Si diffuse per tutto il campo la gioja e su ogni bocca suonavano i
nomi di Girani e della Marcellina, e per ognuno si applaudiva al
novello coraggio di lei che salvò allo sposo la vita. Tutti
s'affollavano intorno al racquistato amico ed era loro grazioso
parlargli, e chi ne era impedito si studiava manifestargli colla mano
i sensi ascosi, chi il confortava nella vista alla letizia, chi vel
richiamava con improvvise grida di tripudio che ad abbondanza usciano
dai petti, e sfavillava sul volto di tutti sì verace la gioja, che
Girani sovente a tanta amicizia commosso, stretto soavemente fra
l'altrui braccia era sforzato a lagrimare, che è pur dolce in uman
cuore la voluttà d'essere caro altrui. Dolce voluttà che il mio cuore
anela più d'ogni vana fola che vezzeggia il bel mondo e chiama onore
l'orgoglio de' mortali; soavissimo nettare che ove si delibi presso
un animo gentile, addolcisce l'amaro calice di vita e le mortali
catene infiora di rose le quali olezzano di paradiso: voluttà cui
ignora il cieco volgo e il procace mortale che non innalza mai l'ali
del desìo sopra la paludosa terra, che il Sofo vestì tutta di celesti
spoglie, e che ove si contemperi coll'affetto più tenero dell'alma,
ove si attinga fra i fiori di un gentil volto o dalla luce fuggitiva
di due occhi amorosi, è il solo e più pregiato conforto dell'umana
vita.
Ma ove la letizia correva all'estremo, era in Marcellina in cui fu
estremo il dolore. Ella non trovava modi e parole ad esprimerla:
contrastata ad un tempo dalla modestia e dall'amore, da tutti
riguardata ed applaudita, non sapea a cui volgersi, quali accenti
formare in mezzo al tumulto di un campo, fra genti a lei sì strane
per costumi, per maniere e per favella. Pure non sapea starsi queta,
e chiudere nel silenzio del cuore il piacere chè ad ogni istante lo
schiudeva a un nuovo palpitare: divideva la soavità del contento col
padre e coll'amante, or careggiava colla timida mano il canuto capo
di questo, e ne baciava la gota lanosa, or movea su quegli soave il
favellare de' bei lumi cui seguiva il raggiare di più seducente
sorriso. Figlia ed amante, siccome pria fu la compassione, ora era
l'amore di tutti, e batteva furtivo in ogni petto vaghezza, non che
di vederla, di ottenere gli ultimi suoi sguardi, allorchè
modestamente a sè li raccoglieva, come chi siegue colla bramosia del
volto gli estremi raggi del sole che si nasconde.