Attese che lo _chaffeur_ si fosse allontanato, poi si ritrasse nel
carrozzone assieme allo studente e accese la lampada e la stufa.
— Amico mio, — disse poi, — che cosa avete voi pensato di quel guasto
misterioso?
— Aspettavo da voi anzi una spiegazione, — rispose lo studente. — Si
trattava di cosa grave?
— No, perchè è forse mancato il tempo all'autore del guasto di dare il
colpo di martello esattamente, ma un po' più innanzi, ed il radiatore,
l'anima della nostra macchina, andava a pezzi.
— Signor Gastone, quello che mi narrate è molto grave.
— Non dico di no, — rispose il canadese, il quale appariva assai
preoccupato.
— Sicchè voi dubitereste di Dik?
— Non potrei affermarlo, tuttavia....
— Ed a quale scopo il baleniere avrebbe tentato di arrestarci?
— Chi lo sa? Vi potrebbe essere sotto la mano di Torpon.
— Signor Gastone, quel guasto non potrebbe essere stato prodotto da
qualche scossa o da una cornata di qualche bue muschiato?
— Non è possibile.
— Corpo di tutti i fulmini di Giove!... Che la faccia di quel Dik
non mi rassicuri pienamente, non ve lo nego, tuttavia non lo crederei
capace di compiere una simile infamia.
— Potrò essermi ingannato, Walter, però vi consiglio di aprire anche
voi ben bene gli occhi.
È facile guastare un automobile, e se ciò accadesse non dovremmo più
pensare a conquistare il Polo.
— Aprire gli occhi!... Non lascerò un solo momento, da questo istante,
il baleniere, e se lo sorprendo, giuro su tutti i fulmini di Giove di
fracassargli il cranio con una rivoltellata.