CAPITOLO VI.

»Varcava il second'anno dopo i tre lustri allora

»Che m'offerse ricetto quest'ospital dimora.

»Son già corsi due volte altri sei lustri, e il rio

»Destin che mi persegue vuol ch'io le dica addio.

»Oh! lieve è a' giovinetti calle tentar novello:

»Nuovo calle ai vegliardi non v'è fuor dell'avello.

_Come vi piacerà._

Gli è tempo d'introdurre i nostri leggitori nel castello di

Tillietudlem, ove lady Bellenden era rientrata di mal'umore contro

d'ognuno, ed incapace di digerire l'affronto, ad avviso di lei

indelebile, cui le arrecò la inettezza di Gibby.

Per vero dire l'intendente aveva avuta l'avvertenza di raccomandare allo

sgraziato scudiere che sfuggisse quanto potea ogni occasione di

comparire agli occhi di lady Margherita, sintantochè fossero ben sopiti

in lei gl'impeti della collera, cui poteva ridestare più fortemente la

vista di chi ne fu la cagione. Ma questo sdegno non era principalmente

volto contro Gibby.

La prima sollecitudine di lady Bellenden, giugnendo al castello, fu

d'instituire un solenne atto inquisitoriale, al quale presiedette ella

in persona, sulla condotta del giardiniere Cuddy, che esimendosi

dall'obbedire agli ordini che lo volevano alla rassegna, obbligò il

comandante del contingente a valersi di quel malaugurio sostituito.

Harrison e il cantiniere furono ascoltati quai testimoni; indi Milady

deliberò trasferirsi ella stessa ad interrogare il colpevole, non che la

madre di esso caduta in sospetto di aver soccorso e spinto alla

ribellione il proprio figlio, per poi discacciare e l'uno e l'altra dal

castello e dalle pertinenze di Tillietudlem, se la signora nella sua

saviezza non avesse trovato il caso degno di grazia.

Miss Bellenden fu la sola persona che osò mettere alcune parole a favore

degli accusati, ma queste che sarebbero state in tutt'altra occasione

efficacissime, non furono questa volta a motivo di una precedente

combinazione. Allorchè la giovinetta seppe che Gibby non si era fatto

male cadendo, succedè in essa al sentimento della compassione una

potentissima voglia di ridere, cui sfortunatamente non seppe resistere;

la qual cosa irritò oltre ogni dire lady Margherita, che non parlò più

alla pronipote, se non se per rampognarla amaramente quando furon

tornate, d'essersi dimostrata sì indifferente all'onore della propria

famiglia.

Per dare aspetto più dignitoso all'atto di severità cui accigneasi, lady

Margherita sostituì al bastone con pomo d'avorio, che le era ordinario

sostegno, una grossa e lunga canna col pomo d'oro, ereditata dal padre

suo, il conte di Jorvood, e della quale solamente valevasi nelle

cerimonie le più solenni. Reggendosi pertanto a questa specie di bastone

del comando, entrò gravemente nella capanna abitata dal giardiniere.

Mausa, madre del giardiniere, che sentivasi colpevole in propria

coscienza, provava l'imbarazzo d'un accusato, che trovandosi al cospetto

del giudice pensa al modo di negare il fallo, e allontanarne

l'imputazione da se. Questa, com'avea sempre costume, non si diffuse in

espressioni di gratitudine sull'onore compartitole, venendo in casa di

lei, da lady Bellenden. Rimase muta, immobile, colle braccia

incrocicchiate, sicchè il volto suo offeriva un singolare miscuglio di

rispetto e d'ostinazione. Fece nullameno una grande reverenza, e avanzò

il seggiolone, ove lady Margherita degnava sedersi quando talvolta si

prendea spasso di venire a far cianciare questa donna sulle notizie del

villaggio e de' dintorni. Ma la padrona corrucciata avea ben tutta altra

idea in quel momento che di compartirle sì fatto onore. Contentandosi di

indicarle con un gesto di mano che non voleva sedere, e alzando in tuono

maestoso la testa, incominciò il suo interrogatorio concetto in modo da

intimorirla fin sull'esordio.

»È egli vero, o Mausa, come ne sono stata informata da Harrison, da

Gudyil e da altri della mia famiglia, che mancando alla fede da voi

dovuta a Dio, al re ed a me medesima, vostra signora e padrona, abbiate

proibito al figlio vostro di trovarsi all'assemblea convocata dal

seriffo, e che impedendogli d'addossar l'armi le abbiate portate

addietro sin fuor di tempo per trovargli un convenevole sostituto, la

qual cosa ha avventurata la baronia di Tillietudlem e la mia persona ad

un affronto, nuovo affatto nella mia famiglia?»

Quel rispetto d'abito ch'era in Mausa verso la sua padrona fe' si

trovasse grandemente impacciata nel volersi difendere. Rispose quindi,

tossendo ad ogni parola. »Certamente, Milady... sì certamente sono

mortificata... mortificatissima... d'essere incorsa nella vostra

disgrazia; ma, Milady; fu... fu la malattia di mio figlio che...»

»Non mi parlate di malattia. Se fosse stato veramente malato, sareste

venuta al castello in cerca di qualche rimedio. Sapete già che ho rimedi

per tutti i mali. Ma voi siete una mentitrice sfrontata.»

»Milady!... non mi ha mai detto altrettanto, Milady!... a me che sono

nata nella baronia di Tillietudlem!... Ci hanno calunniati, o Milady, se

vi possono aver detto che Cuddy ed io non fossimo pronti a versare tutto

il nostro sangue per voi, Milady, per miss Editta e pel vecchio

castello. Vorrei piuttosto vedere in sepoltura i miei figli, che

sapergli mancanti ai loro doveri verso di voi. Ma in quanto spetta a

tutte queste rassegne, Milady.... scusate Milady... ma mi sembra che sia

ben altra cosa.»

»Ben altra cosa? Non sapete voi dunque che siete obbligata ad ubbidirmi

in tutto quanto vi comando? Non mi servite mica per grazia. Credo

pagarvi bene per esser servita. Pochi de' miei vassalli hanno avute

prove di mia bontà al pari di voi, e per un giorno che il servigio di

vostro figlio m'è necessario, voi stessa lo incoraggiate a mancare!»

»No, Milady; non è questo, Milady; ma non si possono servire due padroni

alla volta, Milady. E ve n'è uno cui bisogna ubbidire innanzi agli

altri; e quando lo spirito ha parlato Milady!...»

»Che cosa intende dire questa vecchia imbecille? sclamò lady Margherita.

Vi comando io forse nessuna cosa contro la vostra coscienza?»

»Non è quello ch'io voglio dire, Milady. Ma voi avete la vostra

coscienza, ed io ho la mia. Vorrei piuttosto perdere tutte le cose di

questo mondo che sostenere, o vedere i miei figli sostenere una causa

cattiva.»

»Chiamate causa cattiva quella che vi chiama a difendere gli ordini del

re, del Consiglio privato, del seriffo, dalla vostra padrona?

»Senza dubbio, Milady (replicò Mausa che cominciava a prendere un po' di

coraggio). Voi dovete ricordarvi che la Santa scrittura ne racconta di

un re di nome Nabuchodonosor, e d'una statua d'oro ch'egli fece

innalzare volendo che il suo popolo l'adorasse e che...

»E che cosa ha che fare Nabuchodonosor colla rassegna sulla pianura di

Clydesdale?»

»Gli è perchè questa rassegna, o Milady, è come la statua d'oro di cui

vi parlava. Tanto è lecito d'assistere all'una, quanto lo era di adorar

l'altra.»

»Ho capito quanto basta (sclamò con tuono di sdegno lady Bellenden). Il

cattivo vento del 1642 torna a soffiare, e questa vecchia scema vuol

discutere i punti di religione insieme ai teologi. Terminerò dunque la

cosa là d'onde avrei dovuto incominciarla — Ascoltatemi, Mausa, voi

siete troppo sapiente per me. Non ho dunque da dirvi che una cosa sola.

Poichè Cuddy non vuole farsi vedere alle rassegne quando gli vien

comandato, è d'uopo che ve n'andiate sull'istante fuor del castello e

della mia baronia. Non mi mancheranno nè vecchie nè giardinieri, ma

preferirei ancora il non aver che ortiche nel mio giardino al vederlo

coltivato da un Puritano.»

»Milady, è vero che questi luoghi mi han veduto nascere e ch'io sperava

morire in questi luoghi; ma son pronta a sofferire per la causa della

giustizia, e pregherò sempre il cielo per voi, e per miss Editta. Possa

egli farvi conoscere che vi siete messa sulla cattiva strada!»

»Sulla cattiva strada io! temeraria! Ma orsù! basta così! Che la

giornata di domani non trovi nè voi nè vostro figlio entro ai confini

della baronia di Tillietudlem. Non comporterò mai che essa offra ricetto

ai ribelli. Certamente, sol ch'io mostrassi un poco di debolezza,

costoro verrebbero sin nella mia anticamera a tenere i lor

conciliaboli.»

Dopo d'avere parlato in tal guisa le volse le spalle ritirandosi con

aria di dignità. Mausa, che non meno della padrona avea la sua buona

dose di amor proprio, si sforzò d'ascondere al cospetto di lady

Margherita il dolore cagionatole da un ordine sì rigoroso, ma partita

questa, diede in un dirotto di pianti.

Cuddy, stato primo ad avvedersi dell'arrivo di lady Bellenden, s'era

rifuggito entro un gabinetto, che aveva un'invetriata per porta, e che

gli serviva di stanza da dormire, pronto a gettarsi nel letto e a

nascondersi sotto le coperte per non dismentire la storia della sua

malattia. Di là intese tutto il colloquio, osando, appena tirar fiato

per tema che una parte del temporale non gli cadesse addosso. Quando lo

giudicò assai lontano per non paventarne la collera, saltò a basso, e

abbandonando il suo ritiro venne a raggiugner la madre.

»Venga la peste, sclamò, alla lingua delle donne, come diceva la buona

anima di mio padre! Che bisogno v'era egli di sufolare alle orecchie di

Milady tutte quelle bichiacche? Confesso che la bestia fui io a

lasciarmi avvolgere nelle coperte a guisa di grosso bambolo, invece

d'andare alla rassegna come fecero gli altri. Non ho che una

consolazione, ed è, o madre, d'avervi fatta una burla; perchè appena vi

allontanaste, andai a vedere la rassegna, tirai al pappagallo, e riuscii

pur anche ad atterrarlo. Acconsentii veramente a frodare un soldato al

contingente di Milady, ma non volea poi per niun conto privarmi di

vedere Jenny Dennison che doveva essere alla rassegna. Intanto mercè

alla vostra bella prodezza, questa giovane la sposerà chi vorrà. Voi

avete aizzata Milady contro di noi ed eccoci senza tetto, senza pane e

senza denari.»

»Figlio mio, non bisogna mai lamentarsi, quando si soffre per la buona

causa.»

»E chi mi dice che sia questa la buona causa? I vostri predicatori?

Possa io morire se intendo mai nulla in quelle lor cicalate! Credo bene

che per gente povera ed ignorante come siam noi il più saggio partito

sia l'ubbidire a chi è fatto per comandarci.»

»Che cosa dici, o Cuddy? non vedi tu la differenza che passa tra la pura

dottrina evangelica, e quella che le invenzioni umane corruppero?[3] Se

non ti move la salute dell'anima tua, almeno un riguardo ai bianchi

capelli della tua madre!...»

[3] Gli è inutile l'avvertire essere una fanatica Puritana

quella che parla, e la quale non s'accorge come i veri

corruttori della pura dottrina evangelica, erano appunto que'

regicidi dottori e pseudo-teologi, dei quali nella sua ignoranza

s'era fatta settaria.

»E potete dir forse ch'io non abbia fatta la vostra volontà in tutto e

per tutto? In vece di portarmi tranquillamente alla Chiesa tutte le

domeniche, non ho corsi i campi con voi per andare ad ascoltare

nell'interno d'una foresta i sermoni de' vostri predicatori _non

cornisti_?»

»Vuoi dire _non conformisti_, figliuolo. Si chiamano _non conformisti_.»

»Poco importa il nome. Ma queste garbate persone vi daranno pane e

ricovero? Qual sarà omai il signore nel vicinato che voglia udir parlare

di noi dopo il merito che vi siete fatta? Per non morire di fame sarò

costretto andarmi ad unire ai ribelli nelle montagne, e verrà quel bel

mattino, che un abito rosso, mi trarrà addosso a guisa d'un lepre,

ovvero sia, mi manderà all'altro mondo col cordone di San Francesco al

collo, come suol dirsi.»

»Non parlar così, mio Cuddy, che fai torto alla Provvidenza col

dubitarne. Non sai tu quel che dice la Scrittura: _Non vidi mai il

figlio del giusto mendicare il suo pane_. Ebbene! Tuo padre era un uomo

giusto, benchè avesse il vizio che hai ereditato da lui, di pensare un

po' più del dovere alle faccende di questa terra.»

»I vostri discorsi son belli e buoni; ma io non vedo che una via per

trarci d'impaccio. So che regna buona intelligenza fra il sig. Enrico

Morton e miss Editta. Ho portato più d'una volta e libri e scarabocchi

che si scrivevano or l'uno or l'altro, senza mai far vista di accorgermi

di che si trattasse. Gli ho trovati spesso a passeggiar insieme pel

viale di Dinglewood benchè abbia finto di non vederli; perchè non è poi

tanta bestialità qualche volta il fingersi bestia. So in oltre che sir

David ha bisogno d'un bifolco che gli guidi l'aratro. Il miglior partito

adunque è andarsene da sir Enrico; raccontargli quanto ne è accaduto e

son sicuro che ci proteggerà presso suo zio.»

»Ottima idea, figlio mio! Gli dirò che siamo perseguitati dalla

giustizia, e...»

»No, no, madre mia. Vi prego non aprir bocca. Tutti i vostri discorsi

_non cofanisti_...»

»_Non conformisti_, Cuddy!»

»È lo stesso. La sostanza è, che sarebbero assai per farci mandar via

con brutto garbo. In nome di Dio! lasciate parlare me solo. So bene che

il vecchio di Milnwood non è l'uomo da darne grosso salario perchè è più

esoso del lardo rancido. Ma finalmente nel caso a cui siamo ridotti è

qualche cosa l'aver sicuro un tozzo di pane e non dormire al sereno.

Orsù dunque, madre mia! facciamo i nostri fagotti, che molto non ci

brigheremo, e risparmiamo al sig. Harrison l'incomodo di cacciarne

fuori.»

Mausa trovò savio cotesto avviso, nè tardarono ad avviarsi alla volta di

Milnwood.

I Puritani di Scozia, vol. 1 · 第 8 / 19 题