NOTE:

[1] Dei Commentari del viaggio in Persia di Caterino Zeno il

Cavaliere; nella Raccolta del Ramusio. Venezia 1583, vol. II.

[2] Fu poi madre della regina di Cipro.

[3] Commentari Zeno, cit.

[4] Documento II. Col Caramano la repubblica avea conchiuso un

trattato di commercio fino dal 1453.

[5] Paolo Morosini, Hist. Veneta, lib. XXIV.

[6] Marin Sanudo, Cronaca ms. nell'Archivio Cicogna.

[7] Malipiero, Annali veneti, Archivio storico italiano, vol. VII e

VIII.

[8] Paolo Morosini, Hist. ven. cit., pag. 579.

[9] Cornet, Le guerre dei Veneti nell'Asia, 1470-1474. Vienna, 1856.

[10] L'isola di Negroponte era toccata ai Veneziani nella divisione

dell'impero di Romania. Mohammed la occupò nel 1469; e la repubblica

che la possedeva da 264 anni, consideravala come uno dei più preziosi

stabilimenti che avesse nel levante.

[11] Commissioni 27 novembre 1470 e 2 gennaio 1471. Cornet, op. cit.

[12] Ducale a Vettor Soranzo in Sicilia, 2 marzo 1471. Ib.

[13] Pubblicata negli Annali di Malipiero. Archivio storico italiano,

vol. VII, pag. 68.

[14] Deliberazioni segrete, volume XXV. Cornet, op. cit. pag. 23.

[15] L'antica Hermonassa sulla sponda del Niester, scalo della

Valacchia e Moldavia.

[16] Ducali a Vettore Soranzo, 22 aprile e 25 ottobre 1471.

[17] Dracone Zeno, figliuolo di Antonio, viaggiò nel 1425 per gran

parte dell'Asia, dimorò molti anni alla Balsera, alla Mecca ed in

Persia, e morì a Damasco.

[18] Commentari del viaggio di Caterino Zeno, cit.

[19] Annali del Malipiero, cit.

[20] Secreta XXV, V. Cornet, op. cit., e la tavola qui di fronte.

[21] Secreta XXV, Cornet, op. cit. p. 47.

[22] Secreta XXV, Cornet, op. cit. p. 49 e 63.

[23] Verdiziotti, Dei fatti veneti, p. 572.

[24] Secreta XXV, Cornet, op. cit., p. 65.

[25] Registri Senato Terra, tom. VI, pag. 186, 188, 191, 194. Arch.

ven. gen.

[26] Lettere al Senato di Giosafat Barbaro, Vienna 1852, dai codici

Foscarini.

[27] Pietro Mocenigo fu poi creato doge a' 16 dicembre 1474. Morì nel

1476 e gli fu posto il seguente epitaffio: «Qui Asia a faucibus

Hellesponti usque in Cyprum ferro ignique vastata, Caramanis regibus

venetorum sociis, Othomano oppressis, regno restituto....»

E Nicolò Tron, che fu Doge dal 1471 al 1473, ebbe per epitaffio: «Cum

rege Parthorum contra Turcum socia arma coniunxit....» e per breve:

Hic Thronus aeteris dux est demissus ab astris

Ut Persam Veneto iungeret imperio.

[28] Coriolano Cippico, _De Bello Asiatico_, Venetiis 1594.

[29] Commentari Zeno, op. cit.

[30] Marin Sanudo nel vol. XXII, _Rerum italicarum scriptores_.

[31] Pubblicata negli Annali del Malipiero, cit.

[32] Annali del Malipiero cit. VII, pag. 83.

[33] Ib. pag. 82.

[34] Secreta XXV, Cornet, op. cit., pag. 83.

[35] Secreta XXV, Cornet, op. cit., pag. 84.

[36] Lettere di Giosafat Barbaro, cit.

[37] Aghaliman, il 4 giugno 1473; Malipiero, Ann. pag. 87.

[38] Deliberazione del Senato, 25 giugno 1473. Secreta XXV, pag. 19,

Archivio veneto generale.

[39] Lettera dello Zeno, 13 luglio 1473. Così di fatto egli scrisse a

Federico III, il quale invece cercò di ridurre la Dieta, perchè non si

desse aiuto alcuno ad Uzunhasan, onde il gransignore prosperasse

contro la repubblica. E scrisse egualmente al re Mattia, che trattò

invece la pace colla Turchia.

[40] L'esercito persiano contava 300,000 uomini. Lettera dello Zeno,

26 luglio 1473.

[41] Commentari dei viaggi dello Zeno, cit.

[42] Malipiero, Annali cit.

[43] Secreta XXVI, Cornet, op. cit.

[44] L'Ognibene sbarcò a Kurku il 18 gennaio 1474, ivi condotto dalla

galea Caterina, e per la via di Aleppo andò in Persia.

[45] Commentari Zeno, cit.

[46] Memorie storiche dei Monarchi Ottomani.

[47] Lettere del Barbaro, cit.

[48] Viaggio di Giosafat Barbaro in Persia, Ramusio, op. cit.

[49] Viaggio di un mercante che fu nella Persia, Ramusio, op. cit.

[50] Malipiero, annali op. cit.

[51] Benchè gli etimologi non siano d'accordo intorno alla derivazione

del nome sufì, adottiamo questo modo di scriverlo, dopo le preziose

considerazioni dell'Hammer, del Marsden, e dei moderni orientalisti.

[52] Sanudo Codd. Marciani, vol. IV, pag. 66. Vedi Brown, Ragguagli

sulla vita e le opere di M. Sanudo.

[53] Sanudo IV, pag. 168.

[54] Sanudo V, pag. 137.

[55] Sanudo VII, pag. 407.

[56] Sanudo VII, pag. 168-173.

[57] Persiana, da _agem_, nome col quale gli arabi indicano le terre

ad essi straniere, ed in particolare la Persia.

[58] Vol. VII, pag. 194.

[59] Paolo Giovio, Hist. di Venezia, lib. XIII.

[60] Sanudo VII, pag. 425.

[61] Sanudo VII, pag. 508.

[62] Sanudo VIII, pag. 182.

[63] P. Giovio, Hist. cit., pag. 321.

[64] Nel settembre 1509. Sanudo IX, pag. 135.

[65] Il 21 giugno 1511.

[66] Secreta XLIV, pag. 31. Archivio veneto generale.

[67] Secreta XLIV, pag. 73. Arch. ven. gen.

[68] Vol. XV.

[69] Ib.

[70] Morana, Relazione del commercio di Aleppo. Venezia 1799.

[71] Relazioni degli ambasciatori veneti al Senato nel secolo XVI,

edite in Firenze da Eugenio Albèri. Serie III, vol. I, pag. 24.

[72] Albèri, Relazioni venete cit., serie III, vol. I, pag. 85.

[73] Serie III, vol. I, pag. 193. Questa relazione porta, in una copia

esistente nell'Archivio generale del regno a Torino, il nome di

Daniele Barbaro; e nei codici Foscarini a Vienna il titolo: Relatione

del Sophi re di Persia, di Armenia, di Assiria e di Media, cogli altri

Stati suoi, et successi della guerra col Turco.

[74] Albèri, Relazioni venete cit. Serie III, vol. I, pag. 166.

[75] Albèri, Relazioni cit. Serie III, vol. III, pag. 138.

[76] Albèri, Relazioni cit. Serie III, vol. I, pag. 278.

[77] Nell'anno 1573. Albèri, relazioni cit. Serie III, vol I, pag.

338.

[78] Inedito e tratto dal codice 1762 dell'arch. Cicogna.

[79] Esp. Princ. Registri anni 1580-83. Arch. secreto del Collegio.

[80] Raccolta Svajer, n. 878.

[81] Cod. MDCCLXII.

[82] Albèri, Relazioni venete, serie III, vol. II.

[83] Relazioni consolari inedite, presso di me.

[84] Albèri, Serie III, vol. II.

[85] Albèri, ibid.

[86] Relazione inedita presentata in senato il 16 febbraio 1596.

[87] _Libro cerimoniali_. Arch. gen.

[88] Cerimoniali cit.

[89] Il traffico in Persia non pregiudicava alla nobiltà o alla

condizione elevata delle persone. Lo stesso re aveva agenti che

mercatavano nei paesi lontani per suo conto, ancorchè investiti di

distinto carattere pubblico. Mss. Donà.

[90] Esp. Collegio.

[91] Conforme all'usanza persiana.

[92] Iscrizioni venete del Cicogna, vol. V, pag. 645.

[93] Commemoriale XXVI.

[94] Ricevuta 9 marzo 1603 dalla fabbriceria di S. Marco, in atti

Guglielmo di Mapheis, notaio dei procuratori de supra. Il tappeto

tuttora si conserva nella sacristia di S. Marco, ma in cattivo stato.

[95] Commemoriale XXVI, pag. 159.

[96] Deliberazione del Senato, 22 settembre 1603.

[97] Deliberazione del Senato, 22 agosto 1603, particolarmente

sull'uscita dei 114 zacchi che egli avea comperati.

[98] Vedi la Tavola qui riportata.

[99] Trattato 7 marzo 1605, presentato dall'ambasciatore Mocenigo.

[100] Vedi il fac-simile qui posto, ed il documento XXXIX, che ne è la

traduzione.

[101] Filza, Atti Turcheschi, Miscell. A. G.

[102] I quattro tappeti si conservano tuttora, ma in cattivo stato,

nella chiesa di S. Marco.

[103] Delib. Senato, 2 decembre 1645.

[104] Esp. Princ.

[105] Delib. Senato, 22 e 28 luglio 1673.

[106] Vedi la tavola al frontispizio.

[107] Per curiosità ecco un saggio dei titoli usati dal re di Persia

verso il Pontefice nel 1658:

«Luna del cielo, del dominio della gloria, della equità, della

potenza, della magnificenza, della perfezione e della liberalità papa

Clemente, sostenimento convenevolissimo, trono della fortezza d'animo

e della fortuna, di sublime maestà come Alessandro, magnanimo come

Dario, splendido come Gemsid, d'intelletto perspicace come Feriddum,

di ingegno sublime come il re Chiaus, signore della giustizia come

Nisservan, di prudenza singolare e di costumi rarissimi, intelligente

come Aristotile, di mente pura come Platone, firmamento degli astri,

via e corso dei medesimi, diadema del sole, luna corrente, lucido

orione, Giove felice, stabile Saturno, compendio d'ogni ornamento, di

animo esemplare, di modestia segnalatissima, portatore dello stendardo

dei beneficii liberali, possessore di autorità reale e di tutte le

perfezioni, onorato e riverito dai principi cristiani, rifugio di

coloro che credono in Gesù, magnificentissimo come Osdroe, corona

della maestà re augustissimo e potentissimo, di sublime grandezza

d'animo, tesoro delle glorie immense, splendore del sole fiammeggiante

ed aurora del mondo, che i fini de' tuoi desiderii siano conformi al

tuo volere e siano sotto la protezione di chi li concede». Archivio

Cicogna.

[108] In gran parte pubblicati di recente a Vienna nelle _Fontes rerum

austriacarum_.

[109] Letteratura veneziana.

[110] A partibus Tartarorum scilicet a Baldach et Thorisio conducta

sunt mercimonia. Marino Sanuto, _Secreta fidelium crucis_.

[111] Decreto del Senato 16 giugno 1332.

[112] Volumi _Pacta. Arch. gen. e Fontes cit._

[113] Istrumento di quitanza, nell'archivio gen.

[114] Decreto del Senato, 4 febbraio 1329.

[115] Gradenigo, Cod. ambasciatori.

[116] Minute dell'opera inedita di G. Rossi sul costume veneziano,

presso il cav. Cicogna.

[117] V. Parte I.

[118] Decreto 9 maggio 1676.

[119] Decreto dei cinque Savii 26 decembre 1641 e 19 gennaio 1672.

[120] Decreti del Senato, 7 settembre 1622 e 6 luglio 1646,

riconfermati il 2 gennaio 1648.

[121] Libro Tanse.

[122] Mirza Ipahan, rifugiatosi nel Belgio, prese il nome di Bois le

duc da cui derivò quello attuale della famiglia Boldù.

[123] Relazione inedita del console in Siria, Alessandro Malipiero,

1596; e relazione d'Aleppo del console Morana 1793.

[124] Vedi Parte I, pag. 49.

[125] Deliberazione del Senato, 29 dicembre 1589.

[126] Confermata il 24 febbraio 1627.

[127] Scritture relative al commercio dei Veneziani, presso il nob.

Alberti.

[128] Da una memoria inedita del cav. Giacomazzi nell'archivio

Cicogna, parrebbe che i Veneziani avessero prestato ai soldani aiuto

effettivo collo spedire alcune navi in pezzi ad Alessandria, le quali

per terra trasportate sulle coste del mar Rosso ed ivi allestite,

passassero poi nei mari dell'India. Nel volume II dei preziosi diarii

del Sanudo leggesi soltanto, in data 24 novembre 1503, _che el Soldan

fa fare al Cairo fuste, le qual si mandano disfatte in Thor, ove se

ficheranno et manderanno in India, perchè dicono in India quando

haveranno viste quele fuste queli de lì ne sapranno fare anche loro a

quel modo, et haverà marinai assai da quelle bande_.

[129] Diarii Sanudo, vol. II, p. 744.

[130] Diarii Sanudo, vol. III, pag. 149, 1507 31 marzo. Il Tagri-Berdi

andò a Firenze ed ivi pure conchiuse trattato di commercio. Vedi la

preziosa opera del comm. M. Amari, _I diplomi arabi dello Archivio

fiorentino_.

[131] Comm. XIX.

[132] Legge 19 decembre 1548.

[133] Relazione inedita del console Dandolo, 1602.

[134] Relaz. Dandolo, cit.

[135] Diarii, Vol. XVIII, pag. 340.

[136] Relazione del console Sagredo, 1612, inedita.

[137] 13 febbraio 1592. Arch. Manin.

[138] Relazione del console Tommaso Contarini, 1593, inedita.

[139] Prima relazione di G. F. Sagredo, 1611, inedita.

[140] Memoria inedita dello storico Francesco Donà.

[141] Decreto del senato, aprile 1537.

[142] Pubblicato nello Spettatore, Firenze, 1857.

[143] Numismatic Chronicle, februarj 1854, London.

[144] Zennari, Dell'antico commercio dei Veneziani.

[145] Diarii, vol. XV e seg.

[146] Morana, Relazione consolare cit., pag. 7.

[147] Relazione del console Alessandro Malipiero, 1596, inedita.

[148] Relazione del console Giorgio Emo, 1599, inedita.

[149] Relazione del console Girolamo Morosini, 1614, inedita.

[150] Relazione del console Giuseppe Civran, 1625, inedita.

[151] Scrittura dei cinque Savi, 18 aprile 1699.

[152] Commercio di Moscovia. Codici Donà.

[153] Nel libro Zanetta del M. C. si trova un decreto relativo al

console di Soldadìa dell'anno 1287, mentre l'Olderico confessa che il

primo console genovese fu Paolino Doria nel 1289.

[154] Fontes Rerum Austriacarum cit., vol. XIII.

[155] Libro Reggimenti. Codice Marciano.

[156] Scrittura dei Cinque savi alla mercanzia 28 aprile

1699--Archivio Manin. Cod. Svajer DCCXLII.

[157] V. Barozzi e Berchet, Relazioni degli ambasciatori veneti del

secolo XVII, Venezia, 1858; Baschet, La Diplomatie venitienne, Paris,

1862.

[158] Particolarmente nella collezione dell'Albèri. Firenze, 1844-63,

ed in quella Barozzi e Berchet citate.

[159] Albèri, Relazioni venete, serie III, vol. II, pag. 256.

[160] Composto di quattro magistrature, cioè: Cinque savi alla

mercanzia--Cottimo di Damasco--Cottimo di Alessandria--Cottimo di

Londra.

[161] Il Milione, Venezia, 1847, per cura di V. Lazari.

[162] Lazari, Marco Polo, p. 224, 414.

[163] Foscarini, Della Letteratura veneziana, lib. IV.

[164] Ramusio, Delle navigazioni e viaggi, vol. II.

[165] Morì a Damasco nel 1425. Capellari, Campidoglio veneto, ms.

della Marciana.

[166] Vedi la Parte I e i Documenti.

[167] Viaggi alla Tana in Persia, ecc.

[168] Alberi, Relazioni venete, serie III, vol. II.

[169] Ciò si deduce dalle altre due relazioni del Sagredo che si

conservano inedite.

[170] Hasan, zio di Uzunhasan, figlio di Karajuluk.--Hammer, storia

dell'impero Osmano. Vol. V, pag. 192.--Genabi, nella biblioteca

imperiale di Vienna, pag. 228.

[171] Ebusaid, figlio di Miran shàh, nipote di Timur. Genabi, pag.

228.

[172] E fin d'ora.

[173] Vedi il Doc. precedente.

La Repubblica di Venezia e la Persia · 第 147 / 148 题