Salve, fratello.--
Tu non mi conosci,
non so il tuo nome: non ti vidi mai
prima d'ora.--Qui, dove t'incontrai,
mugghia il fragor de' carri e batte il polso
vibrante de la strada affaccendata.
Ognuno accorre con lena affannata
verso il suo sogno o il suo dolore. Ognuno
s'urta, senza guardarsi.--Ed io ti miro,
lieve passando--oh, il tempo d'un respiro,
oh, il tempo d'un addio breve, d'ignota
a ignoto, in mezzo a la ruggente via:
--Dio ti salvi, fratello--e così sia.--
Non m'importa saper donde tu venga
nè chi tu sia, nè che farai domani.
Non m'importa saper se le tue mani
sien pure.--O nato, come me, da grembo
dolente; o fatto de la stessa carne,
o preda de le stesse adunche e scarne
unghie de l'Ombra che in silenzio attende
dietro una porta, a l'angolo d'un muro,
per colpir quando il colpo è più sicuro:
tu che piangesti come forse io piansi,
volgiti a questa voce de la via:
--Dio ti salvi, fratello--e così sia.--
Pel dondolìo de la lontana culla
che ti cullò; pei baci di tua madre,
se madre avesti che di sue leggiadre
cantilene protesse il tuo riposo;
per le poche dolcezze e per le molte
lacrime, e le speranze che hai sepolte,
come piccoli morti, in fondo al cuore;
pel senso oscuro de la vita, uguale
in tutti; per la sacra ansia immortale
che sospinge le razze a l'avvenire;
per la tua fede e per la fede mia,
--Dio ti salvi, fratello--e così sia.--
E vada, come a te, questo saluto
a l'ampia folla che le strade ingombra:
a la donna che passa, ombra ne l'ombra,
contro i muri, velata: a chi un amore
insegue, o un odio, o il pane: a l'uom del maglio
e del telajo, fiero del travaglio
compiuto, e gaio d'una sua canzone:
al poeta, al fanciullo, al morituro
che sogna, e crede eterno il suo futuro,
e domani, con me, con te, dissolto
andrà pel cosmo in onde d'armonia:
--Dio ti salvi, ora e sempre--e così sia.--
_Fine_