Ora ella veglia, calma nel sorriso,
presso il lettuccio ove la bimba dorme.
Hanno nel sonno le infantili forme
una soavità di paradiso.
S'addormentò la bimba con la mano
ne la sua mano; ed ella più non osa
toglier le sue da quelle
piccole dita, petali di rosa.
S'addormentò la bimba su lo strano
ritmo d'una canzon d'ali e di stelle
e di bionde sorelle,
ch'ella cantava:--ora la sogna, forse.--
E ne la calma quasi augusta, piena
di taciti pensieri,
la smorta donna dai grand'occhi neri
ripete nel suo cor la cantilena.
«C'era una volta....»--ma perdutamente
si spezza la canzon nel triste cuore.
L'anima antica insorge in un clamore
di tempesta.--Sei tu, quasi morente?...
Sei dunque tu la zingara boema
libera come il raggio e come l'onda,
che respirò l'ebrezza
del sole e de la rondine errabonda,
e ne i canti onde l'aria par che frema
ancor, tutta versò la giovinezza?...
L'infinita stanchezza
del tuo viso confessa il lungo male
che a poco a poco ti vuotò le vene.
E pur tu condannata
non sei.--Ti vuole a sè quest'adorata
culla ove dorme e palpita il tuo bene.
--Vivrai per questa bianca creatura
che uscì da la tua carne dolorosa.
Una potenza che a te stessa è ascosa
avvampa ancor ne la tua fibra oscura.
Ancor tu guarderai la vita in faccia
per lei, per lei ch'è sangue del tuo sangue;
e ascenderai le cime
eccelse, ove lo spirito non langue;
per lei, per lei ritroverai la traccia.
Se l'anima nel pianto si redime,
raccogli tu ne l'ime
fibre la poesia del tuo dolore:
poi va--trasumanata.--E avanti, avanti,
fin che ti regga il piede,
fin che non abbia la tua nova fede
infiammati d'amor tutti i tuoi canti!....
.... Passano l'ore e passano le stelle
pallide su quel sonno d'innocente,
mentre la donna fragile e possente
dal fermo cuore ogni viltà si svelle.
.... «O creatura mia, piccolo fiore
che chini e chiudi le tue foglie a sera
per riaprirle al raggio
de l'alba: solo ed inesausto amore
oltre la vita, oltre la morte nera:
guida il mio sogno, tempra il mio coraggio
lungo il cammin selvaggio!...»
.... Passano l'ore e passano le stelle.
La madre veglia--e ancora, nel divino
silenzio, ella non osa
toglier la sua da quella man di rosa
che tiene avvinto tutto il suo destino.