»Varcava il second'anno dopo i tre lustri allora
»Che m'offerse ricetto quest'ospital dimora.
»Son già corsi due volte altri sei lustri, e il rio
»Destin che mi persegue vuol ch'io le dica addio.
»Oh! lieve è a' giovinetti calle tentar novello:
»Nuovo calle ai vegliardi non v'è fuor dell'avello.
_Come vi piacerà._
Gli è tempo d'introdurre i nostri leggitori nel castello di
Tillietudlem, ove lady Bellenden era rientrata di mal'umore contro
d'ognuno, ed incapace di digerire l'affronto, ad avviso di lei
indelebile, cui le arrecò la inettezza di Gibby.
Per vero dire l'intendente aveva avuta l'avvertenza di raccomandare allo
sgraziato scudiere che sfuggisse quanto potea ogni occasione di
comparire agli occhi di lady Margherita, sintantochè fossero ben sopiti
in lei gl'impeti della collera, cui poteva ridestare più fortemente la
vista di chi ne fu la cagione. Ma questo sdegno non era principalmente
volto contro Gibby.
La prima sollecitudine di lady Bellenden, giugnendo al castello, fu
d'instituire un solenne atto inquisitoriale, al quale presiedette ella
in persona, sulla condotta del giardiniere Cuddy, che esimendosi
dall'obbedire agli ordini che lo volevano alla rassegna, obbligò il
comandante del contingente a valersi di quel malaugurio sostituito.
Harrison e il cantiniere furono ascoltati quai testimoni; indi Milady
deliberò trasferirsi ella stessa ad interrogare il colpevole, non che la
madre di esso caduta in sospetto di aver soccorso e spinto alla
ribellione il proprio figlio, per poi discacciare e l'uno e l'altra dal
castello e dalle pertinenze di Tillietudlem, se la signora nella sua
saviezza non avesse trovato il caso degno di grazia.
Miss Bellenden fu la sola persona che osò mettere alcune parole a favore
degli accusati, ma queste che sarebbero state in tutt'altra occasione
efficacissime, non furono questa volta a motivo di una precedente
combinazione. Allorchè la giovinetta seppe che Gibby non si era fatto
male cadendo, succedè in essa al sentimento della compassione una
potentissima voglia di ridere, cui sfortunatamente non seppe resistere;
la qual cosa irritò oltre ogni dire lady Margherita, che non parlò più
alla pronipote, se non se per rampognarla amaramente quando furon
tornate, d'essersi dimostrata sì indifferente all'onore della propria
famiglia.
Per dare aspetto più dignitoso all'atto di severità cui accigneasi, lady
Margherita sostituì al bastone con pomo d'avorio, che le era ordinario
sostegno, una grossa e lunga canna col pomo d'oro, ereditata dal padre
suo, il conte di Jorvood, e della quale solamente valevasi nelle
cerimonie le più solenni. Reggendosi pertanto a questa specie di bastone
del comando, entrò gravemente nella capanna abitata dal giardiniere.
Mausa, madre del giardiniere, che sentivasi colpevole in propria
coscienza, provava l'imbarazzo d'un accusato, che trovandosi al cospetto
del giudice pensa al modo di negare il fallo, e allontanarne
l'imputazione da se. Questa, com'avea sempre costume, non si diffuse in
espressioni di gratitudine sull'onore compartitole, venendo in casa di
lei, da lady Bellenden. Rimase muta, immobile, colle braccia
incrocicchiate, sicchè il volto suo offeriva un singolare miscuglio di
rispetto e d'ostinazione. Fece nullameno una grande reverenza, e avanzò
il seggiolone, ove lady Margherita degnava sedersi quando talvolta si
prendea spasso di venire a far cianciare questa donna sulle notizie del
villaggio e de' dintorni. Ma la padrona corrucciata avea ben tutta altra
idea in quel momento che di compartirle sì fatto onore. Contentandosi di
indicarle con un gesto di mano che non voleva sedere, e alzando in tuono
maestoso la testa, incominciò il suo interrogatorio concetto in modo da
intimorirla fin sull'esordio.
»È egli vero, o Mausa, come ne sono stata informata da Harrison, da
Gudyil e da altri della mia famiglia, che mancando alla fede da voi
dovuta a Dio, al re ed a me medesima, vostra signora e padrona, abbiate
proibito al figlio vostro di trovarsi all'assemblea convocata dal
seriffo, e che impedendogli d'addossar l'armi le abbiate portate
addietro sin fuor di tempo per trovargli un convenevole sostituto, la
qual cosa ha avventurata la baronia di Tillietudlem e la mia persona ad
un affronto, nuovo affatto nella mia famiglia?»
Quel rispetto d'abito ch'era in Mausa verso la sua padrona fe' si
trovasse grandemente impacciata nel volersi difendere. Rispose quindi,
tossendo ad ogni parola. »Certamente, Milady... sì certamente sono
mortificata... mortificatissima... d'essere incorsa nella vostra
disgrazia; ma, Milady; fu... fu la malattia di mio figlio che...»
»Non mi parlate di malattia. Se fosse stato veramente malato, sareste
venuta al castello in cerca di qualche rimedio. Sapete già che ho rimedi
per tutti i mali. Ma voi siete una mentitrice sfrontata.»
»Milady!... non mi ha mai detto altrettanto, Milady!... a me che sono
nata nella baronia di Tillietudlem!... Ci hanno calunniati, o Milady, se
vi possono aver detto che Cuddy ed io non fossimo pronti a versare tutto
il nostro sangue per voi, Milady, per miss Editta e pel vecchio
castello. Vorrei piuttosto vedere in sepoltura i miei figli, che
sapergli mancanti ai loro doveri verso di voi. Ma in quanto spetta a
tutte queste rassegne, Milady.... scusate Milady... ma mi sembra che sia
ben altra cosa.»
»Ben altra cosa? Non sapete voi dunque che siete obbligata ad ubbidirmi
in tutto quanto vi comando? Non mi servite mica per grazia. Credo
pagarvi bene per esser servita. Pochi de' miei vassalli hanno avute
prove di mia bontà al pari di voi, e per un giorno che il servigio di
vostro figlio m'è necessario, voi stessa lo incoraggiate a mancare!»
»No, Milady; non è questo, Milady; ma non si possono servire due padroni
alla volta, Milady. E ve n'è uno cui bisogna ubbidire innanzi agli
altri; e quando lo spirito ha parlato Milady!...»
»Che cosa intende dire questa vecchia imbecille? sclamò lady Margherita.
Vi comando io forse nessuna cosa contro la vostra coscienza?»
»Non è quello ch'io voglio dire, Milady. Ma voi avete la vostra
coscienza, ed io ho la mia. Vorrei piuttosto perdere tutte le cose di
questo mondo che sostenere, o vedere i miei figli sostenere una causa
cattiva.»
»Chiamate causa cattiva quella che vi chiama a difendere gli ordini del
re, del Consiglio privato, del seriffo, dalla vostra padrona?
»Senza dubbio, Milady (replicò Mausa che cominciava a prendere un po' di
coraggio). Voi dovete ricordarvi che la Santa scrittura ne racconta di
un re di nome Nabuchodonosor, e d'una statua d'oro ch'egli fece
innalzare volendo che il suo popolo l'adorasse e che...
»E che cosa ha che fare Nabuchodonosor colla rassegna sulla pianura di
Clydesdale?»
»Gli è perchè questa rassegna, o Milady, è come la statua d'oro di cui
vi parlava. Tanto è lecito d'assistere all'una, quanto lo era di adorar
l'altra.»
»Ho capito quanto basta (sclamò con tuono di sdegno lady Bellenden). Il
cattivo vento del 1642 torna a soffiare, e questa vecchia scema vuol
discutere i punti di religione insieme ai teologi. Terminerò dunque la
cosa là d'onde avrei dovuto incominciarla — Ascoltatemi, Mausa, voi
siete troppo sapiente per me. Non ho dunque da dirvi che una cosa sola.
Poichè Cuddy non vuole farsi vedere alle rassegne quando gli vien
comandato, è d'uopo che ve n'andiate sull'istante fuor del castello e
della mia baronia. Non mi mancheranno nè vecchie nè giardinieri, ma
preferirei ancora il non aver che ortiche nel mio giardino al vederlo
coltivato da un Puritano.»
»Milady, è vero che questi luoghi mi han veduto nascere e ch'io sperava
morire in questi luoghi; ma son pronta a sofferire per la causa della
giustizia, e pregherò sempre il cielo per voi, e per miss Editta. Possa
egli farvi conoscere che vi siete messa sulla cattiva strada!»
»Sulla cattiva strada io! temeraria! Ma orsù! basta così! Che la
giornata di domani non trovi nè voi nè vostro figlio entro ai confini
della baronia di Tillietudlem. Non comporterò mai che essa offra ricetto
ai ribelli. Certamente, sol ch'io mostrassi un poco di debolezza,
costoro verrebbero sin nella mia anticamera a tenere i lor
conciliaboli.»
Dopo d'avere parlato in tal guisa le volse le spalle ritirandosi con
aria di dignità. Mausa, che non meno della padrona avea la sua buona
dose di amor proprio, si sforzò d'ascondere al cospetto di lady
Margherita il dolore cagionatole da un ordine sì rigoroso, ma partita
questa, diede in un dirotto di pianti.
Cuddy, stato primo ad avvedersi dell'arrivo di lady Bellenden, s'era
rifuggito entro un gabinetto, che aveva un'invetriata per porta, e che
gli serviva di stanza da dormire, pronto a gettarsi nel letto e a
nascondersi sotto le coperte per non dismentire la storia della sua
malattia. Di là intese tutto il colloquio, osando, appena tirar fiato
per tema che una parte del temporale non gli cadesse addosso. Quando lo
giudicò assai lontano per non paventarne la collera, saltò a basso, e
abbandonando il suo ritiro venne a raggiugner la madre.
»Venga la peste, sclamò, alla lingua delle donne, come diceva la buona
anima di mio padre! Che bisogno v'era egli di sufolare alle orecchie di
Milady tutte quelle bichiacche? Confesso che la bestia fui io a
lasciarmi avvolgere nelle coperte a guisa di grosso bambolo, invece
d'andare alla rassegna come fecero gli altri. Non ho che una
consolazione, ed è, o madre, d'avervi fatta una burla; perchè appena vi
allontanaste, andai a vedere la rassegna, tirai al pappagallo, e riuscii
pur anche ad atterrarlo. Acconsentii veramente a frodare un soldato al
contingente di Milady, ma non volea poi per niun conto privarmi di
vedere Jenny Dennison che doveva essere alla rassegna. Intanto mercè
alla vostra bella prodezza, questa giovane la sposerà chi vorrà. Voi
avete aizzata Milady contro di noi ed eccoci senza tetto, senza pane e
senza denari.»
»Figlio mio, non bisogna mai lamentarsi, quando si soffre per la buona
causa.»
»E chi mi dice che sia questa la buona causa? I vostri predicatori?
Possa io morire se intendo mai nulla in quelle lor cicalate! Credo bene
che per gente povera ed ignorante come siam noi il più saggio partito
sia l'ubbidire a chi è fatto per comandarci.»
»Che cosa dici, o Cuddy? non vedi tu la differenza che passa tra la pura
dottrina evangelica, e quella che le invenzioni umane corruppero?[3] Se
non ti move la salute dell'anima tua, almeno un riguardo ai bianchi
capelli della tua madre!...»
[3] Gli è inutile l'avvertire essere una fanatica Puritana
quella che parla, e la quale non s'accorge come i veri
corruttori della pura dottrina evangelica, erano appunto que'
regicidi dottori e pseudo-teologi, dei quali nella sua ignoranza
s'era fatta settaria.
»E potete dir forse ch'io non abbia fatta la vostra volontà in tutto e
per tutto? In vece di portarmi tranquillamente alla Chiesa tutte le
domeniche, non ho corsi i campi con voi per andare ad ascoltare
nell'interno d'una foresta i sermoni de' vostri predicatori _non
cornisti_?»
»Vuoi dire _non conformisti_, figliuolo. Si chiamano _non conformisti_.»
»Poco importa il nome. Ma queste garbate persone vi daranno pane e
ricovero? Qual sarà omai il signore nel vicinato che voglia udir parlare
di noi dopo il merito che vi siete fatta? Per non morire di fame sarò
costretto andarmi ad unire ai ribelli nelle montagne, e verrà quel bel
mattino, che un abito rosso, mi trarrà addosso a guisa d'un lepre,
ovvero sia, mi manderà all'altro mondo col cordone di San Francesco al
collo, come suol dirsi.»
»Non parlar così, mio Cuddy, che fai torto alla Provvidenza col
dubitarne. Non sai tu quel che dice la Scrittura: _Non vidi mai il
figlio del giusto mendicare il suo pane_. Ebbene! Tuo padre era un uomo
giusto, benchè avesse il vizio che hai ereditato da lui, di pensare un
po' più del dovere alle faccende di questa terra.»
»I vostri discorsi son belli e buoni; ma io non vedo che una via per
trarci d'impaccio. So che regna buona intelligenza fra il sig. Enrico
Morton e miss Editta. Ho portato più d'una volta e libri e scarabocchi
che si scrivevano or l'uno or l'altro, senza mai far vista di accorgermi
di che si trattasse. Gli ho trovati spesso a passeggiar insieme pel
viale di Dinglewood benchè abbia finto di non vederli; perchè non è poi
tanta bestialità qualche volta il fingersi bestia. So in oltre che sir
David ha bisogno d'un bifolco che gli guidi l'aratro. Il miglior partito
adunque è andarsene da sir Enrico; raccontargli quanto ne è accaduto e
son sicuro che ci proteggerà presso suo zio.»
»Ottima idea, figlio mio! Gli dirò che siamo perseguitati dalla
giustizia, e...»
»No, no, madre mia. Vi prego non aprir bocca. Tutti i vostri discorsi
_non cofanisti_...»
»_Non conformisti_, Cuddy!»
»È lo stesso. La sostanza è, che sarebbero assai per farci mandar via
con brutto garbo. In nome di Dio! lasciate parlare me solo. So bene che
il vecchio di Milnwood non è l'uomo da darne grosso salario perchè è più
esoso del lardo rancido. Ma finalmente nel caso a cui siamo ridotti è
qualche cosa l'aver sicuro un tozzo di pane e non dormire al sereno.
Orsù dunque, madre mia! facciamo i nostri fagotti, che molto non ci
brigheremo, e risparmiamo al sig. Harrison l'incomodo di cacciarne
fuori.»
Mausa trovò savio cotesto avviso, nè tardarono ad avviarsi alla volta di
Milnwood.