Dan-dan di campana lontana che turbi la pallida Notte,
che rompi la calma del sonno con grida d'angoscia, con rotte
parole, che piangi, che incalzi ne l'ombra, portato da i venti,
e piombi e ripiombi su i cuori, che al buio trasalgono, intenti:
qual fiume strarìpa?... qual dramma
si svolge di sangue fraterno?... qual fiamma
divora le case, divora le vite, ed avventa ne i cieli
da l'arse ruine con folle superbia le spire crudeli?...
E pur non rosseggia d'incendio de i cieli la curva profonda,
non rombo di fiume ne giunge che gonfio travolga la sponda.
Dan-dan di campana lontana che chiami, che chiami, che chiami,
da quale fantastica torre tu mandi i tenaci richiami?...
Non sei de la terra?... nel vuoto
ti getta il dolor d'uno spirito ignoto?...
Le bianche, le tacite stelle che piano tramontano in mare
te ascoltan con voce inesausta pregare, pregare, pregare.
Dan-dan di campana a martello squillante dal buio Infinito,
ne l'ora d'un sogno tremendo noi tutti t'abbiamo sentito.
Vorremmo assopirci ne l'ombra, ma tu sei de l'ombra più forte:
ci sveli il perchè de la vita, ci sveli il perchè de la morte.
E tutte le cose bugiarde,
e il tempo perduto ne l'opere tarde,
e tutte le ignavie vigliacche del cor che a se stesso ha
mentito,
ne dici, campana a martello squillante dal buio Infinito!...
E il piccolo cuor che ha creduto di battere eterno, la Sfinge
a un tratto comprende: si sente caduco; ma il tempo già stringe.
Fu errata la strada e la fede; fu un sogno la gloria; fu vano
l'amore.--Mentisti a te stesso--ripete il rintocco lontano.
--O cuore, riprenditi intero:
t'imbevi di luce, combatti pel vero:
vuoi dunque morir senza dirla, la pura, la grande Parola
che devi?...--Così la campana singhiozza--fatidica--sola.--