DOCUMENTO XXX.

1600, 8 giugno.

_Al famoso e celeberrimo principe e signore d'alta e

felice prosapia, dominatore di paesi e di provincie,

amministratore della giustizia, fondatore del vero modo

e forma di governo, singolare fra i principi della

nazione cristiana, ornato di virtù, valor e potenza,

pieno di pompe, maestà, grandezze, il famosissimo

giudice e signore di Venezia, il cui fine sia prospero e

felice._

Dopo li molti ed onorati saluti che si convengono alla sua dignità

e grandezza, i quali se ne vengono accompagnati dalla sincera amicizia

ed amore che derivano dall'intima parte dell'animo nostro desideroso

di ogni suo bene, se gli fa colla presente regal lettera

amichevolmente sapere: che essendo nostro desiderio e principale

oggetto di conservare sempre sincera amicizia e confederata unione

colli principi famosi e gran signori cristiani, ed essendo il solito dei

gran re e principi per confermazione e stabilimento dell'amore ed

amicizia, rinnovare bene spesso tra di essi la memoria dell'affezione

e benevolenza, et visitarsi l'uno con l'altro per via di amorevoli ed

amichevoli lettere, mentre che non si possi fare ciò presenzialmente

e colle proprie persone, valendosi anco uno dell'altro nelle sue occasioni

ed occorrenze, come noi desideriamo che Ella se ne vagli di

noi e conservi la nostra amicizia in quello stesso modo che conserviamo

noi la sua; pertanto coll'occasione della venuta del valoroso e

fidelissimo nostro uomo Efet beg agente e negoziatore della riverita

nostra corte, il quale è stato spedito e mandato in quella parte per

alcuni servigi della propria nostra regal persona, non abbiamo voluto

restare con la presente nostra gioconda lettera di dare una

mossa e scorlo alla catena che tiene fra di noi congiunto e catenato

l'amore e l'amicizia, e per dar anco occasione a lei di seguitare lo

stesso uso, tenendo sempre aperta la porta agli uffici e complimenti

et alla comune pratica e commercio. Onde giunto che sarà il suddetto

nostro onorato e stimato uomo, desideriamo che Ella sia

contenta di commettere alli suoi ministri ed agenti pubblici, che

dovendo egli fare alcuni servigi in quella parte di ordine e commissione

nostra, vogliano detti suoi ministri ed agenti prestare ogni suo

favore ed aiuto nelle sue occorrenze, acciocchè possa egli con il

mezzo della protezione ed aiuto loro, spedirsi tosto delli suoi negozi,

ed adempiere quel tanto che gli è stato commesso per poter poi

quanto prima fare ritorno a questo paese, nel quale se occorrerà

alla sua felice persona cosa alcuna, ne la farà liberamente e senza

alcun rispetto sapere, che dalla benignità e munificenza nostra sarà

volontieri adempito ogni suo desiderio e richiesta.

Del resto desideriamo che la felicità, grandezza e potenza sue sieno

perpetue e senza fine.

Senza data.--La sottoscrizione in stampa dentro del bollo regio,

con il quale è solito di bollarsi solamente le lettere che si scrive alli

re e principi posta abbasso nel fine della lettera, dice prima nel capo

del bollo: Dio, Maometto et Alì, et poi più abbasso in mezzo del bollo

dice: serenissimo Shàh Abbas re di Persia.

E nel principo della lettera in alto è scritto con lettere d'oro;

Iddio puro et altissimo.

Tradotta per me Giacomo de Nores interprete pubblico.

_Filza 11, Esposizioni Principi._

La Repubblica di Venezia e la Persia · 第 71 / 148 题