

poter esser propria d'un Giudeo o d'un Re.

[641] Nel Belisario di Marmontel s'incontrano, cenano, e conversano

insieme il Re col Conquistatore dell'Affrica, senza rammentarsi l'uno

dell'altro. Egli è senza dubbio un difetto di quel romanzo il supporre,

che avesser perduto gli occhi o la memoria non solamente l'Eroe, ma

anche tutti quelli, che l'avevano sì ben conosciuto.

[642] Shaw p. 59. Siccome però Procopio (_L._ II c. 13) parla d'un

Popolo del monte Atlante come già distinto per la bianchezza del corpo,

ed il giallo color de' capelli, questo fenomeno (che si vede similmente

nelle Andi del Perù, Buffon Tom. III p. 504) può naturalmente

attribuirsi alla elevazione del suolo, ed alla temperatura dell'aria.

[643] Il Geografo di Ravenna (_L. III c. XI p. 129, 130, 131. Paris

1688_) descrive la Mauritania _Gaditana_ (opposta a Cadice) _ubi Gens

Vandalorum, a Belisario devicta in Africa, fugit, et numquam comparuit._

[644] Un solo avea protestato, e Genserico rimandò, senza una risposta

formale, i Vandali di Germania: ma quelli di Affrica derisero la sua

prudenza, ed affettarono di sprezzare la povertà delle loro foreste

(Procopio _Vandal. lib. I c. 22_).

[645] Tollio descrive per bocca del grand'Elettore (nel 1687) il segreto

regno, e lo spirito ribelle de' Vandali del Brandemburgo, che potevan

contare cinque o seimila soldati, che, si erano procurati de' cannoni

ec. (_Itinerar. Hungar. p. 42_ ap. Dubos _Hist. de la Monarchie

Francoise Tom. I p. 182, 183_). Si può con ragione dubitare della

veracità non già dell'Elettore, ma di Tollio medesimo.

[646] Procopio (_lib._ I c. 22) n'era totalmente all'oscuro: ουδε μνημη

τιστουδε ονομα ες εμε σωξεται (_Non se ne conserva presso di

me nè alcuna memoria nè il nome_). Sotto il regno di Dagoberto (an. 630)

le Tribù Slave de' Sorbi, e de' Venedi già confinavano con la Turingia

(Mascou _Istor. de' Germani XV, 3, 4, 5_).

[647] Sallustio rappresenta i Mori come un residuo dell'armata d'Èrcole

(_de Bello Iugurt. c. 21_) e Procopio (Vandal. _l. II c. 10_) come la

posterità de Cananei, che fuggirono dal ladro λησης Giosuè. Ei

cita due colonne con un'Iscrizione Fenicia. Io ammetto le colonne,

dubito dell'Iscrizione, e rigetto la discendenza.

[648] Virgilio (_Georgic. III, 339_), e Pomponio Mela (_I, 8_)

descrivono la vita errante de' Pastori Affricani simile a quella degli

Arabi, e de' Tartari: e Shaw (_p. 222_) è il migliore commentatore sì

del Poeta che del Geografo.

[649] I doni consueti, che loro si facevano, erano uno scettro, una

corona o berretta, una veste bianca, una tunica e delle scarpe con

figure, il tutto adornato d'oro, e d'argento: nè questi preziosi metalli

erano lor meno accolti in forma di moneta (_Procop. Vandal. L. I c.

25_).

[650] Vedi il Governo d'Affrica, ed i fatti militari di Salomone presso

Procopio (_Vandal. L. II c. 10, 11, 12, 13, 19, 20_). Ei fu richiamato,

e mandatovi di nuovo: e l'ultima sua vittoria porta la data dell'anno

XIII di Giustiniano (an. 539). Un accidente l'aveva reso eunuco nella

sua puerizia (_L. I c. 11_), ma gli altri Generali Romani erano

ampiamente _forniti di barbe_, πωγονος επιπλαμενοι (_Lib. II cap. 8_).

[651] Questa naturale antipatia de' cavalli contro i cammelli si

asserisce dagli Antichi (_Xenoph. Cyropaed. l. VI p. 438 l. VIII p. 483,

492 Edit. Hutchinson: Polyaen. Stratagem. VII, 6 Plin. Hist. Nat. VIII,

26 Aelian. de Nat. animal. I. III c. 7_): ma vien contraddetta dalla

quotidiana esperienza, e derisa dagli Orientali, che ne sono i migliori

giudici (_Voyage d'Olearius p. 553_).

[652] Procopio è il primo, che descriva il monte Aurasio (_Vandal. l. II

c. 13 de Aedif. l. VI c. 7_). Ei si può confrontare con Leone Affricano

(_Dell'Affrica P V presso Ramusio Tom. I fol. 77 rect._), con Marmol

(_Tom. II p. 430_) e con Shaw (_p. 56, 59_).

[653] Isidoro _Chron. p. 722 Edit. Grot. Mariana Hist. Hispan. l. V c. 8

p. 173_. Secondo Isidoro però l'assedio di Ceuta, e la morte di Teude

seguì l'anno dell'Era Ispanica 586, di Cristo 548, e la piazza non fu

difesa da' Vandali, ma da' Romani.

[654] Procopio _Vandal. l. I c. 24_.

[655] Vedi la Cronica originale d'Isidoro, ed i libri V e VI

dell'Istoria di Spagna del Mariana. I Romani furono finalmente cacciati

da Suintila Re de' Visigoti (l'anno 621, 626) dopo che si furon questi

riuniti alla Chiesa Cattolica.

[656] Vedi il matrimonio, e il destino d'Amalafrida in Procopio

(_Vandal. l. I c. 8, 9_); ed in Cassiodoro (_Var. IX, 1_) la richiesta

del reale di lei fratello. Si confronti parimente la Cronica di Vittore

Tunnunense.

[657] Lilibeo fu fabbricato da' Cartaginesi nell'Olimpiade XCV. 4 e

nella prima guerra Punica la forte situazione e l'eccellente suo porto

rese quel luogo un oggetto importante per ambedue le nazioni.

[658] Si paragonino fra loro i differenti passi di Procopio (_Vandal L.

II c. 5 e Gothic. l. 1 c. 3_).

[659] Intorno al regno e carattere d'Amalasunta vedi Procopio (_Gothic.

l. I c. 2, 3, 4: ed Anecdot. c. 16_ con le note dell'Alemanno):

Cassiodoro (_Var. VIII, IX, X et XI, 1_): e Giornandes (_de Reb. Getic.

c. 56 et de successione Regnor_ presso il Muratori _Tom. I p. 241_).

[660] Il matrimonio di Teodorico con Audefleda, sorella di Clodoveo, si

può collocare nell'anno 495 subito dopo la conquista d'Italia (Buat

_Hist. des Peuples Tom. IX p. 213_). Le nozze d'Eutarico e d'Amalasunta

si celebrarono l'anno 515 (Cassiodoro _in Chron. p. 453_).

[661] Alla morte di Teodorico si descrive da Procopio Atalarico, suo

nipote, come un fanciullo di circa otto anni οκτω γεγονως ετη.

Cassiodoro coll'autorità e con la ragione ve ne aggiunge due;

_Infantulum adhuc vix decennem_.

[662] Questo lago dalle vicine Città d'Etruria chiamavasi o

_Vulsiniensis_ (ora di Bolsena) o _Tarquiniensis_. Esso è circondato da

bianchi scogli, ed abbondante di pesce, e di salvaggiume. Plinio il

Giovane (_Epist. II, 96_) celebra due selvose isole, che galleggiavano

sulle acque. Se questa è una favola, quanto eran creduli gli Antichi! Se

poi è un fatto vero, quanto son trascurati i Moderni! Pure dal tempo di

Plinio in qua le isole possono essersi fissate per mezzo di nuove e

successive aggregazioni.

[663] Procopio però (_Anecdot. c. 16_) abbatte la sua propria

testimonianza, confessando che nella sua Storia pubblica non avea detto

la verità. Vedi le lettere scritte dalla Regina Gundelina

all'Imperatrice Teodora (_Var. X, 20, 21, 23_ e si osservi una parola

sospetta, _de illa persona ec._) con l'elaborato Commercio di Buat

(_Tom. X p. 177, 185_).

[664] Intorno alla conquista di Sicilia si confronti la narrazione di

Procopio con le doglianze di Totila (_ Gothic. l. I c. 5. l. III c.

16_). La Regina de' Goti aveva ultimamente sollevato quell'ingrata isola

(_Var. IX, 10, 11_).

[665] Descrivesi l'antica grandezza e splendore de' cinque quartieri di

Siracusa da Cicerone (_Act. II in verrem L. IV c. 52, 53_), da Strabone

(_L. VI p. 415_), e dal Dorville (_Sicula Tom. II p. 174, 202_). La

nuova città, restaurata da Augusto, si ristrinse verso l'isola.

[666] Procopio (_Vandalic. l. II c. 14, 15_) riferisce così chiaramente

il ritorno di Belisario in Sicilia (_p. 146 Edit. Hoeschelii_), che

restò attonito allo strano sbaglio, ed a' rimproveri d'un erudito

Critico (_Oeuvres de la Mothe le Vayer Tom. VIII p. 162, 163_).

[667] L'antica Alba fu distrutta nella prima età di Roma. Nel medesimo

luogo, o almeno nelle vicinanze di quella, successivamente s'alzarono,

1. la villa di Pompeo ec. 2. un campo delle Coorti Pretoriane: 3. la

moderna città Episcopale d'Albano (Procopio _Goth. l. II c. 4_. Cluver.

_Ital. ant. Tom. II. p. 914_).

[668] Si produceva un oracolo sibillino, che diceva _Africa capta,

mundus cum nato peribit_; sentenza di portentosa ambiguità (_Gothic. l.

I c. 7_), che fu pubblicata in caratteri ignoti da Opsopeo, editore di

Oracoli. Il P. Maltret ha promesso di farvi un commentario: ma tutte le

sue promesse sono state vane ed infruttuose.

[669] Procopio nella sua Cronologia, imitando in qualche modo Tucidide,

comincia dalla primavera gli anni di Giustiniano, e della guerra Gotica:

e la prima sua epoca corrisponde al primo d'aprile 535 non 536 secondo

gli Annali del Baronio (Pagi _Crit. Tom. II p. 555_ seguitato dal

Muratori, e dagli Editori del Sigonio). Pure in alcuni passi non

sappiamo conciliare le date di Procopio con lui medesimo, e con la

Cronica di Marcellino.

[670] Da Procopio (_L. I c. 5, 29. L. II c. 1, 30. L. III c. 1_) si

riferiscono gli avvenimenti della prima guerra Gotica fino alla

schiavitù di Vitige. Coll'aiuto del Sigonio (_Opp. Tom. I. De Imp.

Occid. L. XVII, XVIII_), e del Muratori (_Annali d'Italia Tom. V_) vi ho

aggiunto alcuni pochi fatti di più.

[671] Giornandes _de reb. Gotic. c. 60 p. 702 Edit. Grot. e Tom. I p.

221_: Muratori _de success. regn. p. 241_.

[672] _Nero_ (dice Tacito _Annal. XV, 35_) _Neapolim quasi Graecam urbem

delegit_. Cento cinquant'anni dopo, al tempo di Settimo Severo,

Filostrato loda l'Ellenismo de' Napolitani: γενος Ελληνες και αστυκοι,

οθεν και τας σπουμδας των λογον Ελληνικοι εισι _d'origine son

Greci ed urbani, onde anche nell'uso delle parole grecizzano_ (_Icon. L.

I pag. 763 Edit. Olear._).

[673] Si celebra l'_otium_ di Napoli da' Poeti Romani, come da Virgilio,

da Orazio, da Silio Italico, e da Stazio (Cluver. _Ital. Ant. l. IV p.

1149, 1150_). Quest'ultimo in una elegante lettera (_Sylv. l. III, 5 p.

94, 98 Edit. Markland._) tenta la difficile impresa di trar la sua

moglie da' piaceri di Roma a quel tranquillo ritiro.

[674] Questa misura fu presa da Ruggiero I dopo la conquista di Napoli

(An. 1139), ch'ei fece la Capitale del suo nuovo Regno (Giannone _Istor.

Civ. Tom. II p. 169_). Questa città, ch'è la terza nell'Europa

Cristiana, ha presentemente almeno dodici miglia di circuito (Jul. Caes.

Capaccii _Hist. Neapol. L. I p. 47_), e contiene in questo spazio più

abitanti (vale a dire 350,000) che qualunque altro luogo nel Mondo

conosciuto.

[675] Non geometrici ma comuni, cioè passi di 22 pollici Francesi l'uno

(Danville _Mesures itinerair. p. 7, 8_): 2363 di essi non fanno un

miglio Inglese.

[676] Belisario fu condannato dal Papa Silverio per la strage; egli per

altro ripopolò Napoli, ed introdusse colonie di prigionieri Affricani

nella Sicilia, nella Calabria, e nella Puglia (_Hist. Miscell. L. XVI

presso il Muratori Tom. I p. 106, 107_).

[677] Benevento fu fabbricato da Diomede, Nipote di Meleagro (Cluver.

Tom. _II p. 1195, 1196_). La caccia Calidonia è una pittura della vita

selvaggia (Ovid. _Metamorph. L. VIII_). Trenta o quaranta eroi si

collegarono contro un cignale: i bruti (non il cignale) contendevano con

una donna per la testa.

[678] Il _Decennovium_ è stranamente confuso dal Cluverio (_Tom. II p.

1007_) col fiume Ufente. Esso era veramente un canale di diciannove

miglia, dal Foro d'Appio fino a Terracina, sul quale Orazio imbarcossi

di notte. Il Decennovium, di cui fan menzione Lucano, Dione Cassio, e

Cassiodoro, è stato in vari tempi successivamente rovinato, restaurato,

e cancellato (Danville, _Analyse de l'Italie p. 185_ ec.).

[679] Un Ebreo volle soddisfare il disprezzo e l'odio che avea per tutti

i Cristiani, rinchiudendo tre mandre, ciascheduna delle quali conteneva

dieci porci, ed eran distinte coi nomi di Goti, di Greci e di Romani. I

primi furon trovati quasi tutti morti; quasi tutti i secondi eran vivi:

e de' terzi la metà eran morti, ed il rimanente avevan perduto le loro

setole. Emblema non incoerente all'evento.

[680] Bergier (_Hist. des grands chemins des Romains T. I p. 221, 228,

440, 444_) n'esamina la struttura ed i materiali, mentre Danville

(_Analyse de l'Italie p. 200, 213_) ne determina la situazione

geografica.

[681] _L'anno_ 536 della prima ricuperazione di Roma è certo, piuttosto

per la serie de' fatti, che poi testo corrotto o interpolato di

Procopio: il _mese_ (di Dicembre) viene assicurato da Evagrio (_L. IV c.

19_): ed il _giorno_ (10) può ammettersi sulla debole testimonianza di

Niceforo Callisto (_L. XVII c. 13_). Di questa esatta Cronologia siam

debitori alla diligenza, ed al criterio del Pagi (_Tom. II pag. 559,

560_).

[682] Un Cavallo di color baio o rosso chiamavasi φαλιος da'

Greci, _Balan_ da' Barbari, e _Spadix_ da' Romani. _Honesti Spadices_,

dice Virgilio (_Georg. L. III, 72_ con le osservazioni di Martin, e di

Heyne). Σπαδιξ o Βαιον significa un ramo di palma, il cui nome Φοινιξ

della quale è sinonimo di _rosso_ (Aul. Gellius II, 26).

[683] Interpetro la voce βανδαλαριος non come un nome proprio,

ma d'ufizio, quasi portatore della bandiera, da _Bandum_ (vexillum)

parola barbara adottata da' Greci e da' Romani (Paol. Diacon _L. I c. 20

p. 760_. Grot. _Nomina Gothica p. 575_. Du-Cange _Glossar. Latin. Tom. I

pag. 539, 540_).

[684] Il Danville nelle Memorie dell'Accademia per l'anno 1756 (_Tom.

XXX p. 198, 236_) ha dato un Piano di Roma di minor proporzione, ma

molto più accurato di quello, che aveva delineato nel 1738, per

l'Istoria del Rollin. L'esperienza ha perfezionato la sua cognizione, ed

invece della Topografia del Rossi, ha usato la nuova ed eccellente carta

del Nolli. La vecchia misura di 13 miglia di Plinio si dee ridurre a 8.

Egli è più facile alterare un testo, che muovere i colli o le fabbriche.

[685] Nell'anno 1709, Labat (_Voyages en Italie Tom. III p. 218_) contò

138,568 anime di Cristiani oltre, 8, a 10,000 Ebrei forse senz'anima?

Nell'anno 1763 la popolazione passava i 160,000.

[686] L'occhio diligentissimo del Nardini (Roma antica L. I. c. 8. p.

31) potè distinguere le _tumultarie opere di Belisario_.

[687] La fessura, e la pendenza nella parte superiore del muro, che

osservò Procopio (_Goth. L. I c. 23_), è visibile anche adesso (Donati

_Roma vet. L. I. c. 17 p. 53, 54_).

[688] Lipsio (_Opp. Tom. III Poliorcet. L. III_) non conosceva questo

chiaro e cospicuo passo di Procopio (_Goth. L. I c. 21_). La macchina si

diceva οναγρος (asino selvaggio) _a calcitrando_ (Heur. Steph.

_Thesaur. Linguae Graec. Tom. II p. 877_). Io ho veduto un ingegnoso

modello, immaginato ed eseguito dal General Melville, che imita o

sorpassa l'arte dell'antichità.

[689] La descrizione, che fa Procopio (_L. I c. 25_) di questo Mausoleo,

è la prima e la migliore. S'alza sopra le mura σχεδον ες λιθου βολην

(quasi un tiro di pietra). Nel gran disegno del Nolli i lati di

quello sono 260 piedi Inglesi.

[690] Prassitele era eccellente ne' Fauni, e quello d'Atene era il suo

capo d'opera. Roma ora ne contiene più di trenta del medesimo carattere.

Quando fu purgato il fosso di Castel S. Angelo sotto Urbano VIII, gli

artefici trovarono il Fauno, che dorme, del Palazzo Barberini, ma si era

rotta una gamba, una coscia, ed il braccio destro di quella bella Statua

(Winckelman _Istor. dell'art. ec. Tom. II pag. 52 Tom. III p. 265_).

[691] Procopio ha dato la miglior descrizione del Tempio di Giano,

Divinità nazionale del Lazio (Heyne _Excurs. V ad L. VII Aeneid._). Esso

formava anticamente una porta nella primitiva città di Romolo e di Numa

(Nardini _Pag. 13, 256, 329_). Virgilio ha descritto quest'antico rito

da Poeta e da Antiquario.

[692] Il _Vivarium_ era un angolo nella nuova muraglia chiuso per le

fiere (Procopio _Goth. L. I c. 23_). Il luogo è sempre visibile presso

il Nardini (_L. IV c. 2 p. 159, 160_), e nella gran pianta di Roma del

Nolli.

[693] Per la trombetta Romana, ed i suoi vari segnali si consulti Lipsio

_De militia Romana_ (_Opp. Tom. III L. IV Dial. X p. 125, 129_). Una

maniera di distinguer l'attacco per mezzo d'una trombetta a cavallo di

solido bronzo, e _la ritirata_ per mezzo d'una trombetta a piedi di

cuoio e di legno leggiero, fa commendata da Procopio, e adottata da

Belisario.

[694] Procopio (_Goth. L. II c. 3_) si è dimenticato di nominar questi

acquedotti; nè tal doppia intersezione a quella distanza di Roma si può

chiaramente fissare dagli scritti di Frontino, del Fabretti, e

dell'Eschinard _de aquis, et de agro Romano_, o dalle carte locali del

Lameti e del Ciugolani. Sette o otto miglia (50 Stadi) lontano dalla

Città, sulla via d'Albano, fra le strade Latina ed Appia, io discerno i

residui d'un acquedotto (probabilmente di quello di Settimio), ed una

serie di archi (per 630 passi) alti venticinque piedi (υψηλω εσαναν) _d'un'eccessiva altezza_.

[695] Fecero delle salsiccie αλλατας di carne di mulo; malsane

senza dubbio, se gli animali eran morti di peste; fuori di questo caso

per altro le famose salsiccie di Bologna si dice, che son fatte di carne

d'asino (_Voyages de Labat, Tom. II p. 218_).

[696] Il nome del palazzo, del colle, e dell'annessa porta tutti eran

derivati dal Senator Pincio. Alcuni recenti vestigi di tempj, e di

chiese si sono adesso livellati al suolo nel giardino de' Minimi della

Trinità del Monte (Nardini _L. IV c. 7 p. 196_. Eschinard _p. 209, 210_

la vecchia pianta del Bufalini, e la gran pianta del Nolli). Belisario

avea stabilito il suo quartiere fra le porte Pincia e Salaria (Procop.

_Goth. L. I c. 15_).

[697] Dal farsi qui menzione del primo e del secondo _velum_ parrebbe,

che Belisario, quantunque assediato, rappresentasse l'Imperatore, o

conservasse l'altiero ceremoniale del Palazzo Bizantino.

[698] _Dove ha egli trovato il Sig. Gibbon, che Silverio fosse accusato_

da testimoni degni di fede, e _convinto dalla_ prova della sua

sottoscrizione? _Gli Autori che cita nella nota_ (_1 p. 444_) _non

dicono questo. Procopio, ch'era presente al fatto, così lo riferisce_

«_Essendo nato sospetto_ (υποψιας), _che Silverio Vescovo di

Roma tramasse un tradimento co' Goti, subito lo relegò in Grecia ec._»

_ma questo pare al N. A. un testimone troppo secco e ripugnante a tal

atto, quasi che Procopio fosse un uomo devoto e scrupoloso, o che nelle

sue opere si dimostrasse addetto a' Romani Pontefici, più che a

Belisario: non sarebbe anzi più ragionevole il supporre, che il

Segretario ed encomiatore del Generale avesse usato quella maniera di

dire secca e concisa per cuoprirne quanto potea l'ingiustizia, e che in

verità vi fosse anche meno che un sospetto contro la fedeltà di

Silverio? Ma udiamo gli altri scrittori citati dal Sig. Gibbon_: Augusta

(_dice Anastasio in_ vit. Silverii) misit jussiones ad Vilisarium

Patricium per Virgilium Diaconum ita continentes: vide aliquas

occasiones in Silverium Papam, et depone illum ab Episcopatu, aut certe

festinus trasmitte eum ad nos.... Et tunc suscepit jussionem Vilisarius

Patricius dicens; Ego quidem jussionem facio, sed ille, qui interest in

nece Silverii Papae, ipse rationem reddet de factis suis Domino Nostro

Jesu Christo. Et urgente jussione exierunt quidam _falsi testes_: qui et

dixerunt: quia nos multis vicibus invenimus Silverium Papam scripta

mittentem ad Regem Gothorum:.................... Asinaria, juxta

Lateranas, et Civitatem tibi trado, et Vilisarium Patricium. Quod autem

Vilisarius _non credebat_: Sciebat enim, quod _per invidiam haec de eo

dicebantur_. Sed dum multi in eadem accusatione persisterent, pertimuit

etc. _Son questi i testimoni_ degni di fede? _questa è la_ propria

sottoscrizion _di Silverio? Gibbon dirà, che questa descrizione è_

appassionata. _Vediamo dunque Liberato_: Belisarius vero (_dic'egli_)

Romam reversus, evocans Silverium ad Palatium, intentabat ei

_calumniam_, quasi Gothis scripsisset, ut Romam introirent. Fertur enim

Marcum quemdam Scholasticum, et Julianum quemdam Praetorianum _fictas_

de nomine Silverii composuisse litteras Regi Gothorum scriptas, ex

quibus convinceretur Silverius Romanam velle prodere Civitatem. Secreto

autem Belisarius et ejus conjux persuadebant Silverio implere praeceptum

Augustae, ut tolleretur Chalcedonensis synodus, et per epistolam suam

haereticorum firmaret fidem ec. _Se anche questa è una testimonianza

appassionata, noi domanderemo al Sig. Gibbon, quali son dunque le

narrazioni vere ed imparziali, dalle quali esso ha tratto la notizia

de'_ credibili testimoni, _che accusaron Silverio, e della_ propria di

lui sottoscrizione? _E frattanto ch'ei trova altre autorità opportune

per il suo intento, avremo tutta la ragione d'approvar come giuste_

l'esecrazioni _del Card. Baronio contro la patente e sacrilega

ingiustizia di Belisario._

_Nota dell'Editore Pisano._

[699] Procopio (_Goth. L. I c. 25_) è un testimone secco e ripugnante a

quest'atto di sacrilegio. Le narrazioni di Liberato (_Breviar. c. 22_) e

d'Anastasio (_de. vit. Pont. p. 39_) sono caratteristiche, ma

appassionate. S'odano l'esecrazioni del Cardinal Baronio (_An. 536 n.

123. An. 538 n. 4, 20_) _portentum, facinus omni execratione dignum_.

[700] La vecchia porta Capena fu trasportata da Aureliano alla moderna

porta di S. Sebastiano, o lì vicino (Vedi la pianta del Nolli). Quel

memorabile luogo è stato decorato dal bosco Egerio, dalla memoria di

Numa, da archi trionfali, da' sepolcri degli Scipioni, e de' Metelli ec.

[701] L'espression di Procopio contiene un tratto invidioso: Τυην εκ

του ασφαλους την σφισι συμβησομενην καραδοκειν (_Goth. l. II.

c. 4_) _per osservare da un luogo sicuro il destino che loro accadesse_.

Egli parla però d'una donna.

[702] Anastasio (p. 40) gli ha conservato questo titolo di _Sanguinario_

che potrebbe far onore ad una tigre.

[703] Questo fatto vien riferito nella pubblica Storia (_Goth. l. II. c.

8_) con candore o cautela: negli Aneddoti (c. 7) con malevolenza o

libertà: Marcellino però, o piuttosto il suo Continuatore (_in Chron._),

getta un'ombra di premeditato assassinio sulla morte di Costantino. Egli

aveva fatto buon servizio in Roma, ed in Spoleto (Procop. _Goth. L. I c.

7 14_). Ma l'Alemanno lo confonde con un Costanziano _Comes stabuli_.

[704] Dopo la partenza di lui non vollero più militare: venderono a'

Goti i loro schiavi e bestiami: e giurarono di non più combattere contro

di loro. Procopio fa una curiosa digressione sopra le maniere e le

avventure di questa vagante Nazione, una parte di cui finalmente passò a

Tule, o nella Scandinavia (_Goth. l. II c. 14, 15_).

[705] Questo nazional rimprovero di perfidia (Procop. _Goth. Lib. II

cap. 25_) offende l'orecchio di la Mothe le Vayer (_Tom. VIII p. 163,

165_) che critica l'Istorico Greco, come se non l'avesse mai letto.

[706] Il Baronio applaudisce al suo tradimento, e giustifica i Vescovi

Cattolici, _qui ne sub haeretico Principe degant, omnem lapidem movent_:

Cautela veramente utile! Il Muratori, più ragionevole (_Annali d'Ital.

Tom. V p. 54_), accenna il delitto di spergiuro, e biasima almeno

_l'imprudenza_ di Dazio.

[707] S. Dazio fu più felice contro i diavoli, che contro i Barbari. Ei

viaggiò con un numeroso seguito, ed occupò un'ampia casa in Corinto

(Baronio _An. 538 n. 89. An. 539 n. 20_).

[708] Μοριαδες τριακοντα (trenta miriadi) Vedi Procopio (_Goth.

L. II c. 7, 21_). Tal popolazione però è incredibile: e la seconda o

terza Città d'Italia non dee lagnarsi, se noi solamente decimiamo il

numero di questo testo. Tanto Milano quanto Genova risorsero in meno di

trent'anni (Paolo Diacono _De Gestis Longobard. L. II c. 38_).

[709] Oltre Procopio, forse troppo Romano, vedansi le Croniche di Mario,

e di Marcellino, Giornandes (_in success. regn._ presso il Muratori

_Tom. I pag. 241_), e Gregorio di Tours (_L. III c. 32 nel Tom. II

degl'Istorici di Francia_). Gregorio suppone una disfatta di Belisario,

che presso Aimoino (_De Gestis Franc. L. II c. 23 nel Tom. III p. 59_) è

ucciso da' Franchi.

[710] Agatia _L. I p. 14, 15_. Quand'egli avesse potuto sedurre o

soggiogare i Gepidi, o i Lombardi della Pannonia, il Greco Istorico

crede, che sarebbe stato necessariamente distrutto nella Tracia.

[711] Il Re diresse la sua lancia, il toro gli rovesciò un albero sul

capo, ed ei spirò nel medesimo giorno. Tal'è il racconto d'Agatia: ma

gl'Istorici originali di Francia (_T. II p. 202, 403, 558, 667_)

attribuiscono la sua morte ad una febbre.

[712] Senza perdermi in un laberinto di specie e di nomi, come di

aurochi, di uri, di bisoni, di bubali, di bonasi, di bufali ec. (Buffon

_Hist. nat. Tom. XI e Supplem. Tom. III VI_); egli è certo, che nel

sesto secolo si cacciava una grossa specie di bestiame a corna salvatico

nelle gran foreste dei Vosgi in Lorena, e nelle Ardenne (Greg. Turon.

_Tom. II L. X c. 10 p. 369_).

[713] Nell'assedio d'Osimo a principio cercò di demolire un vecchio

acquedotto, e quindi gettò nell'acqua, 1. de' cadaveri: 2. dell'erbe

nocive: e 3. della calce viva, che si chiama (dice Procopio _L. II c.

29_) τιτανος dagli antichi, e dai moderni ασβεσος. Pure ambedue

queste voci si usano come sinonime da Galeno, da Dioscoride, e da

Luciano (Henr. Steph. _Thes. Ling. Graec. Tom. III p. 748_).

[714] I Goti sospettarono, che Matasuiuta fosse complice del fatto, che

forse fu cagionato da un incendio accidentale.

[715] A rigor filosofico sembra, che una limitazione de' diritti di

guerra nel nuocere al nemico implichi non senso e contraddizione. Grozio

medesimo si perde in una distinzione fra il Gius _di natura_ e quello

_delle Genti_, fra il veleno e l'infezione. Ei pondera da una parte

della bilancia i passi d'Omero (_Odyss. A. 259 ec._) e di Floro (_L. II

c. 10 n. 7 ult._), e dall'altra gli esempi di Solone (Pausan. _L. X c.

37_) e di Belisario. Vedi la sua grand'Opera _de Jure Belli et Pacis L.

III c. 4 §. 15, 16, 17_, e nella Traduzione di Barbeyrac _Tom. II p. 257

ec._ Io capisco però il vantaggio e la validità d'una convenzione,

tacita o espressa, di vicendevolmente astenersi da certe specie di

ostilità: Vedi il giuramento Anfizionico presso Eschine, _da falsa

Legatione_.

[716] Ravenna fu presa non già nell'anno 540 ma nel fine del 539, ed il

Pagi (_Tom. II p. 169_) è corretto dal Muratori (_Annali d'Ital. Tom. V

p. 62_) che prova con un documento originale in papiro (_Antiq. Ital.

med. aevi Tom. II Diss. 32 p. 999, 1007_, Maffei _Istor. Diplom. p. 155,

160_), che prima del 3 gennaio 540 era ristabilita la pace e la

corrispondenza libera fra Ravenna e Faenza.

[717] Ei fu preso da Giovanni il Sanguinario, ma fu prestato un

giuramento per la sua sicurezza nella Basilica di Giulio (_Hist.

Miscell. L. XVII_ presso il Muratori _Tom. I p. 107_.): Anastasio (_in

Vit. Pontif. p. 40_) ne dà un'oscura, ma probabile relazione. Mascou

(_Istor. de' Germani XII, 21_) cita il Montfaucon per uno scudo votivo

rappresentante la schiavitù di Vitige, che ora è nella Collezione del

Sig. Landi a Roma.

[718] Vitige visse due anni a Costantinopoli ed _Imperatoris in affectu_

convictus (_ovvero coniunctus_) _rebus excessit humanis_. Matasuenta,

sua Consorte, che fu moglie e madre de' Patrizi, Germano il Vecchio, ed

il Giovane, unì il sangue Anicio con quello degli Amali. (Jornand. _c.

60 p. 221_ presso il Muratori _Tom. I_).

[719] Procopio _Goth. L. III c. 1_. Aimoino, Monaco Francese del secolo

XI, che avea acquistato e sfigurato alcune autentiche notizie di

Belisario fa menzione in suo nome di 12,000 _pueri_ o schiavi, _quos

propriis alimus stipendiis_, oltre 18,000 Soldati (_Istorici di Franc.

Tom. III. De Gestis Franc. L. II c. 6 p. 48_).

[720] La diligenza dell'Alemanno non potè aggiunger che poco a' quattro

primi e più curiosi capitoli degli Aneddoti. Di questi straordinari

aneddoti una parte può esser vera perchè probabile; e l'altra perchè

improbabile. Procopio deve aver _saputo_ la prima, e difficilmente potè

_inventar_ la seconda.

[721] Procopio ci fa sapere (_Anecd. c. 4_), che quando Belisario tornò

in Italia (an. 543) Antonina avea l'età di sessant'anni. Una costruzione

forzata, ma più gentile, che riferisce quella data al momento, in cui

egli scriveva (anno 559), sarebbe compatibile con la virilità di Fozio

(_Goth. L. I c. 10_) nel 536.

[722] Si confronti la guerra Vandalica (_L. I c. 12_) con gli Aneddoti

(_cap. 1_), e l'Alemanno (_pag. 2, 3_). Questa specie di battesimale

adozione fu rimessa in uso da Leone il Sapiente.

[723] Nel novembre del 537 Fozio arrestò il Papa (Liberat. _Breviar. c.

22 Pagi Tom. II p. 562_). Verso il fine del 539 Belisario mandò Teodosio

τον τη οικια τη αυτου εφεσωτα (_che presedeva alla sua casa_)

per una importante e lucrativa commissione a Ravenna (_Goth. L. II c.

18_).

[724] Teofane (_Chronogr. p. 204_) lo chiama _Fotino_, e genero di

Belisario: ed è copiato dall'istoria Miscella, e da Anastasio.

[725] Il Continuator della Cronica di Marcellino esprime in poche

decenti parole la sostanza degli Aneddoti. _Belisarius de Oriente

evocatus in offensam periculumque incurrens grave, et invidiae

subiacens, rursus remittitur in Italiam_ (_p. 54_).

Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 07 · 第 25 / 31 题