Una partita di «boxe».
Durante quella baraonda, il campione canadese e quello americano non
si erano scostati dall'automobile che si teneva sempre nel centro
della pista e sul quale si trovava miss Ellen Perkins, appoggiata
graziosamente al volante.
I relativi _partners_ avevano tenuto loro compagnia, conversando
tranquillamente cogli allievi e non cessando di fare loro delle
raccomandazioni per fare una bella figura dinanzi ad un pubblico
così imponente che doveva, alla stretta delle cose, giudicare della
superiorità della scuola americana o della inglese.
Vedendo la folla rovesciarsi in massa verso il centro della pista, il
signor di Montcalm e Torpon si erano affrettati a denudarsi fino alla
cintola, malgrado il freddo ancora intenso che regnava sull'immensa
regione canadese.
Era necessario sbrigare la faccenda, poichè il brigadiere dei
_policemen_, quantunque vigorosamente inseguito da una dozzina di buoni
corridori, era riuscito a scavalcare la cinta prima di poter essere
acciuffato, ed era scomparso in direzione del fiume, per raggiungere
forse qualche ufficio telegrafico.
— Signor di Montcalm, — disse Torpon, dopo di essersi ben stiracchiato
e di essersi battuto rumorosamente il largo petto. — Volete che
cominciamo? Sono curioso di vedere se il destino si stancherà di
mantenerci sempre al medesimo livello. _By-good!_... Qualcuno di noi
deve ben essere il più forte e strappare la vittoria.
— Quando vorrete, signor mio, — rispose il canadese, il quale si stava
facendo stropicciare i muscoli delle braccia dal suo _partner_, che era
stato anche il suo maestro.
— _Miss_ Ellen, aprite gli occhi allora e non perdete un colpo, poichè
voi sola sarete giudice competente. —
La giovane abbozzò un sorriso di soddisfazione, staccò le mani dal
volante e dopo essersi ravviata, con una mossa brusca, i biondi
capelli, s'alzò in piedi.
— _Miss_ Ellen, — disse a sua volta il canadese, — voi mantenete sempre
il vostro giuramento?
— Più che mai, — rispose la giovane americana. — La mia mano apparterrà
al vincitore.
— Grazie, _miss_. Signor Torpon, vi aspetto. —
I due _partners_ si trassero da parte e levarono dalla tasca il loro
cronometro d'oro, per la ripresa dei cinque minuti.
Il canadese e l'americano s'inchinarono dinanzi a _miss_ Ellen e si
mossero incontro stringendosi la mano all'americana, vale a dire a
rischio di disarticolarsi le braccia, mentre i diecimila spettatori
prorompevano in un ultimo e più rimbombante _hurràh_.
Si erano messi in guardia, coi pugni ben postati all'altezza del viso,
fortemente appoggiati sulla gamba destra, in una posizione la quale
dimostrava come entrambi dovessero conoscere profondamente la terribile
e pericolosissima arte della _boxe_.
Gli _hurràh_ erano bruscamente cessati. Un profondo silenzio regnava
nella pista, rotto solo dal soffio affannoso dell'automobile di _miss_
Ellen Perkins.
Si sarebbe detto che tutte quelle persone non respiravano più. I due
campioni si guardarono per alcuni istanti nel bianco degli occhi, poi
l'americano fece il primo passo tirando al canadese un formidabile
_fist-shoke_ che, se l'avesse colto giusto, gli avrebbe fracassata
almeno una costola o mandati alcuni denti a passeggiare nella pista.
L'avversario, quantunque in apparenza sembrasse molto meno robusto,
aveva parata la botta con tale velocità e maestria da strappare, agli
spettatori, un vero urlo d'entusiasmo.
Perfino _miss_ Ellen si era degnata di approvare con un gesto del capo.
— _By-good!_... — brontolò l'americano, sconcertato. — Non vi credevo
così forte, signor di Montcalm.
Mi tenevo sicuro di spazzarvi via subito, mentre ora mi accorgo d'aver
di fronte un _boxer_ di prima forza.