XV.

Dopo tanta sventura Marcellina non portò più nè serena la fronte, nè

vivaci i lumi, ove fosca nebbia di pianto non gli appannasse. Ogni

volta che il padre ritornava al vedovo casolare, ella vedendolo solo

se gli stringeva al petto, e il guardava fiso quasi volesse

chiedergli ove era la sua compagna. Il mesto veglio abbracciava

amorosamente la figlia e muti confondeano i loro omei, e condivano

d'amare ricordanze il desco e il silenzio del riposo.

Invano Giovanni pur temendo forte alla figlia per tale mestizia,

consigliato dagli amici, si provò più volte di trarla lungi dalla

natìa capanna, e addurla ne' vicini paesi a passare meno mesti alcuni

giorni. Invano le conoscenti di lei si studiavano inescarla con vezzi

a ripigliare l'animo dimesso: le era di peso la loro serenità,

trovava unicamente sollievo nella propria melanconìa, e solo in

questa amava rivolgere tutti i suoi pensieri.

Mentre i vicini ne' dì festivi correano a diporto le valli, ella

solitaria penetrava nel cimitero ed ivi carica di dolore il volto,

dimessa e velata di nero zendado, atterrava la fronte, e sulle zolle

che ricoprivano la madre spargeva preghiere e lamenti. Sovente

intrecciava su quella croce una corona d'erbe sempre verdi, evocava

la pia estinta perchè la sovvenisse nelle proprie sciagure, le

chiedeva che almeno le rendesse lo sposo per averlo a compagno nel

distribuire devoti fiori su quella fossa.

Siccome però quel sacro recinto non era schiuso alla pietà de' fedeli

che nei dì festivi, e sovente il pastore dava qualche dolce rampogna

alla Marcellina, perchè di troppo ivi si struggesse in doglianze,

ella negli altri giorni in ora che non potesse spiarla importuno

sguardo, si trascinava sul poggio dei sospiri, da cui guardava nel

cimitero. Ivi appoggiato il travagliato fianco alla pianta amica, or

chiamava la madre, ora Girani, indirizzava al cielo preci e voti, e

spargeva di lamenti la collina e il bosco.

Queste erano le sole cure che le occupassero la mente e il cuore, e

se stretta non l'avesse amore del vecchio padre, ella giammai non si

sarebbe prestata a preparare le vivande, a richiamare l'ora di

quiete, chè interamente avea perduti e il cibo e il riposo. Erravano

sparse le sue pecore nel bosco, lorda dal limo e dagli sterpi

l'intonsa lana, e invano coll'umile belato pareano pregarla perchè ne

prendesse maggior pensiero: erano derelitti i suoi colombi, muta la

sua casa, e tutto a lei d'intorno sembrava vestirsi del suo

squallore.

La pianta dei sospiri con alcuni cenni su la vita e su le opere dell'autore · 第 76 / 120 题