Qui finisce la cronaca; ma le fila degli avvenimenti, che rimangono
interrotte, ricompajono, s'intessono e si sviluppano di nuovo
nell'ordito della storia patria di quell'epoca. — Dal Corio al
Verri, da questo agli storici ed ai novellieri contemporanei, tutti
riconoscono i nostri personaggi, e attribuiscono loro una parte più o
meno importante nella storia. E non solo ci narrano le vicende private
ed intime dei Visconti; ma traducono sulla scena, non ultimi fra gli
attori, Agnese Mantegazza, suo figlio Gabriello, e fin anco Medicina.
Era quindi mio pensiero di chiudere queste pagine coll'additare
al lettore su quali altre più autorevoli avrebbe potuto trovare la
continuazione dei fatti interrotti. Mi parve che, un po' per cortesia,
un po' per l'affetto portato a qualcuno dei nostri personaggi, egli
avrebbe seguito il nostro avviso: chè, in fin dei conti, questa è
storia nostra; nella quale, se non vi ha sempre di che menar vanto,
non manca mai qualche cosa da imparare. — Ma perchè, dico io, non farò
io stesso quello che è consigliato agli altri? perchè non metterò a
disposizione di tutti la fatica di un solo?... Se un forastiero poco
pratico delle nostre strade ci dimanda la via per giungere al tale o al
tal altro luogo che egli vorrebbe visitare, è prima regola di cortesia
che gli diciamo: va dritto, o volgi a manca, o ritorna su' tuoi passi.
Ma sarà atto più gentile se lo guidiamo fino alla meta, e gli facciamo
un po' da cicerone. Quando egli non avesse bisogno della nostra scorta,
noi ce ne andremo; ma se, nel dirgli quel poco che abbiamo raccolto
dall'uso, possiamo istruirlo di ciò che egli non sa, certo non ci vorrà
male pel servigio anche piccolissimo che gli abbiam reso; anzi, ce ne
saprà grado, e ce lo mostrerà colla mancia.