1570, 27 ottobre.
_Serenissimo et Excellentissimo Domino Sciah Thamasp
filii Sciah Ismail Imperatori Persarum, Atribeigian,
Sirvan, Hirach, Corasan, Ghilan, et aliorum regnorum,
patri victoriarum, justitiae amatori, et Regi Regum
Orientalium Invictissimo._
_Aloysius Mocenigo Dei Gratia Dux Venetiarum etc.
salutem et honoris ac gloriae felicia incrementa:_
Per quella antiqua et candida amicitia, che ha sempre tenuta e
tiene la signoria nostra con la imperiale Maestà Vostra, noi havemo
deliberato di mandarle un nostro ambasciator per farle intender
le cose che sono scritte qui a basso; ma il conoscer che le strade
tutte, per le quali si può venire alla Maestà Vostra, sono guardate con
gran diligenza dei Turchi, ne ha fatto ritardare, ma non mancheremo
di farlo se sarà possibile. Fra tanto il sig. Dio ne ha mandato
avanti un altro mezzo, che è l'onorato chogia Alì di Tauris, suddito
della Maestà Vostra, il quale si attrovava in questa città con un
grossissimo cavedal (capitale) et fu intrattenuto con tutta la soa roba
per causa della presente guerra mossane tanto ingiustamente dal sig.
Turco; ma avendo noi inteso questo esser suddito fedele di Vostra
Maestà, l'abbiamo fatto metter in libertà e rilassarli tutte le robe sue,
per quel singolare amor e respetto che portiamo all'imperiale Maestà
Vostra. Questo chogia Alì ne ha detto che desidera tornar a casa soa,
et si è contentato di portar le presenti lettere nostre per Vostra
Maestà: la quale saprà che essendo noi in pace col sig. sultan
Soliman passato imperatore di Costantinopoli, conservata per molti
anni, morto lui il presente sig. sultan Selim suo figliuolo la confirmò
con solenissimo giuramento, ma da poi senza alcuna causa ne
ha rotta la detta pace et mandato contro di noi la sua armata, quale
è andata per far l'impresa del regno nostro de Cipro, et ha mandato
anco le genti sue de terra in Dalmatia contro le nostre città.
Ma noi con la gratia de Dio havemo fatto preparazione di una grande
et potente armata et de gente de piè et de cavallo; et oltre delle
nostre forze li principi christiani hanno fatto preparativi per
congiungersi con noi contro questo comune inimico, tanto che l'anno
presente et anco quelli che veniranno si farà animosamente la
guerra, et non si vorrà più la pace con questo sig. poichè si
vede che el non osserva la fede; e se la Maestà Vostra imperial la
qual ha forze così grande et tremende alli Turchi, con questa occasione
si moverà contro di questo suo inimico, il qual non le ha mai
osservato cosa che li abbi promesso, si po tener per sicuro che
combattendolo noi con li altri christiani da questa parte et la Maestà
Vostra dalla sua, ella potrà ricuperar quel paese che esso le ha
ingiustamente occupato, e romperli quei disegni che l'ha d'andar
molestando et infestando ora un principe et ora l'altro senza conservar
amicitia con alcuno, se non in quanto le serve per farli star quieti
sino che el combatte con un altro. Vostra Maestà è piena di prudentia
et valor, e siamo certissimi che non la lascerà passar questa
occasione di batter questo suo inimico: il che oltra l'obbligo grandissimo
che noi li averemo, apporterà immortal gloria al suo nome,
ampliazone al suo impero, et una sicurtà perpetua che questo
signor non sia in qualche tempo per darli molestia, secondo che
per molti effetti ha mostrato di haver in animo, se ben al presente
simula, di voler star in amicizia con lei, ma non aspetta altro che
tempo comodo a poterlo offender, cosa che non può far ora per la
guerra che ha con la cristianità. Noi dunque la pregamo a muoversi
con generoso animo contro di lui, et promettemo a Vostra Maestà
in fede di vero principe, che noi con li altri cristiani dal canto nostro
faremo ogni sforzo per batter in mare et in terra questo universale
inimico di tutti. Non saremo più lunghi, perchè confidamo che
Vostra Maestà coglierà la occasione che li manda il sig. Dio, il qual
pregamo che li doni felice e longa vita.
_Parti Secrete; fra i nostri Codd._