_Traduzione fatta da me Giacomo de Nores interprete
della ser. Rep. di una lettera scritta in lingua
persiana da Shàh Abbas re di Persia, portata da Fethy
bei suo agente e servo. Di sopra della lettera è scritto
con oro:_
Dio immacolato e altissimo.
_Et poi comincia di sotto._
Al famoso ed eccelso principe, e signore di alto stato, dominatore
di paesi e di provincie, amministratore della giustizia, osservatore
del vero modo di governo, eletto tra i principi grandi della
nazione cristiana, unico tra i potenti della generazione credente il
Messia, ornato di gloria onor e potenza, pieno di pompe prosperità
e grandezze, il famoso ed eccelso principe di Venezia le sue
grandezze durino sempre.
Dopo li onorati e sinceri saluti, che procedono dalla buona amicizia,
amore ed unione d'animo, che è fra di noi, le si fa colla
presente nostra real lettera amichevolmente sapere, che essendo costume
del nostro reale animo di augurare sempre prosperità e grandezze
alli nostri buoni amici, prima d'ogni altra cosa, preghiamo
con questa nostra che le sue azioni sieno conformi alla volontà di
Dio, e che abbino buon e felice fine. Da poi le dicemo che per
l'inclinazione e desiderio che noi abbiamo di stabilire l'amicizia ed
amore con tutti li principi grandi e signori della cristianità, ed in
particolare colla sua eccelsa persona come principe famoso e potente,
tenemo sempre le porte aperte a tutti quelli che vengono da
quei loro paesi e massime da Venezia, i quali sono da noi ben veduti
e favoriti, ed ognuno se ne ritorna contento e soddisfatto della
reale cortesia e buoni trattamenti che gli si usa.
Ora dunque confidando noi che all'incontro lei ancora per la
stima che fa della nostra amicizia sincera ed amore, debba fare il
medesimo con li nostri, acciò che si continui tanto maggiormente
la pratica ed il commercio fra li mercanti dell'una e l'altra parte,
abbiamo voluto mandare ora a quel paese l'onorato agente nostro
e servo nominato Fethy bei per alcune cose necessarie al nostro
real servigio e specialmente per provvedere di alcune armi archibusi
e zacchi fini che gli abbiamo commesso per servizio proprio
ed uso della nostra real corte. Pertanto desideriamo dalla sua eccelsa
persona, che per amor nostro egli sia visto con occhio benigno
e protetto in ogni sua occorrenza e bisogno, commettendo
inoltre alli suoi onorati ministri e servi, che dovendo il suddetto
Fethy bei nostro onorato servo ed agente comperare le suddette
armi archibusi e zacchi di nostra commissione, debbano essi ministri
prestargli ogni favore ed aiuto per trovare cose che sieno
onorate e degne della nostra real persona, acciocchè ben servito
di ogni cosa se ne possa egli ritornare presto alla nostra felice
corte. E se all'incontro occorrerà alla sua eccelsa persona cosa alcuna,
delle cose preziose che si trovano in questi paesi, ne la farà
come buoni amici sapere confidentemente, che sarà adempito ogni
suo desiderio e mandato tutto quello le farà di bisogno. Del resto
desideriamo che osservando le condizioni dell'amicizia, voglia esser
contenta di visitarci qualche volta con sue onorate lettere come
faremo ancor noi colle nostre. E per fine preghiamo che le sue
grandezze e prosperità e onori sieno perpetui, e con lo aiuto celeste
si termini in bene ogni suo desiderio.
Senza data.
In luogo della sottoscrizione è posto al fine della lettera il sigillo
grande del re qual dice: Shàh Abbas servo del miracoloso
uomo Alì protettore del regno.
_Iscrizioni veneziane, del_ Cicogna.