LACRIME SILENZIOSE

Mute, senza singhiozzi, allor che nessuno le vede,

quando, venute l'ombre, de i visi la maschera cede,

mute, senza singhiozzi, solcando roventi le gote,

goccian, da fiere mani nascoste, le lacrime ignote.

Come inesausta fonte, oh, sgorgan nel freddo silenzio,

sciogliendosi su i labbri con acre sapore d'assenzio.

L'ombra le guarda e tace, le ascolta cadere dirotte,

e tace; e in essa il loro segreto d'angoscia s'inghiotte.

Stille di piombo fuso su viscere dilanïate,

ricadono su i cuori--e tutti ne abbiamo versate.

Chi mai, chi mai, fratelli, nel mondo può dir che le sole

lacrime sieno quelle che i cenci rivelano al Sole,

porte e finestre aprendo per chieder pietà su le vie,

pietà pei bimbi scarni, pietà per le ignude agonie?...

*

Mute, senza singhiozzi, allor che nessuno le vede,

quando, venute l'ombre, de i visi la maschera cede,

mute, senza singhiozzi, solcando roventi le gote,

goccian, da fiere mani nascoste, le lacrime ignote.

Piangon su i vecchi sogni, sul vecchio lontano dolore

che il labbro dice--spento--che è piaga insanabil nel core;

piangon su i figli ingrati, sul mesto avvizzir de la vita

che, come sabbia d'oro, ne sfugge da l'avide dita;

su quel che tu non dici nè pure a te stessa talvolta,

anima miseranda, nel buio, nel dubbio travolta!...

Gocce di vivo sangue, o lacrime ignote, sgorgare

da ignoti occhi vi sento--e, ahimè!... non vi posso asciugare.

Lo metteran sotterra, il cor che in segreto vi pianse:

non saprà mai nessuno che oscura tristezza l'infranse.

Maternità · 第 45 / 68 题