Questo Documento, già senza che vi sia mestiero avvertirlo, non
s'incontra nel volume dell'Accusa, che pure stampò (Dio la perdoni)
fino la nota della roba dei bauli. Però non è solo; altri ne occorrono
parimente _inediti_ che confermano la verità del fatto. Il danaro
dato prima fu ripreso, perchè quei Signori pensarono che pel viaggio
da Palazzo Vecchio al Castello di San Giorgio dovesse essermene
avanzato, e per questa volta saviamente pensarono; depositato presso
il Segretario del Ministro di Giustizia e Grazia, Giuseppe Cavaliere
Martelli scrive la seguente lettera al Cancelliere del Municipio
Fiorentino:
Autografo. Documento a c. 571 nero.
«Sig. Cancelliere Preg.mo
«Allorchè avvenne l'_arresto_ dell'Avvocato F. D. Guerrazzi, ELLA
SA CHE LA COMMISSIONE GOVERNATIVA SI DECISE DI ADERIRE ALLA DI LUI
RICHIESTA, AD ESSO ACCORDANDO LA SOMMA DI LIRE 1,000, PERCHÈ TRATTAVASI
IN QUEL MOMENTO DI FARLO ALTROVE TRANSITARE, MENTRE EGLI ASSERIVA NON
AVER PRESSO DI SÈ ALCUN DANARO PEL VIAGGIO.
«ED AVENDOMI L'ANNUNCIATA COMMISSIONE AFFIDATO L'INCARICO DI FARE AVERE
ALL'AVVOCATO GUERRAZZI LA DETTA SOMMA DI LIRE 1,000, _in seguito di
diverse inutili premure da me fatte, per combinare in Palazzo Vecchio
le persone che dovevano farmene il mandato, io mi rivolsi a pregare
Lei, signor Cancelliere, per avere dal Cassiere della Comunità le Lire
1,000,_ ONDE SUBITO IO LE POTESSI PASSARE AL SIGNORE GUERRAZZI, COME DI
FATTO FECI.
«Questa somma fu poi ripresa nella perquisizione che ebbe luogo ai
detenuti di Belvedere, ed ora si trova al Dipartimento di Grazia e
Giustizia presso il signor Segretario Duchoqué, il quale lo aspetta
oggi alle ore 12 al suo Uffizio, per riconsegnarla a lei o ad un suo
delegato, dietro una circostanziata ricevuta.
«_Così Ella ed io resteremo esonerati da ogni responsabilità, in questo
affare_, per lo che io la prego a favorire di ritirarmi la ricevuta che
ritiene il cassiere del Comune di Firenze. E pregandola a praticare
in quest'affare la sua consueta esattezza, onde il signor Segretario
Duchoqué non aspetti inutilmente, passo con ossequio e rispetto
all'onore di dichiararmi,
«Dall'Uffizio delle RR. Fabbriche, li 2 giugno 1849.
«Dev. serv. Giuseppe Martelli.
«All'Eccellentissimo Sig.re il Sig.r M. Gotti «Cancelliere della
Comunità di Firenze.»
Il Cancelliere, che sa tutte le cose che il Cavaliere leale gli
contesta, scrivendo al Segretario ne dichiara eziandio bene altre
ancora: egli sa, _a modo di esempio_, che la Commissione, composta di
TUTTI i Priori residenti nel Magistrato rappresentante il Municipio
Fiorentino, ORDINÒ a lui Cancelliere, si dessero le lire mille per la
causa espressa nella lettera del Cavalier Martelli.
Documento a c. 570 nero.
«Illus.mo signor P.ne Col.mo
«Dall'unita ufficiale del signor Cavalier Giuseppe Martelli, _uno
dei Componenti la già Commissione Governativa Toscana, di questo
stesso giorno, rileverà la causa che motivò_ LA STESSA COMMISSIONE,
CHE SI COMPONEVA DI TUTTI I SIGNORI PRIORI RESIDENTI NEL MAGISTRATO
RAPPRESENTANTE IL MUNICIPIO DI FIRENZE, AD ORDINARMI DI SPEDIRE,
CONFORME FECI, NELLA MATTINA DEL 13 APRILE DECORSO, UN MANDATO DI
LIRE 1,000, MARCATO DI Nº 424, A FAVORE DEL PRELODATO SIGNOR CAVALIER
MARTELLI, PER PASSARSI ALL'AVVOCATO F.-D. GUERRAZZI, PER IL TITOLO
ESPRESSO IN DETTA OFFICIALE. E siccome la somma predetta esiste presso
V. S. Illustrissima, per quanto resulterebbe dalla mentovata lettera
del signor Martelli, mentre questa Comunità non ha ottenuto rimborso
dal Regio Erario, così prego la somma di lei bontà a volere liberamente
passare allo stesso Camarlingo, e per esso al suo Sostituto Legale,
latore della presente, l'ammontare di detto Mandato; ritirando dal
medesimo o distinta ricevuta, o meglio (almeno per quanto a me sembra)
in calce di detto Mandato. E colla più alta considerazione e profondo
ossequio, passo al pregio di protestarmi,
«Di VS. Illustrissima,
«Dalla Cancelleria Comunitativa di Firenze, li 2 giugno 1849.
«Umiliss. Servo
«Firmato — G. Gotti.