XXI

Fu squallore in tutto il campo, chè alla disgrazia de' miseri

accresceva terrore il dolor disperato del povero Nebiolo. Ei si era

precipitato al suolo presso a Marcellina, a vicenda la dimandava e

cercava per pietà di seguirla: era lagrimevole e doloroso a vederlo

innalzare il bianco capo bagnato nel sangue della figlia, e col

rugoso volto e gli occhi pieni di disperazione rivolgersi al cielo e

dimandare la morte. Non vi avea consolazione o parole che valessero a

mitigare il suo affanno, nè si potè rimuoverlo finchè prostrato

dall'angoscia e vinto dalla stanchezza, si potè trasportare il

miserando veglio nella tenda.

Vestirono i prodi di guerra la mesta gramaglia come allorchè muore

de' primi capitani, si compose con tronchi e frondi un letto funebre,

e sopra vi si adagiarono gli estinti, si fregiò Girani delle insegne

di Colonnello, e si coprì il mesto feretro con due bandiere, ad

accennare che entrambi aveano operato nella battaglia ed avuta parte

nella vittoria. Si posero sull'armi i soldati, sciolsero le trombe ed

i timballi una mesta armonìa ed annunziarono la funerale pompa,

mentre traevano d'ogni parte i rustici nel campo, e stavano mesti

spettatori della dolente cerimonia.

I più fidi soldati di Girani levarono sulle loro spalle la squallida

bara, e per lungo giro la recarono a un'ara che si era innalzata in

mezzo al campo. La precedevano e la seguivano numeroso corteggio di

fanti e di cavalli, e intorno al feretro stavano mesti il Generale

collo stato maggiore: si alternava un fioco suono di tamburi che

imitava un lontano lamento, ed una querula melodìa che gittava la

melanconìa ne' petti, e ognuno presso cui passava il funereo

convoglio metteva qualche sospiro sulla coppia infortunata.

Collocato innanzi all'ara il cataletto, s'innalzò il compianto degli

amici e de' congiunti, e si alternarono le nenie di pietà e il canto

degli estinti. Quindi siccome avea desiderato Giovanni, la compagnia

di Girani e la lamentevole banda accompagnarono il feretro sulla

collina, e traevagli dietro lunga fila di montanari, de' quali altri

narravano il duro caso, altri pregavano pace alle anime benedette.

L'uno presso l'altro adagiati gli amanti della sventura, sulla stessa

vetta, nella stessa fossa, furono posti a sepoltura sotto la pianta

dei sospiri. Ivi erano accorsi tutti que' di Nebiolo, uomini e figli:

innalzavano un mesto pianto e faceano risuonare per que' luoghi

abbandonati i cari nomi di Marcellina e di Girani, e a quei nomi

rispondeano le conscie valli con pietosi ululati, mentre i soldati

salutavano la terra che ricopriva gli estinti colla fiera armonia dei

fucili. Ivi s'innalzarono le bandiere della gloria, e ognuno

riguardando la capanna di Marcellina compiangea l'orfano colle e il

vedovo padre.

La pianta dei sospiri con alcuni cenni su la vita e su le opere dell'autore · 第 106 / 120 题