La piuma

La convenienza di allevar l'anatra emerge non solo per la produzione

della carne ma ancora pel raccolto di penne, piume e piumino che

essa ci fornisce; la realizzazione di questi sotto-prodotti può

dare un discreto utile, che generalmente è poco considerato, quando

specialmente essi siano d'una certa importanza per quantità e per

preparazione adatta, il commercio delle piume facendone sempre una

ingente ricerca.

I palmipedi, contrariamente a quanto succede negli altri volatili

domestici mutano due volte l'anno le piume e questa muta si compie

in brevissimo tempo; anche in ciò differiscono dagli altri volatili e

trattandosi di una specie di malattia il vantaggio che presentano le

anatre in ciò è di un certo valore, poichè prolungandosi il periodo

l'animale s'indebolisce e la produzione per conseguenza ne risente.

Come già si è fatto osservare ad ogni muta il maschio cambia di livrea,

ora modesta, ora di gala, secondo l'epoca; nella femmina invece è

sempre la medesima.

Tutte le penne, come le piume ed il piumino servono per gli usi

famigliari e con esse si fanno dei guanciali, delle coperte da tetto,

si utilizzano insomma in diversi modi anche per oggetti d'ornamento

da signora; l'industria della piuma ne trae il miglior partito

immaginabile, ma va osservato ch'essa paga assai meglio la piuma

_viva_, _strappata_ cioè sul corpo degli animali viventi, di quanto

retribuisca la penna _morta_ e per _morta_ s'intende non soltanto

quella tolta dal corpo degli animali dopo uccisi ma ancora se caduta

naturalmente all'epoca della muta; una penna staccatasi dal corpo per

effetto naturale ha un valore ben diverso da ogni altra violentemente

levata. Per quanto quest'ultima espressione possa sottintendere

un'azione brusca e crudele, in realtà ciò non succede, poichè non

si tratta che di anticipar qualche poco, di aiutare in certo modo la

natura nel lavorio che si compie nell'epoca del cambiamento delle piume

senza aspettare che queste cadano da sè; basta osservare l'animale

nelle epoche in cui succede il fenomeno naturale che nell'anatra

adulta cade in Luglio ed in Settembre-Ottobre e nell'anatrotto quando

ha due mesi o poco più ed in Ottobre; essi scuotendosi fanno cadere

qualche piuma e questo è il più sicuro indizio che è giunto il momento

opportuno per la spiumatura, oppure, strappandone qualcuna nelle epoche

indicate, se non fanno sangue premendole con l'unghia, si può procedere

all'operazione senza correre il rischio di far soffrire l'animale (si

dice allora che la piuma è _matura_) ciò che succederebbe ripetendola

più volte nell'anno come per ingordigia taluni fanno.

Per eseguire la spiumatura conviene aver pronti due panieri, in uno

dei quali si lasceranno cadere le penne più grosse e nell'altro il

piumino, tanto più se si devono vendere avendo esse valore diverso,

s'incomincia per acciuffar l'anatra, la quale sbraiterà e si dibatterà

alquanto, ma, naturalmente non bisogna fare caso; andrà tenuta ben

stretta fra le gambe previa arrovesciatura delle ali sulla schiena,

quindi si passa gradatamente allo strappamento delle piume partendo dal

collo, poscia si scopre il petto ed il ventre fino all'ano per risalire

un po' verso le reni che dovranno rimaner ricoperte, come la testa,

della loro livrea naturale; la schiena come le reni e le ali non vanno

toccate e così neanche quelle piume più lunghe e più rigide che reggono

le ali, ad impedire che cadano a terra come succederebbe quando non

si rispettasse il provvidenziale guancialetto. Si lascia per ultimo il

piumino che è il più aderente alla pelle, e non lo si toglie che dopo

aver strappato tutta la piuma che ricopre il corpo nelle parti sopra

indicate, la lanuggine o piumino avendo un valore più considerevole

delle altre penne e per tal motivo convien tenerle separate gettandole

nel paniere speciale.

Una volta spiumata l'anatra va tenuta riparata e tranquilla, ben

nutrita, per alcuni giorni: quanto alla piuma, perchè si conservi bene,

bisogna essiccarla, come vedremo col seguito.

La terminologia francese per designare le varie penne e piume dei

volatili domestici è assai complicata ed i prezzi variavano, ante

bellum, da L. 1,75 a L. 8 al chilogr. Secondo si trattava di penne del

dorso, di piume del ventre e del petto oppure del piumino; attualmente

questi prezzi devono essere ben più elevati, per cui se c'era già un

discreto vantaggio a raccoglierle prima della guerra, ora questo sarà

doppio e forse maggiore ancora. Inutile dire, tanto pare evidente, che

la piuma completamente bianca ha sempre un prezzo assai superiore a

quella di colori diversi, meglio prestandosi alla tintura per generi

di moda, mentre quelle colorate generalmente non possono trovar impiego

che per riempimento.

Oltre ad aver minor merito, come ho già detto di fronte al fabbricante

che le utilizza, le penne state, strappate sugli animali morti

quand'anche immediatamente dopo uccisi, cadute oppure tolte ad animali

viventi, devono essere pulite, non imbrattate cioè nè di sangue nè di

sterco; occorre perciò offrire alle anatre negli ultimi giorni della

loro esistenza il mezzo di lavarsi in qualche vasca e della paglia

pulitissima in abbondanza per asciugarsi.

Quanto al modo di ucciderle senza che il sangue abbia a macchiar il

piumaggio, che nelle Pechino e nelle Aylesbury è più prezioso perchè

bianco, non c'è che introdurre nel palato all'altezza degli occhi del

condannato l'acuta lama di un temperino o di un ferro affilatissimo

e conficcarlo profondamente fino ad offendere il cervello; la morte

avviene fulminea e la livrea è salva, ciò che non si otterrebbe coi

mezzi più comunemente adottati, sulla descrizione sgradevole dei

quali mi sarà concesso sorvolare. Questo sistema d'uccisione presenta

anche il vantaggio dal lato del sapore di conservarlo completamente

all'anatra, che nulla ha perduto del suo sangue e per i buongustai ciò

ha un discreto merito approssimandosi alquanto al profumo dell'anatra

selvatica.

Altri invece preferiscono la bianchezza delle carni al sapore;

coll'offendere il cervello, come detto, oppure tirando il collo

all'animale, pratica anche questa più comune in certi paesi; se le

carni riescono alquanto profumate restano però di color scuro e così

pure la pelle; dissanguando invece la vittima il più possibile, si

ottengono capi di bella presenza esteriore e carni bianchissime.

Il volatile va spiumato completamente appena avrà cessato di vivere;

s'incomincia dal buttare in un paniere le grosse penne delle ali

e della coda, poi si passa alle piume esterne di tutto il corpo e

finalmente si toglierà con attenzione il piumino che sta sotto le piume

aderente al corpo e lo si metterà in un paniere a parte. Se il corpo si

fredda durante l'operazione lo si tuffa in acqua bollente e così si può

terminarla facilmente.

Le grandi penne delle ali e quelle della coda non sono utilizzabili

che per riempir guanciali, coperte da letto ed altro e di esse le barbe

soltanto, che si taglieranno colle forbici; il fusto si butta via.

Perchè possano conservarsi, tutte le penne, siano esse tolte ad animali

vivi come a macellati devono essere sterilizzate facendo subir loro

l'essiccazione; si introducono entro sacchi di tela e poi in un forno

da pane subito dopo la sfornata, per ritirarle allorchè il forno sarà

completamente freddato; si tolgono dai sacchi e si battono ben bene con

delle bacchettine di giunco. Queste due operazioni servono, la prima

a distruggere insetti, uova e materie grasse contenuti nelle penne e

l'altra a staccare e disperdere le pellicole aderenti.

Levate dal forno e battute, si stendono su graticci e con le mani

si lavorano diligentemente come si farebbe colla lana. Trascorso

qualche giorno si ripetono tutte queste operazioni, forno, battitura

e rimaneggiamento, che così si può esser certi della conservazione

perfetta ed a lungo delle piume; riposte in casse, dove però non

stiano pigiate, e assicurate contro le tignole da naftalina o da

canfora, possono rimanervi del gran tempo senza che abbiano a soffrire

menomamente.

Le pelli d'anatra, come quelle d'oca, guarnite del loro piumino servono

poi a fabbricare alcuni oggetti d'uso domestico in sostituzione delle

pelli di cigno e ciò costituisce un'industria speciale assai fiorente

in alcuni paesi. Per queste imitazioni cigno è necessario servirsi

di pelli d'anatra dal piumaggio bianco e che abbiano appartenuto ad

animali stati spiumati radicalmente e poi mantenuti ancora in vita fino

a tanto che la peluria non sia un po' cresciuta; ucciso il volatile si

incide la pelle, la si solleva delicatamente perchè non si strappi,

procurando anche di lasciarla più intera possibile, quindi la si

concia, per venderla ai fabbricanti di boa per signora, di piumini da

cipria ecc., per i quali altre volte si ricorreva esclusivamente al

cigno. E' la stessa operazione che si pratica con la pelle dell'oca che

è più dettagliatamente illustrata nel volume sull'allevamento di questo

palmipede già menzionato.

L'anatra: Allevamento per la produzione della carne · 第 26 / 30 题