Fontanella è una chiesa, assai antica, in onore di santo Egidio,
alla falda meridionale del Canto. D'ogni parte circondata da solitarie
selve di castagni e da vigneti, su un ermo piazzaletto fra la più
triste poesia, sorge il rozzo edificio di carattere robusto, colle
finestre che sembrano feritoie di castello, col campanile che è una
vera torre feudale. Il tempo l'ha dipinto colle indefinibili tinte che
sono sulle sue ali. Lungo il fianco sinistro della chiesa, un
portichetto deserto sfonda con melanconiche linee e con un buio
fantastico: qui sotto si allogherebbero tanti seggioloni tarlati, e
qui si aprirebbe un libro da coro, e si indovinerebbero sul pavimento
gli ammuffiti avanzi della stola, delle pianete, delle cocolle, e le
gocce di cera de' funerali, e gli asperges e i secchiolini: su due
mensole al muro posa, polveroso, semiaperto, sconnesso un cofano da
morto... ricordo forse del vicino ossario... Niente di antico qui
sotto; vecchio il loggiato, vecchi i pensieri, cioè coll'uggia
dello squallore. Antichi invece sono gli avanzi di case, sotto un
tappeto d'edera, a destra della chiesa: e antico è l'avello che
giace pesantemente, scaldando al sole il granito, serrando l'ombra e
l'immobilità: non un nome... E la Natura ci irride crescendo
intorno le ortiche dell'oblìo.
--Che cosa è la vita dell'uomo?...
Chi requia qua dentro? Fu felice o infelice? Fu uomo o donna?... Si
acconcia Ella alla idea--_Per sempre?_--In vita si promette ciò che
non è in noi; in morte, ciò che speriamo nell'ultima illusione.
Sul piazzaletto compare il prete del luogo, vestito di verde, come la
speranza... del guadagno... non cerchiamo tanto: egli è felice, colla sua
pipa e le ciabatte e gli incerti; e ci fa invidia. Don... don... don...
(come diamine si chiamerà?) Il messere, insomma, ci condurrà alla chiesa:
cioè alla sua serva, giacchè lui desidera finire quella delizia
anticanonica che ha nella pipa.
Ed è peccato! A Fontanella, mestissima chiesina, avrei voluto
trovare un prete bianco, modesto, tranquillo, e digià arrivato
all'ultima scena della commedia.
Il cortiletto in cui entriamo, seguendo il giro dell'antico colonnato,
ha l'aria tranquilla, rassegnata direi, di un passato che è scorso
in pace, e in pace sopporta l'obblìo; due o tre archi: quattro
finestre; due gelsi; dei rottami; un portico. E qui facciamo una
sosta. C'è una tomba. Il coperchio ha scolpita, giacente
nell'ultimo sonno, una donna di mezza età, coi capegli lunghi, con
una corona in testa da contessa o da marchesa; il manto le è
fermato sul petto levigatissimo da un gioiello; una cintura le
allaccia la sottoveste; e le mani, senz'anello, sono incrociate al
mesto saluto della pace. Il coperchio è quello che di veramente
antico può presentare questa tomba. L'urna male gli si adatta, per
forma, per diversità di pietra, per gli stemmi scolpiti. Giace
sopra un gradino, e sotto un arco, colla data 1419.
Due parole di fretta. Il Pellegrino nella «_Vinea Sacra_» disse questa
tomba esser quella della regina Teutberga, moglie di Lotario, re di
Lotaringia, la quale, ripudiata, avrebbe cercato ricovero fra questi
monti bergamaschi, confortandosi alle parole del beato Alberto di
Sogra. Una scena fra questi e la regina è rappresentata su un
grande quadro della parrocchiale di Pontida. Ma alla tradizione
popolare, e al sasso che serba, sotto un castagno, le certe impronte
dei due, osta la cronologica verità. Teutberga morì verso il 951
e Alberto nel 1095 come dice la iscrizione del suo sepolcro.
Fontanella ebbe un Convento di Cluniacesi, con un abate e dodici
monaci, e un archivio nella torre del castello detta «_la Botta_». Il
Ronchetti ha provato che fondatrice fu una piissima vergine Toperga,
vissuta a tempi di Alberto, ivi sepolta, ed ivi venerata come beata,
in un sepolcro, con otto lampade.
Tutte queste cose, lette, pesate, discusse, per me turbano la pace di
quella tomba. Amo meglio l'indeterminato.
La chiesa è a tre navate, che, colle colonne informi, coi capitelli vari
e tozzi e frammisti, coi grafiti, affermano la impotenza artistica delle
prime costruzioni; il campanile s'alza davanti all'altare maggiore; una
tavola bellissima rappresenta il Rinascimento--Sant'Egidio; gli altri
arredi e la sacrilega imbiancatura suggeriscono alla serva guida la
sapiente esclamazione:--Tutti dicono che è una bella chiesa! Ma sì, se
fosse nuova! se...
Io non sono architetto e studioso per analizzare i particolari; mi
lascio vincere dall'insieme, che è severo, raccolto, pieno di
poesia storica e religiosa. Non domandò la mia fantasia:--Chi
pregò? Come vi pregò?... Il povero uomo passa; il cofano vecchio
e l'avello antico rinchiudono l'enigma della sfinge.
Le rimanenti case di Fontanella io vorrei assomigliarle a certi luoghi
veduti nei sogni, nei quali corre l'occhio e inciampa il piede, e la
luce non è luce, e l'aria vi è morta. Per anditi regolari, per
archi bui, per muraglie a dadi di pietra si giunge a certi bugigattoli
di tragetti e di scale, dove, se al dissopra delle finestrine, se
dalle pareti addentellate, se tra le gronde protese, si vede un po' di
cielo azzurro, sembra un fesso da cui scappa l'anima prigioniera alla
libertà della vita e dell'amore. C'è davvero del bello!... Là
si immagina un trovatore col liuto ad un pertugio di torre per
consolare un dolore, e si ode invece un lungo muggito di mucca e si
vede una fanciulla cho spalanca una stalla. Si sogna forse una donna
melanconica e stanca, e appare un vignaiuolo, barcollante sotto una
corba d'uva, che si sfrega contro le strette pareti della viuzza.
C'è un portico finalmente, dove il sole scalda ogni minima
ragnatela, e ogni fuscello di paglia; c'è una cucina oscura con una
scodella di latte, una facciata di castello, una gran botte, e uno,
due, tre, quattro grappoli d'uva.
E c'è una bionda fanciullina, con due begli occhi e un bocchino,
una cara, tranquilla creatura, che, fra tanta e tanta imponenza
d'antico, accompagnandoci sin presso a una tomba, sorrideva, inconscia
di tutto.
Oh tornerei lassù a baciarla!