IV

Chi ha la fortuna favorevole non si rallegri troppo.

Qual omo è su la rota per ventura

non si ralegri perché sia inalzato,

ché, quanto piò si mostra chiara e pura,

alor si gira ed hallo disbasato.

E nullo prato ha sí fresca verdura,

che gli suoi fiori non cangino istato;

e questo saccio ch'avien per natura:

piú grave cade chi piú è montato.

No se dev'omo troppo ralegrare

di gran grandeza né tener ispene,

ché gli è gran doglia alegressa fallire.

Anzi si deve molto umiliare,

non far soperchio perch'agia gran bene,

ché ogna monte a valle dé' venire.

V

Non basta cominciare bene: perseverare bisogna.

Omo, ch'è sagio ne lo cominciare,

molto gran bene ne gli può seguire;

acciò che saccia ben perseverare,

chi ben comincia dovria ben fenire.

Non vale incominciar senza durare,

né guadagnare sanza ritenire:

agio veduto om molt'aquistare

in poco tempo tutto impoverire.

Per me lo dico, a cui è dovenuto

ch'agio perduto, per ma' ritenere,

quel ch'aquistai in picolo termíno.

Lasso taupin, non val se son pentuto;

chi vòl durare dé' misura avere

e atenenza di bon senno e fino.

Rimatori siculo-toscani del dugento. Serie prima - Pistoiesi-Lucchesi-Pisani · 第 80 / 272 题