Un'edizione critica dei rimatori che cantarono a Pisa nel secolo XIII
sotto l'influsso guittoniano, non è stata finora tentata. Il lavoro, a
dir vero, non era tale da invogliare; giacché, senza dire che le rime
di quei rozzissimi poeti ci sono state tramandate in forma
assai malsicura da pochissimi codici, e spessissimo dal solo
Laurenziano-Rediano 9 (L), l'oscuritá regna siffattamente nei loro
noiosi componimenti, che volere intender sempre il loro «dittato
forte» è impresa disperata. Ciò valga a far perdonare le deficienze
della presente edizione, la quale, senza alcuna pretensione di
criticitá, vuol dare semplicemente un testo, quale lo stato odierno
degli studi permette di esibire.
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