_Lauretta_⁸⁵ allorquando si prepara alla novella di Landolfo Ruffolo, la
quale benché contenga grandi miserie ha “splendida riuscita„, si rivolge
agli ascoltanti con queste parole: “Ben so che pure a quelle miserie
avendo riguardo, con minor diligenza fia la mia udita, ma altro non
potendo, sarò scusata.„ E quando Filostrato re le chiede di cantare:
“Signor mio — risponde —, delle altrui canzoni io non so, né delle mie
alcune n’ho alla mente che sia conveniente a sí lieta brigata: se voi di
quelle che io ho volete, io dirò volontieri.„
Ella parla in tono umile e accarezza con molte lodi le compagne, in
ispecie la piú ardimentosa, Emilia; è timida e, per abitudine,
dolcissima; eppure in udirla affidare quello che pensa e sente di sé
alla sua canzone apparirebbe tutt’altra.
Niuna sconsolata
Di dolersi ha quant’io,
Che ’n van sospiro lassa innamorata.
Colui che muove il cielo ed ogni stella
Mi fece a suo diletto
Vaga, leggiadra, graziosa e bella,
Per dar qua giú ad ogni alto intelletto
Alcun segno di quella
Biltà, che sempre a lui sta nel cospetto;
Et il mortal difetto,
Come mal conosciuta,
Non mi gradisce, anzi m’ha disperata.