IX.

_Lauretta_⁸⁵ allorquando si prepara alla novella di Landolfo Ruffolo, la

quale benché contenga grandi miserie ha “splendida riuscita„, si rivolge

agli ascoltanti con queste parole: “Ben so che pure a quelle miserie

avendo riguardo, con minor diligenza fia la mia udita, ma altro non

potendo, sarò scusata.„ E quando Filostrato re le chiede di cantare:

“Signor mio — risponde —, delle altrui canzoni io non so, né delle mie

alcune n’ho alla mente che sia conveniente a sí lieta brigata: se voi di

quelle che io ho volete, io dirò volontieri.„

Ella parla in tono umile e accarezza con molte lodi le compagne, in

ispecie la piú ardimentosa, Emilia; è timida e, per abitudine,

dolcissima; eppure in udirla affidare quello che pensa e sente di sé

alla sua canzone apparirebbe tutt’altra.

Niuna sconsolata

Di dolersi ha quant’io,

Che ’n van sospiro lassa innamorata.

Colui che muove il cielo ed ogni stella

Mi fece a suo diletto

Vaga, leggiadra, graziosa e bella,

Per dar qua giú ad ogni alto intelletto

Alcun segno di quella

Biltà, che sempre a lui sta nel cospetto;

Et il mortal difetto,

Come mal conosciuta,

Non mi gradisce, anzi m’ha disperata.

Parvenze e sembianze · 第 38 / 42 题