Ma sua sorella rimase colà, e col capo appoggiato alla mano, tutta

intenta a riguardare il sol cadente, e riflettendo sulla piccola Alice e

sulle sue Avventure meravigliose, cadde in una specie d'assopimento, e

sognò talcosa simile a questo:--

Prima di tutto sognò la piccola Alice:--con le sue manine delicate e

congiunte sulle ginocchia di lei, e co' suoi grandi occhi lucenti fissi

in lei. Poteva sentire il vero suono della sua voce, e vedere quello

strano agitarsi della sua testolina per rigettare indietro i capelli

che _voleano_ per forza velarle il viso:--e mentre era tutta intenta ad

ascoltare, o sembrava che fosse così, tutto il luogo che la circondava

si animò, popolandosi di quelle creature vedute nel sogno dalla sua

sorellina.

L'erba rigogliosa stormiva sotto di lei, mentre il Coniglio bianco

scappava via--il Sorcio spaventato s'apriva, sguazzando, una via in

mezzo dello stagno vicino--poteva sentire il rumore delle tazze, mentre

la Lepre-marzolina e gli amici suoi partecipavano a quel loro perenne

pasto--udiva la voce strillante della Regina che mandava i suoi invitati

al patibolo--anche una volta il bimbo porcellino starnutiva sulle

ginocchia della Duchessa, mentre i tondi e i piatti volavano d'ogni

intorno--anche una volta l'urlo del Grifone, lo scricchiolìo della

matita della Lucertola, la soppressione de' porcellini d'India

riempivano l'aria, sposati al singhiozzar lontano della miserabile

Falsa-Testuggine.

E sedette, con gli occhi a metà chiusi, e quasi si credette davvero nel

paese delle Meraviglie; benchè sapesse che, aprendo gli occhi, tutto

sarebbe mutato in realtà desolante--avrebbe sentito l'erba stormire

all'agitar del vento--avrebbe veduto lo stagno increspato a causa delle

canne--il rumore delle tazze si sarebbe mutato nel tintinnìo dei

campanelli delle pecore, e la voce stridente della Regina nella voce del

pastorello--e gli starnuti del bimbo, l'urlo del Grifone, e tutti gli

altri strepiti curiosi, si sarebbero mutati (e lei n'era persuasa) nel

rumore confuso d'una fattoria, e il muggito lontano degli armenti

avrebbe surrogato i profondi singhiozzi della Falsa-Testuggine.

Finalmente, volle figurarsi la sua sorellina già cresciuta e diventata

donna,--conservare ne' suoi anni maturi il cuore affettuoso e semplice

della sua fanciullezza--raccogliere intorno a sè altre fanciulle, e far

_loro_ brillare gli occhi beandoli con istorielle curiose e strane, e

forse anche col sogno delle Avventure nel Paese delle Meraviglie; e con

quanta simpatica tenerezza avrebbe ella stessa partecipato alle loro

innocenti angosce, e con quanta letizia alle loro gioje, riandando i

beati giorni della fanciullezza, e le gioconde giornate dell'estate.

FINE.

LONDRA:

R. CLAY, FIGLI, E TAYLOR, STAMPATORI,

BREAD STREET HILL.

* * * * *

Nota del Trascrittore

La punteggiatura e l'ortografia originali sono state mantenute. Minimi

errori di stampa sono stati corretti senza annotazione. Sono stati

inoltre corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):

mancò che non glielo [gielo] portasse via.

affissandola in faccia con un certo fare [faze] inquieto

bisbigliò all'orecchio della fanciulla, "È [E] sotto

che s'era avvicinato [avvicinata] ad Alice, ed osservava la

vuole [voule]."

fra [far] breve."

le [e] tre date, sopra le lavagne, e poi le sommarono [sommaronol]

Le avventure d'Alice nel paese delle meraviglie · 第 6 / 6 段