Un meriggio di luglio, un'afa bassa:
io consunta di febbre, abbandonate
su le lenzuola le braccia stroncate,
e immobil come salma ne la cassa.
Ne l'orrenda stanchezza un solo, acuto
pensier: la bimba.--La sua voce piana
giungeva a me da una stanza lontana,
come ne i sogni:--tutto il resto, muto.--
E il suo piccolo passo udìi venire,
dopo, sino al mio letto.--Dolcemente
mi prese, mi baciò la mano ardente....
.... ed a quel bacio io mi sentìi morire.
Precipitava i colpi vïolenti
il cor malato, sino a soffocarmi.
Le tempie, come tizzi, eran roventi;
le membra, fredde come freddi marmi.
Tentavi con le tue di riscaldare
queste povere mani moribonde.
Io mi sentiva l'anima affondare
in un mar senza scampo e senza sponde.
Dissi, come in un soffio: La bambina.--
E vidi ne' tuoi buoni occhi una forte
promessa.--Al buio, come un'assassina,
stava in agguato, dietro a me, la morte.