I.

Il cieco era venuto a termine della dolente istoria che il giorno se

n'andava, e raggiando l'occidente per gli estremi crepuscoli, parea

rivolgere l'ultimo addio ai solitari di Nebiolo. Tutti erario

impietositi al mesto racconto, e qualche secreta lagrima spesso fu

vista spuntare sul ciglio a Marcellina.

Girani cui nulla era sfuggito, e mentre tutti pendevano dalle labbra

del cieco, amava schiudere il cuore a quegli affetti che vedea

succedersi sul volto della bella, ruppe il silenzio.--Fiera storia

narrasti, egregio veglio, e non poco ne fu commosso il cuore

dell'amor mio.--Avvicinandosi poscia alla rosea guancia di

Marcellina, amoroso stringendole la mano:--Sgombra i pensieri tristi

che ti destò il racconto delle passate età: brilli il sorriso sul tuo

volto e rallegri gli animi nostri.

Allora il bardo della collina salutò con lusinghiere parole la

leggiadra sposa: disse come dopo quelle fosche tenebre sorgesse a

diradarle più propizia aurora, e come movendo per quelle valli amica

il piede la Pace, una povera famigliuola co' rottami del diroccato

castello si costruisse un tugurio sulla vetta di Nebiolo: mano mano

indi nuove aggiungendone, siccome dimandava il bisogno della

crescente colonia, si formarono i pochi casolari che sorgono su

quella cima.--Essa fra gli avvolgimenti dei secoli fuggitivi visse

nella campestre semplicità, nè mai potè la corruzione in questi

luoghi, nè i nostri padri furono sollecitati dal desiderio di

allargare i confini di quei poveri campi, che mercè il tributo di

poco grano, ebbero fin da quelle remote età in dono dagli orgogliosi

dominatori; nè mai venne loro il talento di cambiar forma a queste

capanne, e se togli le fanciulle che sovente altrove andarono a

marito, niuno de' figli di Nebiolo abbandonò questa patria innocente.

Fu il debito solo di provvedere alla necessità della vita che menò i

nostri fratelli nelle città, o per cambiare i prodotti del loro

suolo, o per prestare altrui i proprj offici, ma ritornarono sempre

semplici e puri al loro focolare. Fu la pietà che sempre gli inchinò

alla religione degli avi, la semplicità che educò le nostre figlie, e

l'innocenza che le guidò desiate in seno degli sposi, nè mai

turbolenti affetti offuscarono il bel sereno della pace conjugale.

Essa sieda sempre invidiata fra di voi, e da questa solitudine

accompagni nei focolari di Girani la bella Marcellina, cui il cielo è

cortese di tante grazie innocenti, e la volle a consolazione della

nostra cadente età. Ella dia a colui, che lieto le siede al fianco,

bella corona di figliuoletti che in sè rechino le virtù della madre,

fiori degni di sì gentile stelo: sia la felicità, o figli, indivisa

compagna della vostra vita.--

La pianta dei sospiri con alcuni cenni su la vita e su le opere dell'autore · 第 62 / 120 题