Ingrassamento delle anatre

L'età buona per metter l'anatrotto di razza all'ingrasso è fra le

otto e dieci settimane, il continuar a nutrirlo per qualche tempo

ancora aspettando ad ingrassarlo oltre il termine suindicato è uno

sbaglio, poichè è questo il periodo in cui mette le piume e le penne,

mangia a più non posso e tutto va a far le spese dell'abito che si sta

confezionando.

È specialmente coi giovani precoci che l'ingrassamento riesce proficuo

in quanto che questi sono vendibili in un'epoca nella quale c'è

scarsità di buoni prodotti giovani e di conseguenza se ne ricava

un frutto più considerevole. Maestri del genere sono gl'industriali

americani ed alcuni villici inglesi come si è visto. Da noi nulla si

fa di tutto questo, si portano le anatre giovani od adulte dopo un

sommario trattamento migliore del solito e neanche sempre, giacchè

nella maggior parte dei casi vengono uccise quando hanno appena quella

misera riserva di grasso che poterono accumulare con una alimentazione

ordinaria molto ordinaria anzi; eppure se ne ottiene ancor sempre un

buon prezzo, se si introducesse nelle nostre campagne l'usanza di far

crescere l'anatra con metodi più razionali, se si adottassero tipi di

maggior rendimento o quanto meno si migliorasse la razza comune un

po' dappertutto come si fa appena in qualche regione, con opportuni

incroci, le nostre massaie potrebbero contare su dei guadagni ben

superiori a quelli d'ora.

In Francia l'industria dell'ingrassamento è limitata ai grossi

capi di vari mesi in vista della produzione del fegato e non si usa

impinguare i giovani di poche settimane; bisogna che questi individui

abbiano almeno quattro o cinque mesi d'età e si tratta quasi sempre

dei così detti _mulards_, termine adottato per quegli infecondi ma

tanto voluminosi meticci di anatre comuni o di Rouen col maschio del

lubrico Guinea. Colà si adopera molto la farina d'orzo e quella di gran

saraceno, nelle regioni dove queste graminacee sono prevalentemente

coltivate, mentre nel meridionale si è adottato il mais. Inghilterra e

Germania usano l'orzo ed in proporzioni minori la barbabietola. Da noi,

dove la coltivazione del mais è estesissima questo cereale è il solo

indicato; tanto più che non è il caso di sostituirlo nè con patate nè

con panelli tutta roba carissima oggidì.

Nel lavoro. _Allevamento famigliare e industriale dell'oca_ di A.

Gemignani, pubblicato dallo stesso editore Signor Battiato, è detto

assai estesamente del valore del granturco come alimento impinguante

superiore ad ogni altro in uso, specialmente in chicchi e quanto sia

preferibile il mais vecchio a quello dell'ultimo raccolto, perchè una

parte delle materie albuminoidi col tempo si trasforma in grasso; nello

stesso lavoro vi sono alcuni ragguagli anche sulla utilizzazione dei

sotto-prodotti dell'oca fra i quali quello della conservazione delle

carni in salamoia e con altri sistemi, che si possono perfettamente

adattare ai sotto-prodotti dell'anatra.

Per avere dall'ingrassamento dei risultati straordinari, oltre che

su un'idonea alimentazione convien basarsi sulla scelta di animali di

grande sviluppo; in tutte le epoche dell'anno un'anatra grassa, di due

o di sei mesi, è sempre un volatile gustoso se alimentata a dovere, ma

per l'ingrassamento delle adulte, il momento migliore è nel Novembre

poichè così gli animali sono pronti per le feste di Natale e di Capo

d'anno, quando cioè la ricerca di circostanza ne fa salire il prezzo.

Verso la fine dell'impinguamento non ha trascurata l'aggiunta di

materie azotate d'origine animale; le prove fatte coll'introduzione nei

pastoni di qualche piccola quantità di carne scadente, quale quella di

cavallo e più precisamente del fegato, o di altre parti rifiutate per

lo più nell'alimentazione umana sono concludenti.

Data la ben nota ingordigia del nostro palmipede si può portarlo ad un

grado di grasso già assai soddisfacente, solo che gli si somministri

un'alimentazione modellata su quella dianzi descritta e ciò durante

sei ad otto settimane, aggiungendo sempre ai pastoni di crusca un

po' d'erbaggio, come ortica, insalata, cicoria trinciate, alternando

tal pasto con altro di maïs puro ammollato nell'acqua un po' salata.

Ma in un tempo molto più breve si possono ottener gli stessi effetti

segregando gli animali in una delle solite stie per polli e capponi,

modificate possibilmente, a scomparti stretti per un solo individuo

ciascuno, la segregazione così fatta avendo maggior efficacia. La

stia va posta in qualche locale piuttosto calduccio, alquanto scuro

e lontano dai rumori; ogni giorno si daranno quattro pasti, uno di

pastoni e l'altro di maïs alternati. Le recluse non hanno altro da

fare che mangiare, bere e dormire fra i pasti, ed a questo regime si

adattano facilmente, se non a tutta prima, causa la perduta libertà,

due o tre giorni dopo la sequestrazione, l'istinto della conservazione

e della voracità riprendendo il suo imperio, ed è ben naturale che in

capo ad alcune settimane siano diventate grasse, fin troppo, talvolta.

Prima di imprigionare le anatre sia in un locale, ammassate in certo

numero oppure nella stia, è buona pratica spiumarle sotto il ventre per

evitare che con l'andar dei giorni le piume sporcate dagli escrementi

si appiccichino al corpo ingenerando uno strato di sudiciume in cui non

tardano a comparir gl'insetti che tormenterebbero le povere vittime a

detrimento dello scopo prefisso, avendo queste bisogno della massima

tranquillità.

Terminato il periodo dell'impinguamento, locale o stìa dove gli animali

hanno soggiornato a lungo, devono essere diligentemente lavati e

disinfettati prima d'introdurvene altri.

Detto dell'ingrassamento semplice aggiungerò qualche parola su quello

forzato per ingozzamento (_gavage_) usato solo essenzialmente per

ottenere il fegato ipertrofico, di un grande valore per l'industria

speciale dei rinomati _patés de foie gras_ di Nérac e di Perigueux fra

gli altri, poichè Tolosa e Strasburgo adoperano più particolarmente i

fegati d'oca più voluminosi ed a miglior mercato di quello d'anatra,

i quali, viceversa, sono di grana più fine e di sapore assai più

delicato.

È in uso in certi dipartimenti meridionali francesi la divisione

del lavoro; alcuni coloni allevano le anatre per venderle ad altri

che non possedendo nè terreni nè locali adatti per l'allevamento

si dedicano all'operazione dell'ingrassamento e vendono i fegati ai

fabbricanti. Durante il periodo che precede il _gavage_, gli animali

sono dapprima rinchiusi per qualche tempo in un recinto stretto,

nutriti abbondantemente con farinacei, barbabietole e granaglie cotte,

stando imprigionati in un locale buio ma facilmente arieggiabile come

una scuderia od una rimessa da carrozze, lontana dai rumori il più

possibile. Durante i pasti si fa un po' di luce, ma poi si ritorna al

buio e si lasciano le rinchiuse digerire tranquillamente accoccolate

sulla paglia che ricopre il suolo del locale, fino al pasto successivo;

con un forcone si rivolta la paglia il mattino dopo del primo giorno

l'indomani si cambia completamente lo strato e così si seguita fino

al termine del periodo d'ingrassamento; con questa misura le carni

non piglian mai cattivo gusto, le penne non s'imbrattano e si tengono

lontani gl'insetti.

Se coi sistemi fin qui descritti si hanno già dei capi ben grassi,

con l'impinguamento forzato si arriva al nec plus ultra; ed è tale

quello adottato per ottenere dei fegati enormi. Si pratica perciò

l'ingozzamento (_gavage_) sia con l'imbuto come mediante pallottole

preparate, e ciò secondo le regioni. Dove si adopera l'imbuto si

costringe il volatile che si tiene ben serrato fra le ginocchia ad

assorbire una certa dose di maïs ammollato versandola in un imbuto il

cui canale viene preventivamente introdotto nella gola del paziente

e con un'abile manipolazione si fa scendere la razione prefissa

attraverso il canale degli alimenti fino all'esofago; quindi si

rimette l'ingozzata al suo posto a digerire. Altrove l'anatra viene

nutrita forzatamente, introducendole certe pallottole bislunghe di

farina di maïs ben impastata preparate la sera prima; il volatile

vien tenuto nella medesima posizione indicata per l'ingozzamento

con l'imbuto, gli ai apre il becco, si allunga il collo e gli si fa

scivolare una, poi due, poi diverse pallottole, previa immersione nel

siero di latte di questi pilloloni, onde agevolarne la deglutizione;

dipende dall'ingozzatore il giudicare la quantità che l'ingrassanda può

ricevere e dell'epoca in cui conviene troncare il regime.

Non m'indugierò più oltre sull'argomento che d'altronde è trattato

in esteso nel volume già citato «L'allevamento dell'oca». Un'anatra

troppo grassa non ha un valore corrispondente alle cure, alle spese,

ai rischi che l'operazione comporta o presenta, a meno che si abbia il

collocamento assicurato della produzione del fegato e ciò non si può

pretendere che là dove esistono fabbriche speciali di conserve, come

nel mezzodì della Francia ed in Alsazia. Sono d'avviso e lo ripeto

ancora che la più proficua e più facilmente attuabile industria anche

da noi sia la produzione dell'anatrotto di poche settimane ingrassato,

almeno per ora; col tempo c'è da credere che anche in Italia sorgerà la

nuova industria.

L'anatra: Allevamento per la produzione della carne · 第 25 / 30 题