Sediamo, tacendo, sul queto
balcone che guarda il giardino:
io cucio, e tu fingi di leggere:
ti gioca la bimba vicino.
Rintoccan da lungi le piane
campane de l'Ave Maria.
Un'ombra ci scende su l'anima,
non sai, non sappiamo che sia;
così, come un'ombra di nube
o d'ala, che rapida passa.
Non dico la cosa terribile,
nè pur con la voce più bassa:
lo so, temerario è tentare
la morte, sia pur con un detto.
--Silenzio.--Tu stringi con braccia
di ferro la bimba al tuo petto.
.... Passaron per te, con la vita,
le torve tempeste del cuore,
le smanie che a te pur sembravano,
--e forse non eran--l'amore:
passaron per me, con la vita,
degli estri il magnifico grido,
e i sogni di gloria.--Ci pènetra
ormai la dolcezza del nido;
per questa dolcezza viviamo,
serrati a la bimba, così....
Che cosa faremmo, se l'angelo
di casa non fosse più qui?...
*
Io, sì, potrei vivere ancora,
sai?... viver fra i muti balocchi,
gli sparsi alfabeti e le bambole
sue bionde, che chiudono gli occhi:
canuta e disfatta, ma vivere,
per vincer con torbida e forte
superbia il mio strazio, e costringerlo
nel verso che sfida la morte:
costringerlo tutto, con brani
di cuore, cogli urli supremi,
con tale irruenza di spasimo
che il mondo ne soffra e ne tremi....
Ma fuor de la semplice culla
che il bianco tuo fiore cullò,
oh, tu non avresti più nulla,
tu t'ammazzeresti.--Lo so.--