Avevo scritto ad Agnese — ti ho raccontato come sono stato il suo
amante? — di portarmi la sua persona, e mi ha mandato invece una lettera
di uno stile anche peggiore. Immaginati, che si offende del mio
capriccio, perchè s'invitano così le cortigiane e non le signore.
Non comprendo la differenza: per me la virtù sta nella bellezza, e una
cortigiana può essere bella di corpo e di anima quanto una gran signora.
Del resto, se la voluttà è un vino singolare che invecchiando peggiora,
per la forma del vaso Agnese rassomiglia fino all'equivoco ad una antica
boraccia di Faenza e Mimy ad un giglio. Bere in un fiore, ecco la
psicologia e la storia dell'amore!
Voler bere in un fiore perchè fatto a calice e tutto umido di rugiada,
quando la sete della felicità ci tormenta, bella e dolorosa follia!
Certo le labbra del calice sorridono e quelle gocce, forse lagrime
cadute dagli occhi d'oro delle stelle, parlano una infinità di cose nel
loro linguaggio di iridi, ma la sete non può spegnersi con così poco. Ad
un'altra coppa ci bisognerebbe sospenderci; all'anfora, dalla quale
trabocca eternamente l'onda della vita, e sulla quale Dio riposa il
gomito dal giorno della creazione!