NOTE AL CAPITOLO DODICESIMO.

[73] TAC., _Ann._, 12, 66-67. Si noti che SVET. _Claud._, 44, dice

che sul modo con cui Claudio sarebbe stato avvelenato correvano

versioni diverse, di cui egli racconta parecchie, assai diverse da

quella raccontata con tanta sicurezza da Tacito. E si noti anche

che uno scrittore contemporaneo Giuseppe Flavio (_A. J._, 20, 8, 1),

esplicitamente dichiara che l’avvelenamento era una diceria, raccontata

da alcuni: due fatti che confermano essere anche questa una delle tante

storielle inventate sul conto della famiglia dei Giulio-Claudii.

[74] TAC., _Ann._, 13, 4: _teneret antiqua munia senatus: consulum

tribunalibus Italia et publicae provinciae adsisterent: illi patrum

aditum praeberent: se mandatis esercitibus consulturum_.

[75] Tacito racconta la storia di Nerone, Poppea e Otone in due

modi diversi, in _Ann._, 13, 45 e in _H._, 1, 13. — Abbiamo seguito

gli _Annali_, perchè molto più semplici, chiari e verosimili che le

_Storie_; sebbene SVETONIO (_Otho_, 3) e PLUTARCO (_Galba_, 19) si

accostino a queste.

[76] Cfr. TAC., _Ann._, 13, 50.

[77] Circa i rapporti tra Roma e l’Armenia, nel tempo di Nerone, cfr.

FURNEAUX, _The Roman Relations with Parthia and Armenia from the time

of Augustus to the death of Nero, Annals of Tacitus_, II, Oxford 1896,

pp. 96 sgg.; W. HENDERSON, _The chronology of the wars in Armenia,

A. D. 31-63_, in _The Classical Review_, XV, 1901; A. ABRUZZESE, _Le

relazioni politiche tra l’impero e l’Armenia da Claudio a Traiano_, in

BESSARIONE, 1912, pp. 22 sgg.

[78] Sui rivolgimenti portati da Nerone nell’educazione pubblica, cfr.

BARBAGALLO, _Lo stato e l’istruzione pubblica nell’impero romano_,

Catania, Battiato, 1911, pp. 61 sgg.

[79] Di queste guerre non c’è notizia negli scrittori antichi: ma esse

risultano da monumenti epigrafici: cfr. _C. I. L._, 14, 3608, ll. 11

sg.

[80] SVET. _Claud._, 25.

[81] TAC., _Ann._, 15, 44: _primo correpti qui fatebantur_.

[82] Sull’incendio di Roma, come su tutti i problemi storici

insolubili, è stata scritta una biblioteca. Uno degli studi più recenti

è quello di C. PASCAL, _L’incendio di Roma e i primi cristiani_, in

_Fatti e leggende di storia antica_, Firenze, 1903. E. CAIATI (_Una

nuova ipotesi sull’incendio neroniano_, in _Riv. d’Italia_, 31 maggio

1916) ne ha testè fatti responsabili i Pisoni.

[83] Sulla congiura dei Pisoni, vedi il bel volume di C. MARCHESI,

_Seneca_, Messina, 1920 pp. 176 sgg. e _passim_. Se si possono fare

delle riserve sugli altri personaggi, il filosofo è dipinto con mano

maestra.

[84] Di tali giudizi, più che in Tacito, si scopre la traccia

negli autori a cui attinse EUTROPIO, 7: _[Nero] imperium romanum et

deformavit et deminuit.... Armeniam Parthi sustulerunt_....

[85] Cfr. TAC., _Ann._, 14, 38 e 39.

[86] Su questo disegno cfr. PFITZNER, _Geschichte der Kaiserlegionen_,

Leipzig, 1881, pp. 39 sg.; HENDERSON, _The Life of the Emperor Nero_,

London, 1903, pp. 226-227.

[87] Le sedute furono certamente due (ZON., 11, 13): in Zonara non

sono però esatti nè il programma assegnato a ciascuna, nè l’intervallo

indicato. Su tutte queste questioni cfr. C. BARBAGALLO, _La catastrofe

di Nerone_, Catania, Battiato, 1915.

Roma antica, Vol. 2/3 · 第 40 / 45 题