12 ottobre.

Ecco la prima lettera di Mimy: le avevo scritto imponendole di

rispondermi.

Te la mando; giudicala, io ne sono desolato.

Rispondervi? Una volta mi paragonaste a una gardenia: che cosa potrebbe

mai rispondervi una gardenia? Essa non ha altra parola che il suo

profumo: io non ho altro profumo che la mia malinconia; respiratela, non

l'interrogate. Perdono! Forse non ci avete pensato, ma chiedere a una

povera donna come me di scrivervi è stata da parte vostra una grande

crudeltà. E che cosa potrebbe ella mai dire a voi, che avete tanto

spirito, se non avete poi abbastanza cuore per capire il suo silenzio?

Lasciatemi nella mia taciturna tristezza, non rapite l'ombra a coloro

che non ebbero il sole; non siate più cattivo del vento che scuote le

querce sulla cima dei monti e non disturba la ginestra nel fondo del

burrone. Ora che siete il mio amante, e ve ne sarete vantato con voi

stesso più di una volta, dovreste usare più dolcezza — la violenza sarà

forse una virtù con quelli che resistono, ma non con quelli che

dovettero cedere... Rispettate i caduti voi che avete vinto, lasciate

tacere voi, artista, coloro che non possono parlare.

Non volevo rimproverarvene, ma poichè debbo rispondervi, mi vi

costringete. Nella vostra lettera mi rinfacciate amaramente di non

invitarvi a scalare di notte la mia finestra — la frase è velata, però

il pensiero traspare. Vi siete dunque dimenticato che scrivevate ad una

donna, la quale sebbene caduta ha ancora un avanzo di dignità, e che

anche l'adulterio ha il suo pudore?... Non lo avrei mai creduto!

Ho letto il vostro Heine: oh! egli è un grande! rileggete l'ultima

strofa del suo Negriero; i vostri ordini per l'interesse de' miei

piaceri rassomigliano molto agli ordini del suo capitano Van Koek.

Al di là: romanzo · 第 37 / 66 题