8 settembre.

Avevo scritto ad Agnese — ti ho raccontato come sono stato il suo

amante? — di portarmi la sua persona, e mi ha mandato invece una lettera

di uno stile anche peggiore. Immaginati, che si offende del mio

capriccio, perchè s'invitano così le cortigiane e non le signore.

Non comprendo la differenza: per me la virtù sta nella bellezza, e una

cortigiana può essere bella di corpo e di anima quanto una gran signora.

Del resto, se la voluttà è un vino singolare che invecchiando peggiora,

per la forma del vaso Agnese rassomiglia fino all'equivoco ad una antica

boraccia di Faenza e Mimy ad un giglio. Bere in un fiore, ecco la

psicologia e la storia dell'amore!

Voler bere in un fiore perchè fatto a calice e tutto umido di rugiada,

quando la sete della felicità ci tormenta, bella e dolorosa follia!

Certo le labbra del calice sorridono e quelle gocce, forse lagrime

cadute dagli occhi d'oro delle stelle, parlano una infinità di cose nel

loro linguaggio di iridi, ma la sete non può spegnersi con così poco. Ad

un'altra coppa ci bisognerebbe sospenderci; all'anfora, dalla quale

trabocca eternamente l'onda della vita, e sulla quale Dio riposa il

gomito dal giorno della creazione!

Al di là: romanzo · 第 30 / 66 题