SUICIDIO?

Oggi il mare ci fa un regalo. Strozzati lì in un canale della

scogliera, si contorcono cinque o sei foglietti di carta. All'ora del

bagno li vedevamo galleggiare, lucidi abbaglianti: stasera ci portano

i numeri del lotto? Peschiamoli e vediamo. È carta scritta. Ma

come? ci trovo delle parole, non so.... Prima che vadano a girare

prosaicamente tra le gambe delle lavatrici di Cornigliano, peschiamoli

e leggiamo, signora marchesa. Sono note? sono frammenti di un libro?

Che diamine?... Senza commenti, proviamo a incominciare.

. . . . . . . . . . . . . . . . . .

Foglietto I. _Nel dì de' morti._ Venne nella casa la coltre del

cataletto? Venne, come è destino, e si partì. Tutto si partì?

Ecco il vuoto: ecco le religioni soccorritrici. Io so che qualcosa si

affaccia agli usci, tiene in rispettoso timore i vivi, guarda le gocce

di cera sul pavimento o i petali sparsi di qualche fiore o la

segatura, fa più triste il silenzio, più desolato il disordine,

occupa nessun posto, e li occupa tutti, sorprende nell'aria nauseosa

pel fumo delle torce l'ultima preghiera morente del corteo che

sfilò, la prima parola di comando che disse l'erede, saluta gli

oggetti che saranno dati ai legatari, s'appiatta dappertutto, sbuca

dalle pieghe del testamento e domanda:--È finito?--È finito: il

morto viaggia al cimitero. All'indomani tutto sarà come prima, come

un mese fa, come un anno fa: ognuno ripiglierà il suo posto: pare

impossibile che possa essere altrimenti.... O Dio! il posto vuoto è

divenuto un altare, e noi aspettiamo _lui_ o _lei_ che aspetta noi! Fede

abbiamo ogni giorno: ma quando sommeremo gli anni agli anni,

tristissima desolazione sarà quella di accorgerci che ricordiamo un

nome ai figli, o ai figli dei figli, che la vicenda della vita fu

varia, che il tempo, il quale raschia le iscrizioni sulle croci di

cimitero, cala e cala le sue nebbie nell'anima nostra! E noi giurammo

eterno dolore!.... Nevicò tanti inverni in camposanto!... E noi? O

giovani, noi saremo su un seggiolone, scongiurando la morte che ne

stia lontana, o giù tra le quattr'assi nell'eterno buio. E voi, o

fanciulle, che leggete sorridendo, avrete fatto portare

l'inginocchiatoio di penitenza nella parrocchia e più vicino ogni

dì al confessionale e all'altare delle sette indulgenze, o basso

giacerete colle mani in croce. Se avremo figli, noi dagli occhi di

quelli, quando ci si stringeranno attorno domandando:--State

bene?--noi attingeremo gli sbiaditi ricordi di pianti e di sorrisi, e

ci interrogheremo sconfortati:--E noi giurammo eterno il dolore?--Se

avremo figli, essi verranno sulla nostra fossa e prometteranno di

venire sempre: ohimè! pongono una croce di legno: è l'immagine

più vera del dolore: essa perde il nome, si tarla, si sfianca,

cade, e serve a cuocere la cena alla famiglia del becchino....

Nevicherà tanti inverni in camposanto!...

O giovinetti, o giovinette, ascoltate quel ch'io vi dico nel dì dei

morti. È silente intorno a me la campagna: solo le squille di una

campana lontana mi giungono attraverso il bosco, come le voci

venerande di chi non è più, versandomi nell'anima i ricordi del

passato: s'agitano i penduli tralci delle viti, quasi facendomi cenno

ch'io mi raccosci sotto i loro padiglioni e pianga: scrosciano sotto

a' miei piedi le foglie secche dei roveri, ed ognuna parmi

dica:--Così passano e sono calpestate le speranze!--: il vento

investe il bosco, e l'ondeggiare delle cime dei pini mi sembra saluto

mestissimo dell'autunno che muore.... Addio!...

--Poesia!--suonarono a me d'intorno i fremiti della gran lira di Dio,

dalle mille e potentissime corde vibranti in ogni atomo delle cose

create. Amore! Dissi sorrisi del cielo alla terra la blanda luce dei

crepuscoli e l'azzurra immensità degli spazi dell'aria e i lieti

colori dell'arcobaleno. Amore abbracciò! Chiamai vincoli di una

unione fecondatrice i raggi solari e le piogge. Amore sorrise! Chiamai

saluto il tremolare delle stelle, contemplazione il prodigio delle

tenebre, assopimento d'estasi amorosa il silenzio notturno e bacio il

riflettersi della luna sulla superficie delle acque. Amore suscitò

le divine armonie della natura! Ascoltai voci di un linguaggio

inesauribile nei venticelli che accarezzano i fiori e danno al mare il

gorgoglio e l'argento della spuma!... Guardai la terra. Amore

abbracciò, sorrise, suscitò le divine armonie della Natura. La

terra si popola d'animali e si veste di piante. Dall'elefante

all'infusorio, dal pardo bellissimo al verme, dall'albero il più

spaventoso per mole alla vegetazione microscopica, dalla rosa ch'è

la regina della primavera, a quella _parmenia_ che fa orrendi i crani

insepolti, passa ed accende e trascina una corrente animatrice. Nozze

perpetue nella Natura, sulla terra, nelle acque, nell'aria, sempre

l'opera di una potenza ineluttabile, maga divina dalle multiformi

trasformazioni. Guardai l'uomo. Amore abbracciò, sorrise,

suscitò le divine armonìe dell'anime innamorate. Canti d'amore

s'innalzano dalle culle, dai tetti virginali, dai talami: sorride il

bambino alla mamma: erra smanioso col pensiero nei labirinti fatati

dell'avvenire chi delira per un volto tra mille carissimo o per una

larva azzurra figlia solo di cupida fantasia: freme al dolcissimo

bacio la sposa e freme il compagno: tra i baci della febbre e la

febbre dell'amore è concepito l'uomo nel ventre della madre.

Nasciamo per l'amore e per l'amore viviamo!--Ama!--è il _fiat_ divino

della conservazione del mondo.

Se il sole dell'amore non ci scalda il cuore negli anni della

giovinezza, l'anima si agghiaccia nel dubbio e bestemmia

delirando:--Chi sono io? e perchè sono?--Addio, addio, tranquille e

sante illusioni di un dì! Nel dubbio voi, fanciulle, consultate e

consultate lo specchio: noi, giovani, apriamo lo scrigno: nell'anima

inaridita nascono i tossici della solitudine, le invidie: e le invidie

per chi? O Dio! per l'amica che sciupò i fiori virginei, gittandoli

nella carrozza di un milionario paralitico pei vizi; per l'amico che

s'inchinò innanzi alla giumenta d'oro. Addio! È sepolta la

giovinezza al suono di due campane:--Odio a noi stessi; odio al nostro

destino: è sepolta desolatamente, e se ad essa si dovrebbe porre

un'iscrizione, questa sarebbe--_Semper pro me._ La trista virilità

viene innanzi con tutta la ipocrisia della posatezza. Addio!... Chi

siete? Siete, o madonne, le arpie in cuffia, e la bibbia vostra è

il libro dell'_avere:_ siete, o messeri, i mestieranti e nel cuore avete

la bottega la più sozza. Andate, andate per la via fatale che vi

è prescritta. Nessuno avrà dolore per voi: e perchè? Ma

quando comprendeste l'amore? E l'amore è fede.

Venite, o tranquille e sante illusioni del futuro! O giovinetti, o

giovinette, amate e fremete. Accogliete nell'anima il raggio che vibra

dalle pupille intensamente fisse in voi: il cuore ribollirà nella

speranza, ed esulterà trionfando:--Sono potente! E sono per

amare!--Nella religione dell'amore troverete a fratelli i brutti, i

sofferenti, i poveri: e farete somma carità con uno sguardo più

che con tutte le limosine ufficiali: benedirete al sole, perchè

è l'amore dell'universo, e scalda il cedro e scalda la muffa.

Venite, o tranquille e sante illusioni del futuro! Baciatevi, o sposi,

e fremete. Tra le due teste giovanili ecco la testolina di un bambino.

Date fiori nei capegli a quel bambino, sulla culla ove dorme, al seno

che lo nutre. Fiori nelle manine di lui che s'alzano al cielo, fiori

tra gli occhi suoi e quelli della fanciulla complice dei primi pianti

soavi e dei primi sorrisi consapevoli, fiori tra la sua mente e

l'azzurro e cadano sulla testina di _lei!..._--Anche tu ami, o

figliuolo? O donna, il figliuolo nostro ama! E chi non ama? E la sua

vergine sorride.--Fiori alle vostre nozze.... Amore! amore!

amore!...--O figliuoli, ho irrigidite le membra fatalmente. Sugli

occhi posatemi un fiore, ed uno sulla pietra.--E si muore! Ma la vita

fu vicenda di fiori e d'amore....--E la donna? Come volarono gli anni!

La mamma, sempre santa, bellissima, felice, sempre porse fiori e

sempre amore. E porge fiori alle tombe...--Andate, andate per la via

fatale che vi è prescritta. Chi ama piangerà per voi. Sempre

comprendeste l'amore. E l'amore è fede.

E se la fede cancella il dolore a poco a poco è dono d'Iddio. Dico

a voi che piangete, a voi che sorridete,

. . . . . . . . . . . . . . . . . .

Foglietto II: _Confessioni_. Foglietto III: _A mia sorella_. Foglietto

IV....

* * *

--Perchè non legge più, marchesa?

--Mio Dio!... perchè.... sa lei?... Sono commossa....

--Ha gli occhi rossi.

--Non so.... Ho paura che ci arrivi una brutta notizia.... È un

presentimento: chi ha scritto queste cose si è gittate in mare....

Temo.... Perchè furono sparsi quei foglietti sull'acque?... Temo un

suicidio.... Chi può avere scritto?

--Si ricorda, marchesa, di quell'artista che a Vado andò in _omnibus_,

chiacchierò tanto e poi perdette l'albo? Il vento l'avrà portato al mare,

quell'albo, l'avrà sfogliato, disseminando le _confessioni_ su per

l'acqua.... Si ricorda di quel poverino?

--Era ubbriaco!

Storia di un'anima · 第 51 / 118 题