DOCUMENTO XLVIII.

1646, 17 luglio.

_Al Re di Persia._

Sarà a quest'ora pervenuto all'orecchio di V. M. l'ostilità ingiustamente

ed in sprezzo di parola e di fede promossa a' Stati della nostra

Repubblica dall'impero Ottomano. Proviene il motivo del Turco da

sete inestinguibile di rapire or all'una or all'altra parte l'altrui, e

dilatando la sua grandezza rendersi infine oppugnatore e dominatore

dell'universo. Così a danno dei potentissimi predecessori di V. M.

ha mosse più volte l'armi, e col manto di amicizia e di pace agevolatisi

furtivamente i più notabili acquisti. Come vasta e formidabile

sempre più si va formando quella potenza, deve comunemente svegliare

i riflessi ed accrescere le gelosie. Se dalla riconoscenza del

fatto e dalle prudentissime massime dei progenitori è eccitata V. M.

alla depressione di quell'orgoglio, altrettanto l'invita ad imprese

gloriose l'opportunità della presente occupazione di quelle armi da questo

canto, e la certezza di essere secondata e seguitata dagli altri

principi.

Costantissima è la Repubblica di conservarsi e difendersi col

petto esposto dei cittadini e con la profusione dei tesori, di già dai

nostri vascelli datosi il buon principio della presente campagna, assalita

ed in gran parte dannificata vicino ai Dardanelli l'armata dell'inimico.

Valeranno però le presenti a testimonio non meno di confidenza,

che dell'affetto e nostra osservanza sempre sincera verso la M. V.,

e del pubblico desiderio ardentissimo di vederla con i dovuti riacquisti

coronata di nuove glorie, ed a V. M. auguriamo in fine lunghissimi

e felicissimi gli anni.

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La Repubblica di Venezia e la Persia · 第 97 / 148 题