XIX.

Porgevano queste parole un soave ricreamento a Marcellina, e già si

avvisava attingere la sospirata felicità, misera! allorchè la

coglieva il più crudo disastro.

Mentre Girani favellava, uno de' fuggiaschi cacciatori che erasi

appostato dietro una pianta, agognando vendetta dell'estinto suo

capitano, appunta il fucile al capo del misero, e scocca il colpo; lo

sventurato giovane colto nella fronte con un grido cadde estinto sul

petto della sua Marcellina.

Ahi figlia sfortunata! invano festi prova di magnanimo ardire, invano

pur accoglievi nell'affanno di morte qualche speme e traevi

refrigerio alla sventura nella vista dell'amor tuo. Tu eri sortita

agli infortunii, tu segnata a sopravvivere al tuo fido perchè dovessi

patire doppia morte accogliendolo trafitto in petto. Invano il

vindice sdegno dei soldati ti uccise innanzi l'assassino dello sposo,

chè il tuo cuore rifuggiva dalla fiera vendetta, e tu versando il

represso sangue dalla riaperta piaga stringevi con mestissimi ululati

la cruenta spoglia ed invocavi la morte.--Ahi... Girani, mio amico,

mio sposo, Girani!... Ah più non è, più non risponde... Oh Dio qual

sangue tutto mi allaga il seno? di qual sangue io ritraggo bagnate le

mani stese all'amato capo!... Ahimè, dolente me! ahi disgraziato

Girani! più non ti trovo, e ove sedeva lo sguardo più non v'hanno che

ossa infrante, e lacere carni e distruzione!... Ahi misera, misera! a

tanto mi ha serbata la nemica fortuna! doveva io raccoglierti fra

queste braccia coperto di ferite e di morte?... Ahi, chi l'orrendo

colpo scagliò? maledetto il fiero che troncò sì preziosa vita! e che

mi vale s'essi punirono l'assassino quando io ho perduto per sempre

l'amico? Allora dovea cadere che stava per iscagliare la fatale

ferita, allora... Pietoso cielo, dove dormia la tua giustizia quando

all'infame attentato commise la mano! a che nol travolgesti nel

nulla? in che t'ebbi io offeso... perchè di tanto mi perseguiti?... O

se era segnato sì nefando lutto, perchè un colpo solo ad entrambi non

troncava la vita? a che sorridermi propizio, e solo perchè più fatale

seguisse la mia rovina, mentre rifiorìa la mia speranza, qui su

questo petto stendermi trucidato colui per cui unicamente vivea? e

quasi per saziare l'amorosa mia sete, darmi da bere il sangue delle

sue vene?... Ahi sventura, sventura...--

La derelitta atteggiata di disperazione così prorompea nei lamenti e

maravigliava perchè non la uccidesse il dolore. Si strappava le

chiome scarmigliate e passe, percuoteasi il petto, e riscossa, fatta

forza a sè stessa, soffolta sulla mano tremante s'innalzava dal suolo

su cui era prostesa, e sostenuta dai lagrimosi soldati, stette assisa

sull'ignuda terra. Teneva in grembo l'ucciso amico, a vicenda

riguardava l'infranto volto e stretta da raccapriccio faceva agli

occhi un velo colle mani sanguinose, volea pur dargli un bacio, ma la

tremante bocca non trovava ove fermarsi.--Ahi, Girani, miserissimo

Girani!... ch'io ancora ti stringa a questo cuore che in petto forte

mi piange;... ancora pria che allacci queste labbra la morte, che

pietosa già a te mi congiunge, esse ti dieno un bacio estremo... Ma

che cerco io mai? qual fia in questo infranto capo, breve asilo

incruento su cui io spiri l'ultimo fiato?... Ahi misera! cerco un

bacio e non trovo che sangue! vo raccorre gli estremi suoi aneliti e

non bevo che sangue!... Ah duro cuore, e a tanto lutto non mi scoppj

in petto? e a sì lagrimevole vista non vi offuscate inutili miei

occhi? ei qui giace nel mio seno, ed io ancor vivo?...

Piangevano i circostanti a sì dolorosa scena, nè reggea loro l'animo

di lasciare Marcellina in quella situazione, nè riescivano a partirla

da quella estinta spoglia, cui si avviticchiava furibonda e

minacciava in suono di pietà e di sdegno.--Ah no, non mi dividete da

lui... Crudeli, egli è mio, è mio, nessuno lo tocchi... guai a chi

tanto osa... io voglio morirgli vicino.--

E qui rinnovellava il pianto e i delirj, se non che parve a poco a

poco non già calmarsi ma affievolirsi, e stretta dal profondo dolore

le fuggirono le prostrate forze e tornò a ricadere, e si chiusero

quasi in sonno di morte i suoi occhi. Allora que' pietosi soldati la

divisero dall'estinto e la trassero dal lago di sangue in cui giacea.

La pianta dei sospiri con alcuni cenni su la vita e su le opere dell'autore · 第 104 / 120 题