Fu squallore in tutto il campo, chè alla disgrazia de' miseri
accresceva terrore il dolor disperato del povero Nebiolo. Ei si era
precipitato al suolo presso a Marcellina, a vicenda la dimandava e
cercava per pietà di seguirla: era lagrimevole e doloroso a vederlo
innalzare il bianco capo bagnato nel sangue della figlia, e col
rugoso volto e gli occhi pieni di disperazione rivolgersi al cielo e
dimandare la morte. Non vi avea consolazione o parole che valessero a
mitigare il suo affanno, nè si potè rimuoverlo finchè prostrato
dall'angoscia e vinto dalla stanchezza, si potè trasportare il
miserando veglio nella tenda.
Vestirono i prodi di guerra la mesta gramaglia come allorchè muore
de' primi capitani, si compose con tronchi e frondi un letto funebre,
e sopra vi si adagiarono gli estinti, si fregiò Girani delle insegne
di Colonnello, e si coprì il mesto feretro con due bandiere, ad
accennare che entrambi aveano operato nella battaglia ed avuta parte
nella vittoria. Si posero sull'armi i soldati, sciolsero le trombe ed
i timballi una mesta armonìa ed annunziarono la funerale pompa,
mentre traevano d'ogni parte i rustici nel campo, e stavano mesti
spettatori della dolente cerimonia.
I più fidi soldati di Girani levarono sulle loro spalle la squallida
bara, e per lungo giro la recarono a un'ara che si era innalzata in
mezzo al campo. La precedevano e la seguivano numeroso corteggio di
fanti e di cavalli, e intorno al feretro stavano mesti il Generale
collo stato maggiore: si alternava un fioco suono di tamburi che
imitava un lontano lamento, ed una querula melodìa che gittava la
melanconìa ne' petti, e ognuno presso cui passava il funereo
convoglio metteva qualche sospiro sulla coppia infortunata.
Collocato innanzi all'ara il cataletto, s'innalzò il compianto degli
amici e de' congiunti, e si alternarono le nenie di pietà e il canto
degli estinti. Quindi siccome avea desiderato Giovanni, la compagnia
di Girani e la lamentevole banda accompagnarono il feretro sulla
collina, e traevagli dietro lunga fila di montanari, de' quali altri
narravano il duro caso, altri pregavano pace alle anime benedette.
L'uno presso l'altro adagiati gli amanti della sventura, sulla stessa
vetta, nella stessa fossa, furono posti a sepoltura sotto la pianta
dei sospiri. Ivi erano accorsi tutti que' di Nebiolo, uomini e figli:
innalzavano un mesto pianto e faceano risuonare per que' luoghi
abbandonati i cari nomi di Marcellina e di Girani, e a quei nomi
rispondeano le conscie valli con pietosi ululati, mentre i soldati
salutavano la terra che ricopriva gli estinti colla fiera armonia dei
fucili. Ivi s'innalzarono le bandiere della gloria, e ognuno
riguardando la capanna di Marcellina compiangea l'orfano colle e il
vedovo padre.