settari e gravati di complicità nel delitto di congiura_ i
seguenti individui; ma in vista di una piú o meno diretta ed
efficace cooperazione nel medesimo e di una qualche
circostanza piú o meno attenuante condanniamo i medesimi,
cioè: 8. _Pier Maria Caporali_ del morto Luigi, di Cesena,
possidente, confesso di essere stato _Visibile_ nella Sètta
dei Carbonari, _istitutore_ dell'altra segreta Società dei
_Fratelli-artisti_ e _del Dovere_, di aver mantenuta una
stretta relazione con tutti i principali capi Carbonari
delle Legazioni, di essere intervenuto al congresso tenuto a
Cesena nell'agosto 1820 dai membri del Comitato centrale per
trattare i piani di rivolta; 9. _conte Odoardo Fabbri_
possidente, di Cesena, gravato ancora come uno dei
principali autori di libello e calunnia a pregiudizio della
giustizia e pubblica estimazione dei primi magistrati della
provincia di Forlí, accusando questi, per giovare alla causa
di piú detenuti settarii, di avere con false imputazioni a
loro carico le politiche misure di arresto del 10 luglio
1821, del qual delitto si rese confesso limpidamente il
correo Pietro Magnani di Ravenna, palesando che ad
istigazione del prevenuto conte e da lui lusingato della sua
mediazione per essere liberato dal carcere, ov'era
condannato per titoli di truffa, trascrivesse piú fogli
contenenti fatti inventati e calunniosi diretti a dimostrare
l'ingiustizia degli arresti e la loro provocazione con dette
imputazioni, quali fogli ricevuti dal prevenuto furono da
lui diretti alla Segreteria di Stato; ricevimento e
direzione nemmeno da esso impugnata, avendo di piú
confessato di averli accompagnati al Supremo Dicastero con
suo particolare scritto di alcune osservazioni onde fossero
da quello vieppiú valutati; confessione rimasta verificata
coll'altra del correo Magnani, coll'esistenza negli atti dei
detti scritti riconosciuti legalmente ed identificati dagli
autori de' medesimi, coll'insussistenza dei fatti in essi
fogli contenuti e con altri indizi e legali risultanze, che
assicurano della sua colpabilità, anche per questo titolo;
10. _dottor Luigi Montallegri_ del fu Giovanni, di Faenza,
medico militare reduce dalle disciolte armate d'Italia,
pensionato; 11. _Francesco Torricelli_ del fu Giovanni,
possidente, di Meldola, gravato ancora di aver favorito in
corrispondenza con settari di estero dominio la fuga dallo
Stato di piú soci rei di piú atroci delitti col mezzo di
falsi passaporti, uno dei quali venne ad esso perquisito
nell'atto del suo arresto; sospetto inoltre di mandato
nell'omicidio del suo germano Filippo Torricelli seguito a
Meldola la sera 11 marzo 1823; 12. _Carlo_ del fu Matteo
_Balboni_ di Faenza, domiciliato a Forlí, ufficiale reduce
in pensione; 13. _cavalier Sante Montesi_ di Cesena,
ufficiale reduce in pensione; tutti carcerati; alla
detenzione in perpetuo in un Forte dello Stato.
14. _Ruggero conte Gambi_ di Ravenna, del vivente Paolo,
possidente; 15. _Mauro Zamboni_ del morto Ferrante,
possidente, di Cesena; 16. _Luigi_ del fu Cesare _Petrucci_
di Forlí, avvocato, contro del quale non mancano pure negli
atti gravi sospetti che all'epoca ch'era egli _Reggente_
della Vendita Carbonica a Forlí venisse da questa ordinato
l'omicidio del banchiere Manzoni; 17. _Giovanni_ del fu
Domenico _Gurioli_ di Forlí; negoziante, carcerati; 18.
_Luigi Bassetti_ di Teodorano, possidente, dimorante a
Cesena, contumace; 19. _Giovanni_ del fu Carlo _Ghiselli_ di
Forlí, locandiere; 20. _Ermenegildo_ di Luigi _Perlini_ di
Cesena, archibugiere; 21. _Antonio_ del fu Alberto _Croci_
di Meldola, avvocato, dimorante a Forlí; 22. _Antonio_ del
vivente Pietro _Gherardini_, detto _Buracina_, di Ravenna,
oste; 23. _Girolamo Deny_, nativo di Grenoble, in Francia,
arruotino, domiciliato a Ravenna, gravato anche di aver
provvisto armi, ed arruolati quantità di stili per gli
Americani di Ravenna, del qual delitto si rese
qualificatamente confesso; 24. _Giovanni_ del vivente
Domenico _Barduzzi_ di Brisighella, postiere di lettere,
gravato di enormi bestemmie, di sediziosi discorsi contro il
Governo ed insultanti sproloqui contro l'Augusta Persona del
Capo Visibile della Chiesa; 25. _Mariano_ del vivente
Domenico _Savini_, detto l'_Oste delle Chiavi_, di Faenza,
gravemente sospetto ancora nel già ricordato omicidio del
vetturino Sante Bertazzoli; 26. _Gaetano conte Benati_ del
fu Domenico, di Bologna, possidente, oltre essere Reggente
di una Vendita Carbonica in quella città, gravemente
indiziato ancora complice nel ferimento qualificato seguito
per opera di alcuni settari nella città suddetta la sera 28
marzo 1821 a danno del cavaliere Giacomo Greppi; tutti
carcerati; alla detenzione in un Forte come sopra per anni
venti.
27. _Camillo conte Laderchi_ del vivente Giacomo, di Faenza,
confesso di pertinenza alla Carboneria e Massoneria ed alla
Società degli Illuminati, essendo stato di questa ultima
anche Maestro, e di relazione e corrispondenza cogli altri
settari delle Legazioni; confessione da lui poscia tentata
di revocare, senza però addurre o giustificare alcuna causa
di errore, essendo invece questa stata a suo carico
verificata dal complesso delle risultanze processuali ed in
particolare da piú confessioni di altri correi; 28.
_Francesco_ del fu Giovanni _Pasotti_ d'Imola, ufficiale
reduce pensionato; 29. _Giuseppe Budini_ del fu Domenico,
detto _Zampetta_, di Castel Bolognese; 30. _Sebastiano
Montallegri_ del fu Giovanni, di Faenza, ufficiale reduce in
pensione; 51. _Domenico_ del fu Giovanni _Garavini_, detto
_Mingone_, di Castel Bolognese, fornaro, indiziato ancora di
complicità nell'omicidio di Francesco Gamberini suddetto;
32. _Andrea_ del vivente Sebastiano _Baroncelli_ di Faenza,
ex gendarme del cessato regime; 33. _Teodoro_ del vivente
Domenico _Tabanelli_, oste e pizzicagnolo, di Faenza; 34.
_Battista Tabanelli_, germano del precedentemente nominato,
di Faenza, gravemente ancora sospetto di complicità
nell'omicidio del nominato vetturino Bertazzoli; 35.
_Francesco_ del vivente Marco _Baldassarri_, detto
_Chiccoia_, di Faenza, gravemente indiziato ancora di avere
accettato da alcuni settari il mandato per uccidere un
pubblico funzionario di Castel Bolognese, sospeso poi per
fini particolari dal Reggente della Società; 36. _Giacomo_
del fu Domenico _Batuzzi_ di Ravenna, possidente; 37.
_Giacomo_ del fu Vincenzo _Ravaioli_, possidente, di Forlí,
maestro di scherma, tutti carcerati; 38. _Domenico Profili_
di Faenza, detto _Mingone_, caffettiere della Speranza,
contumace; alla detenzione come sopra per anni quindici.
39. _Antonio Biancucci_ di Meldola, possidente; 40.
_Francesco_ di Giovanni _Zoli_ di Forlí, possidente; 41.
_Pietro_ del fu Anacleto _Raboni_ di Casumaro, domiciliato a
Bologna; 42. _Pier Paolo_ del fu Giovanni _Pasquali_ di
Forlí, medico; 43. _Massimino Morosi_ del vivo Carlo, di S.
Laudecio, avvocato: 44. _Paolo Perlini_ del vivente
Ermenegildo, di Cesena, pittore; 45. _Vincenzo_ del fu
Battista _Zoli_ di Forlí, possidente; 46. _Domenico_ del fu
Giuseppe _Monti_, maniscalco di Faenza: 47. _Antonio
Carpegiani_, sopradetto _Faro_, del fu Cristoforo,
falegname, di Castel Bolognese; 48. _Giovanni_ del fu
Domenico _Calura_ di Ravenna, fornaio; 49. _Giovanni_ del
vivente Pietro _Bandini_, detto _della Pozza_, di Faenza,
canepino: 50. _Giacomo_ del fu Girolamo _Sangiorgi_, sopra
chiamato _dei Boschi_, di Faenza, oste; 51. _Bartolomeo_ del
vivente Francesco _Venturi_ di Faenza, mugnaio; 52.
_Vincenzo_ del fu Pietro _Gamberini_ di Ravenna, possidente;
53. _Giuseppe_ del fu Francesco _Boesmi_ di Faenza,
falegname; 54. _Domenico_ del fu Giovanni _Maioli_, detto
_Bargamino_, di Ravenna, oste; 55. _Gaetano_ del fu Domenico
_Mazzesi_, detto _Babalotto_, locandiere, di Ravenna,
ambedue questi ultimi gravemente indiziati ancora di doloso
confugio ed occultazione alle indagini della Giustizia
dell'autore del ferimento del già ricordato cavaliere
Giovanni Greppi di Bologna; 56. _Lorenzo_ del fu Matteo
_Zuccadelli_ di Ravenna, scavapozzi; 57. _Giovanni_ del fu
Domenico _Bassi_, detto _Giuracco_, macellaio, di Ravenna;
58. _Romualdo_ del fu Domenico _Cavalieri_, bottaro, di
Ravenna; 59. _Giuseppe_ del fu Lazzaro _Magni_ di Forlí,
domiciliato a Bologna, prevenuto ancora di complicità nel
ferimento Greppi; tutti carcerati; alla detenzione in un
Forte come sopra per anni dieci; ordinando che rapporto al
Magni per il titolo di complicità nel ferimento sia ritenuto
come dimesso col precetto _novis vel non novis_.
60. _Giuseppe Capra_ del morto Luigi, di Castel Bolognese,
tintore, carcerato, alla detenzione in un Forte per anni
sette.
61. _Luigi Poletti_ del quondam Michele, di Modena, Custode
sospeso delle carceri di Forlí, sospetto ancora di prestati
favori a danno della Giustizia a piú detenuti settari
commessi alla sua custodia; 62. _Gabrielle_ del fu Luigi
_Spada_, sensale, di Faenza, condannato anche per altro
titolo in Imola; 63. _Giuseppe Bertolotti Vigna_, ufficiale
reduce in pensione, di Bologna, imputato puranco di
complicità nel suddetto ferimento Greppi, carcerato; alla
detenzione in un Forte come sopra per anni cinque,
dichiarando inoltre perpetuamente inabilitato il Poletti ad
esercitare l'officio di Custode carcerario nello Stato e che
rapporto al Bertolotti non costa della sua colpabilità per
il titolo del ferimento suddetto.
Attese le loro pessime qualità e per essersi anche resi
debitori piú e meno alla Giustizia e gravati per altri
delitti, oltre i già accennati, in vece della detenzione in
un Forte abbiamo condannato e condanniamo: 64. _Giuseppe
Toschi_, detto _il Rosso della Topa_, del fu Antonio,
muratore; 65. _Giovanni_ di Giuseppe _Morini_, soprachiamato
_Morinino_, sensale; 66. _Pietro Tonducci_ del fu Nicola,
detto _il figlio di Sant'Orsola_; di Faenza, carcerati,
gravati di aver fatto parte delle conventicole notturne
armate dei faziosi, che inquietarono nell'anno 1820 e 1821
quella città; urgentemente indiziati complici nelle ferite
con appensamento seguite a Faenza a danno di Francesco
Manini soprachiamato _Baluga_, per spirito di partito, la
sera del venti maggio 1820, e nell'omicidio superiormente
ricordato del vetturino Bertazzoli; diffamati nella pubblica
opinione quai sicari della Sètta; risultando di piú dagli
atti il nominato Morini non leggermente sospetto
d'intelligenza e preordinazione nell'altro omicidio
qualificato seguito in detta città la sera del 29 luglio
1820 a danno del Sacerdote Don Domenico Montevecchi, ed il
Tonducci gravemente sospetto pure di aggressione e d'insidia
a causa di partito contro piú individui della città di
Faenza reputati di contraria opinione; 67. _Giuseppe Marini_
di Faenza, impiegato al Canal Naviglio, contumace, gravato
in processo di complicità nel proditorio omicidio del
mentovato Francesco Gamberini, risultando dal complesso
degli atti preordinatore ed accaloratore dell'omicidio
medesimo e di essersi in specie piú volte egli recato a
mezza strada di Faenza, ai cosí detti Stradoni di Lugo, nei
giorni precedenti al delitto per trattare e predisporre il
medesimo coll'uccisore Pietro Barbieri; 68. _Giacomo
Pediani_, detto _Sgrappagnello_, di Castel Bolognese,
falegname, già condannato per l'altro titolo di fuga
qualificata dalla Rocca d'Imola, gravato pure della stessa
intelligenza e preordinazione dello stesso omicidio
Gamberini e di complicità nel tentato veneficio, di cui si è
tenuto proposito parlando del condannato Barbieri; essendosi
dalle circostanze processuali rilevato che egli giuocasse al
Caffè di Castello coll'indicato Barbieri alcuni biscottini,
onde frammischiarli fra quelli fabbricati a Faenza con
sostanza venefica, per trarre in inganno l'ucciso; 69.
_Vincenzo Rossi_, sopranominato _Coltellaccio_, di Forlí,
caporale di finanza, contumace, gravato nella qualità di
capo della Turba di Forlí di avere preso parte attiva nelle
conventicole di faziosi e nei tumulti delle sere 3 e 19
marzo 1821 con insulti e resistenza alla pubblica forza; di
fuga qualificata dal Forte di Pesaro avvenuta la notte
cinque marzo 1822; e di essere non leggermente sospetto
negli omicidi Lolli e del banchiere Manzoni di quella città;
70. _Girolamo Bellenghi_, detto il _Mongo_, del vivente
Raffaello, di Faenza, archibugiere, carcerato, gravato di
aver fatto parte qual fazioso nelle conventicole armate; di
aver costrutto quantità di cartucce per la Sètta, avendone
sottratte da circa trecento mazzi delle già preparate alle
indagini della Giustizia nell'atto che praticavasi da questa
una perquisizione; di attentati ed insidie alla vita di
persone reputate di opposto partito; 71. _Pietro_ di
Giuseppe _Berti_, di Faenza, carcerato, gravato ancora di
ferimento qualificato con pericolo di vita in pregiudizio di
Giuseppe Numai di Forlí, dimorante allora a Faenza, seguito
per spirito di parte in quella città la sera del 12 marzo
1821 mediante colpo di pistola; 72. _Michele_ del fu
Giovanni _Antonioli_ di Cesena, impiegato a Forlí,
contumace, gravato di complicità negl'indicati tumulti delle
sere 3 e 19 marzo 1821; di avere attentato per spirito di
parte alla vita di piú persone; convinto di duplice fuga
qualificata dal Forte di Pesaro, ove era detenuto; 73.
_Giuseppe_ del fu Domenico _Dassani_, soprachiamato
_Fenina_, rigattiere, di Forlí, carcerato, gravato ancora di
aver fatto parte dei tumulti nelle ripetute sere 3 e 19
marzo 1821 e delle conventicole notturne armate, che, come
piú volte si è detto, inquietavano anche la città di Forlí
negli anni 1820 e 1821; di essersi pubblicamente appalesato
per uno dei piú esaltati per la rivoluzione; 74.
_Bartolomeo_ del fu Giovanni _Rondini_, detto _Balasso_, di
Forlí, locandiere, contumace, gravato anch'egli di avere
avuto parte attiva nei citati tumulti delle sere 3 e 19
marzo, nell'ultimo de' quali si era fatto direttore della
turba dei faziosi; di ritenzione di deposito d'armi per i
settari; di qualificata evasione per ben due volte dal Forte
di Pesaro; 75. _Marco Pezzi_, detto _Marchino_, di Castel
Bolognese, senza mestiere, contumace, prevenuto ancora di
esplosione d'armi da fuoco con appensamento, in complicità
del contumace Pietro Barbieri, seguita la notte del 21
maggio 1821 in quella terra in odio di partito a danno del
custode carcerario Vincenzo Gentilini; alla Galera in
perpetuo.
76. _Luigi Giulianini_, detto il _Matto Sarto_, del fu
Giuseppe, di Cesena, calzolaio, gravato di complicità
nell'omicidio del ricordato cavalier Don Angelo Bandi di
Cesena, alla stessa pena della Galera in perpetuo, e colla
stretta custodia, attese le parziali gravanti circostanze a
suo carico.
77. _Cesare_ del fu Girolamo _Berghinzoni_, possidente, di
Ravenna, gravemente indiziato ancora di preordinazione del
qualificato omicidio accaduto a Ravenna pel solito spirito
di parte nella sera degli 8 decembre 1820 sulla pubblica
strada che conduce al Quartiere di S. Vitale a danno dell'in
allora Comandante della Piazza, capitano Luigi Del Pinto;
complicato in altri gravi delitti e pubblicamente diffamato
per la sua pessima condotta; 78. _Agostino Venturi_, detto
_Longanesi_, nativo di Russi, officiale reduce in pensione,
contumace; 79. _Antonio Morri_ di Faenza, possidente,
contumace; 80. _Gio. Battista Orioli_ del vivente Luigi, di
Faenza, impiegato alle porte, carcerato; 81. _Angelo_ del fu
Paolo _Baldini_, sartore, di Faenza, carcerato; 82.
_Francesco_ del vivente Giuseppe _Bettoli_, detto _Boldura_,
carcerato; 83. _Giuseppe_ del fu Giacomo _Rusconi_,
imbianchino, di Faenza; gravati tutti ancora di complicità
nel piú volte ricordato omicidio qualificato del vetturino
Sante Bertazzoli, e di aver fatto parte nelle conventicole
armate dei faziosi, rimanendo a particolar carico del
Rusconi succitato gravi sospetti di preventiva intelligenza
nell'altro omicidio del Sacerdote Montevecchi; 84. _Michele
Bettoli_ di Faenza, del vivente Giuseppe, calzolaio,
contumace, convinto di ferimento con premeditazione per
spirito di parte contro il giovane Francesco Mamini, che
assalí la sera del 20 maggio 1821 sussidiato da altri
settari nella propria abitazione e precisamente nella camera
ad uso di cucina, per il qual delitto si rese immediatamente
fuggiasco, rimanendo tuttora contumace; gravemente indiziato
di ferita semplice a danno di Domenico Lama e di attenti
alla sicurezza di altri individui di quella città reputati
di contrario partito; 85. _Francesco Borghi_, detto
_Chiccoia della Zucchina_, merciaio, di Faenza, carcerato,
convinto di aver fatto parte delle conventicole dei faziosi
e di complicità nel predetto ferimento Mamini, come
ausiliatore al principal feritore Michele Bettoli
preaccennato; 86. _Francesco_ del vivente Giovanni
_Mantellini_, detto _l'Appuntatore_, di Faenza, carcerato,
convinto ancora di ferimento qualificato con pericolo di
vita seguito a Faenza la sera del 9 decembre 1820 in odio di
partito a danno di Michele Ghirlandi di quella città; 87.
_Giosuè_ del fu Sebastiano _Monti_, faentino, calzolaio,
carcerato, gravato di aver avuto parte attiva nelle
conventicole dei faziosi; di ferite semplici a danno di
Luigi Ravaioli; di complicità nell'aggressione ed attentato
alla vita di una guardia di polizia la sera del 26 novembre
1820; non leggermente anche indiziato di correità
nell'omicidio Bertazzoli; 88. _Antonio_ di Lorenzo _Severi_
di Forlí, computista; 89. _Ciro_ del fu Pellegrino _Bratti_,
di Forlí, falegname; 90. _Giuseppe_ del fu Luigi _Cantoni_,
di Forlí, ebanista; 91. _Luigi_ di Natale _Taraborelli_, di
Forlí, fattore di campagna; carcerati, gravati di aver fatto
parte nelle conventicole armate e nei tumulti delle sere 3 e
19 marzo 1821, gravemente pregiudicato nella pubblica
opinione per delitti, rimanendo inoltre a carico esclusivo
del Taraborelli la complicità anche dell'altro tumulto
insorto nel pubblico Teatro di quella città nell'autunno
1820; 92. _Giuseppe_ di Ermenegildo _Paolini_, di Cesena,
maestro di lingua francese, carcerato, convinto ancora di
fuga qualificata dal Forte di Pesaro, che effettuò la notte
del 5 marzo 1822, ed indiziato pure di aver procurate armi
per i settari; alla pena della Galera per anni venti.
93. _Antonio_ del fu Domenico _Dessani_ di Forlí, oste,
carcerato, convinto inoltre di doppia fuga qualificata dal
Forte di Pesaro, ov'era egli custodito con altri detenuti
politici; di delazione d'arme proibita, _quo ad omnia_;
gravemente indiziato d'insulto a piú individui reputati di
opposto partito; 94. _Lattanzio_ del fu Domenico _Ferali_ di
Forlí, pettinaro, convinto di correità nel tumulto della
sera 3 marzo 1821, sospetto anche in altri delitti; 95.
_Sebastiano Vignuzzi_, detto _Bastianino_, fabbro ferraio,
di Ravenna, condannato per proditorio ferimento a sette
anni, convinto pure di fabbricazione di stili per la Sètta
degli Americani di Ravenna, sospetto in altri gravi delitti;
96. _Giuseppe_ del vivo Antonio _Carrara_ di Cesena, cursore
camerale, carcerato, gravato di complicità nel delitto di
libello famoso in concorso del conte Odoardi Fabbri di
Cesena, di cui precedentemente si è fatto menzione; alla
Galera per anni quindici.
97. _Giuseppe_ del vivente Gaetano _Gardenghi_,
soprachiamato _l'Imperator Superbo_, di Faenza, sartore; 98.
_Natale_ di Sante _Mattarelli_, cuoco, di Faenza, 99.
_Francesco_ del fu Vincenzo _Caldesi_, spacciatore di sali e
tabacchi, di Faenza, carcerati; gravati di aver presa parte
attiva nelle conventicole e complotti dei faziosi;
gravemente indiziati ancora nel tante volte mentovato
omicidio del vetturino Bertazzoli; 100. _Giovanni_ del
vivente Luigi _Carrara_ di Ravenna, carcerato, convinto
inoltre di aggressione con stilo ed attentato alla vita del
garzone di molino Pietro Morigi Strocchi a motivo che avesse
questi sparlato degli Americani, del qual fatto si rese
colpevole nella Quaresima 1821 di pieno giorno sulla strada
detta di S. Mamante; 101. _Carlo_ del vivente Tommaso
_Cappuccini_ di Forlí, senza mestiere, carcerato, indiziato
gravemente anche nel ferimento a danno di Stefano Piolanti
accaduto a Forlí la sera 14 marzo 1821 ed insulti ad altri
individui in odio di partito; 102. _Antonio_ di Luigi
_Assiari_, maniscalco; 103. _Luigi_ del fu Domenico _Gambi_,
fattore di campagna; 104. _Giuseppe_ del fu Francesco
_Assiari_, pizzicagnolo; 105. _Battista_ del vivente
Giuseppe _Savelli_, vetraro; 106. _Pellegrino_ del quondam
Marco _Gaudenzi_, cappellaro; 107. _Francesco_ del fu
Antonio _Gandolfi_, staderaio; 108. _Giuseppe_ del fu
Antonio _Acquisti_, dedito a' studi: 109. _Pietro_ del
vivente Giuseppe _Feralli_, sartore; 110. _Felice Feralli_
del vivente Giuseppe, sartore; 111. _Vincenzo_ del fu
Antonio _Saragoni_, tutti di Forlí, carcerati, gravati di
complicità nei tumulti e conventicole notturne di faziosi
superiormente descritte; 112. _Domenico Serti_ del vivente
Cristofaro, arruotino, carcerato, gravato anch'egli di aver
fatto parte del tumulto nella sera 3 marzo 1821 e di aver
ridotto piú fioretti da scherma ad uso di stilo per i
settari; alla Galera come sopra per anni dieci.
113. _Domenico Parentelli_ di Cesena, sartore; 114.
_Vincenzo Stefani_, detto _Paggetto_, del morto Petronio, di
Cesena, contumace, convinti ancora di fuga qualificata presa
nella notte 25 agosto 1823 dal Forte di Pesaro ov'erano
custoditi con altri detenuti politici; 115. _Luigi_ del fu
Francesco _Assiari_ di Forlí, pizzicagnolo, gravato di
correità nei tumulti 3 e 19 marzo 1821 nei quali a suo
favore concorsero però circostanze attenuanti la mancanza;
alla Galera per anni sette.
116. _Domenico_ del fu Francesco _Celli_, fornaro, di
Ravenna, carcerato, gravato di complicità nell'aggressione e
minacce ad necem a danno del sopranominato Pietro Morigi
Strocchi, in concorso del sopracitato Giovanni Carrara, alla
Galera per anni cinque.
Abbiamo poi condannato e condanniamo alle seguenti pene piú
miti in riflesso delle circostanze che piú o meno
diminuiscono la gravezza del reato i sottodescritti
imputati: 117. _Gio. Battista Segorini_ del fu Antonio,
guardiano di campagna, condannato recentemente per omicidio
e tradotto a scontar la pena; 118. _Luigi Segorini_, figlio
del sopranominato Gio. Battista, anch'esso guardiano di
campagna, minore di età, carcerato; 119. _Antonio Orioli_
del vivente Giuseppe, beccaio, di Ravenna, carcerato;
gravemente indiziati di pertinenza alla Sètta degli
Americani e di essersi pubblicamente negli anni 1820 e 1821
fatti conoscere esaltati per la medesima, alla Galera per
anni tre il primo cioè Gio. Battista Segorini, ed alla
detenzione in un Forte per un anno gli altri due.
Confermiamo il precetto di esilio, col quale furono espulsi
dallo Stato: 120. _Vittorio Arrigotti_ piemontese,
fabbricatore di nitri e polveri a Forlí; 121. _Costanzo
Magliano_, dei stessi Stati di Piemonte, impiegato in detta
città; gravati ambedue di avere appartenuto alla Sètta dei
Carbonari, essendo il primo negli atti gravemente indiziato
ancora di fabbricazione di quantità di polvere sulfurea per
fornirne i rivoltosi, e di aver facilitata l'evasione di
vari inquisiti per delitti politici dalle Romagne e di
averne procurati i mezzi per la via di Toscana; ordinando la
loro perpetua espulsione dai Domini pontifici sotto pena di
anni dieci di Galera nel caso che infrangessero il divieto
d'esilio contro loro emanato, da incorrersi
irremissibilmente anche alla prima sola contravvenzione.
Abbiamo dichiarato e dichiariamo come bastantemente puniti
col sofferto carcere od esilio ed assoggettati al Precetto
politico-morale di prim'ordine: 122. _Giacomo Cicognani_,
sopranominato il _Lampo_, di Ravenna, domestico; 123.
_Angiolo Emiliani_ di Faenza, tintore; 124. _Carlo Berti_,
calzolaio; 125. _Paolo Poggi_ causidico; 126. _Giuseppe
Baldrati_, detto _Titira_, calzolaio; 127. _Giuseppe Conti_,
oste; 128. _Vincenzo Sangiorgi_, oste; 129. _Giovanni
Caselli_, oste; 130. _Sebastiano Placci_, scrittore, tutti
di Faenza; 131. _Vincenzo Canè_ d'Imola, fabbro ferraio;
132. _Gioachino Cavazzuti_ di Castel Bolognese, flebotomo;
133. _Marcello Prati_ di Forlí, tintore, già carcerati,
abilitati dal carcere con precedenti provvisorie
disposizioni; 134. _Michele Nannini_ di Faenza, sensale;
135. _Antonio Amaducci_, detto _Banchittone_, di Cesena,
sartore; 136. _Nicola Foschi_ di Cesena, possidente; 137.
_Luigi Comandini_ di Cesena, tintore, carcerati; 138.
_Francesco Fornioni_ d'Imola, impiegato nel dazio carni;
139. _Giuseppe Silvestrini_ di Castel Bolognese, già
cancelliere a Faenza; 140. _Gentile Fabbri_ di Ravenna,
sostituto criminale nello stesso Governo, esiliati; e
riguardo al Silvestrini e Fabbri, comeché ancora indiziati
non leggermente di prestato favore a piú settari detenuti in
quel Governo per cause comuni, ordiniamo la loro remozione
ed inabilitazione all'esercizio negl'impieghi finora
sostenuti.
Bastantemente puniti in egual modo col sofferto carcere e
sotto Precetto politico-morale di second'ordine dichiariamo:
141. _Antonio Biffi_ di Faenza, vetturino, abilitato
provvisoriamente dal carcere; 142. _Giuseppe Navicchia_ di
Cesena, carcerato; e dimessi coll'altro Precetto di
rappresentarsi, _novis vel non novis_: 143. _Giovanni
Simonetti_ di Cesena, possidente; 144. _Antonio Bartolotti_
di Bologna, ebanista, abilitati provvisoriamente, imputato
il primo di complicità nel già ricordato omicidio di Don
Antonio Bandi di Cesena, prevenuto il secondo di correità
nel ferimento qualificato del cavalier Giacomo Greppi di
Bologna.