in viso, calda, con i capelli scomposti, ansante come dopo una lunga
corsa, portando un fascio confuso di fiori. Com'ella si slancia, il
fascio cade. La mutilata si china verso le piccole braccia che le
avvinghiano il collo; offre la faccia morente ai furiosi baci.=
SILVIA SETTALA.
Beata! Beata!
BEATA, =ansante.=
Ah, quanto ho corso, quanto ho corso! Sono fuggita, sola. Ho corso, ho
corso.... Non volevano lasciarmi venire. Ah, ma io sono fuggita, col mio
fascio di fiori.
=Copre di nuovi baci il volto materno.=
SILVIA SETTALA.
Sei tutta molle di sudore, sei tutta calda, bruci.... Mio Dio!
=Nell'impeto della tenerezza, ella sta per fare il gesto istintivo di
asciugarla; ma si trattiene, nasconde nelle pieghe della veste i suoi
moncherini; e un brivido di orrore, visibile, le traversa la persona.=
BEATA.
Perchè non mi prendi? Perchè non mi stringi? Prendimi! Prendimi, mamma!
=Ella si solleva su la punta dei piedi, per essere rapita dall'abbraccio
materno. La madre indietreggia, perdutamente.=
SILVIA SETTALA.
Beata!
BEATA, =incalzandola.=
Non vuoi? Non vuoi?
SILVIA SETTALA.
Beata!
=Ella tenta di esprimere il sorriso delle sue labbra smorte che torce
l'indicibile dolore.=
BEATA.
Tu giochi? Che nascondi? Oh, dammi, dammi quello che nascondi!
SILVIA SETTALA.
Beata! Beata!
BEATA.
Io t'ho portati i fiori, tanti fiori. Vedi? Vedi?
=Nel volgersi per raccogliere il fascio caduto, ella scorge la sua amica
selvaggia; la riconosce.=
Oh, la Sirenetta! Sei là?
=LA SIRENETTA è là, davanti ai cristalli, diritta in piedi, muta
testimone, con gli occhi fissi alla madre dolorosa. Come il soffio
iterato del vento passa tra le frondi d'un arbusto e le fa tremolare,
così il dolore della madre sembra investire e penetrare quell'esile
corpo a cui il sole obliquo cinge le sue bande d'oro.=
Vedi quanti? Tutti per te!
=La piccola raccoglie il suo fascio.=
Tieni!
=Si slancia ancora verso la madre, che indietreggia.=
SILVIA SETTALA.
Beata! Beata!
BEATA, =attonita.=
Non li vuoi? Prendi! Tieni!
SILVIA SETTALA.
Beata!
=Ella cade in ginocchio, vinta dal dolore, abbattuta come da un colpo più
forte, cade in ginocchio dinanzi alla figlia sbigottita; e un fiotto di
pianto, che sgorga dagli occhi come il sangue da una ferita, le inonda
la faccia.= BEATA.
Piangi? Piangi?
=Sbigottita ella si getta contro il seno della madre, con tutti i suoi
fiori. LA SIRENETTA, caduta anch'ella in ginocchio, prona, tocca con la
fronte e con le palme distese la terra.=
[greche: TELOS]
CONCORDANZA.
[greche: Ou nemesis...]
"Ed Elena, prestamente avvoltasi di veli bianchi, uscì dalla stanza
nuziale piangendo; e lei seguivano due donne: Etre figlia di Pitteo
e Climene dagli occhi bovini. Ed ecco, giunsero alle Porte Scee.
Priamo, Pantoo, Timete, Lampo, Clitio, Icetaone alunno di Ares, e
Ucalegonte e Antenore fior di saggezza entrambi, sedevano,
vegliardi venerandi, sopra le Porte Scee. E la vecchiaia li teneva
lontani dalla guerra; ma erano eglino agoreti eccellenti, simili
alle cicale che nei boschi appese a un albero versano la lor voce
melodiosa. Tali erano i principi dei Troiani, seduti in cima della
torre. E, come videro Elena che saliva verso di loro, dissero gli
uni agli altri sommessamente queste parole alate:--Certo, È GIUSTO
che i Troiani e gli Achei da' bei schinieri patiscano tanti mali e
da sì gran tempo, a cagione di una tal donna; perocchè ella somigli
in sua bellezza alle iddie immortali."
ILIADE: _raps. III._