prefazione della _Moabite_: — Sono repubblicano e religioso. — Ma come
religioso? E una di quelle domande, si capisce, che non son lecite
se non ad un'antica amicizia. Un altro critico del Déroulède cercò di
ricavare la definizione del suo sentimento religioso dai suoi versi.
Ma il sentimento religioso del poeta non è sempre quello dell'uomo.
Nel poeta, eccitato dalla passione, una tendenza del cuore si cangia
facilmente in un'affermazione del pensiero: la fede che è nei suoi
versi non è sempre tutta nella sua coscienza. Io non so se quella
del Déroulède sia fede vera, o quello stato della coscienza comune al
maggior numero, nei quale tien luogo della fede una speranza grande e
confusa, in cui il pensiero si riposa vagamente; una speranza, intorno
alla quale ci s'affollano continuamente mille argomenti favorevoli
e contrarii, tra cui, dopo una discussione rapidissima, diamo quasi
sempre la preferenza ai favorevoli; speranza che i più piccoli
avvenimenti della vita ravvivano e illanguidiscono con una vicenda
incessante, e ch'è tenuta viva in special modo dal bisogno che sentiamo
tutti di aprire un avvenire infinito, nel nostro pensiero, agli affetti
di cui viviamo. Il certo è che nella sua idea della morte c'è qualche
cosa d'azzurro e di bianco che rischiara e conforta l'animo. I suoi
soldati muoiono «con l'amore nell'anima e col cielo negli occhi.» In
tutti i suoi pensieri, in tutte le sue immagini, così nella poesia che
nel discorso, c'è come una tendenza ascensionale verso un _più spirabil
aere_, che solleva il cuore e la mente. Si può dissentire da lui su
tutto e per tutto, ma, lasciandolo, s'è contenti di aver discusso con
lui; ci si sente come una chiarezza intima, che dispone alla bontà
e alla gentilezza; e ci pare che si sia allargata la strada per cui
camminiamo, e allontanato l'orizzonte che ci si stende dintorno.
Caro e nobile giovane! Mi par sempre di vederlo venir su per la
strada della sua villa di Croissy, lungo la Senna, stretto nel suo
lungo soprabito soldatesco, e preceduto da due enormi cani levrieri;
e di sentirgli fare i suoi esercizi di lingua italiana pronunziando
costantemente _santò_ invece di _cento_, senza il più lontano
sospetto di non pronunziar bene. Nel suo piccolo studio, in mezzo a
un'elegante collezione di libri, si ritrovano tutti i suoi ricordi
più preziosi; i fiori mandati a sua madre dai campi di battaglia, la
palla estratta dal petto di suo fratello, i pezzi d'osso caduti dal suo
braccio, gli occhiali verdi d'ebreo polacco che servirono a coprire lo
scintillamento pericoloso dei suoi occhi di zuavo, nella fuga dalla
Germania. Un particolare curioso: il suo avo materno e il suo avo
paterno, di cui conserva delle memorie in un quadretto, si trovarono
insieme, volontari tutti e due, alla battaglia di Valmy. Il suo studio
di poeta è tutto pieno dei suoi ricordi militari; si mette la mano
tra i volumi del Corneille, e si trova un trattato di tattica; si
sfogliano i suoi scartafacci pieni d'appunti sulla Bibbia, e si scopre
la fotografia d'un _turcò_; si scompongono le sue prove di stampa, e
salta fuori una pipetta da soldato. Il luogo è bello e raccolto: dalla
finestra si scoprono i tetti di Bougival, dove seguì un combattimento
accanito durante l'assedio, e si vedono scivolare i barconi e i
vaporini sulla Senna, che in quel punto è silenziosa e verde che par
il lago d'un giardino. In quella piccola stanza egli passa la maggior
parte del suo tempo, e accanto a sua madre, che sta tutto il giorno in
una sala a terreno, distesa sopra un letticciuolo, e rivolta verso la
porta da cui si vede il fiume. Non si trovan parole abbastanza pietose
e riverenti per esprimere il senso che si prova vedendo per la prima
volta quella santa donna, immobile come una statua, e tormentata da
continui dolori, ma ancor piena di coraggio, e sempre sorridente coi
suoi grandi occhi neri e dolci, in cui pare che si sia rifugiata tutta
la sua bell'anima di madre e di martire. Vengono sulle labbra certi
versi inediti del suo figliuolo:
Bonjour, maman! O nom sacré!
Premier mot des premiers langages
Qu'à travers le monde et les âges
Le genre humain ait proféré!
Mère est un beau nom, un nom grave;
Mais dans son élan sans entrave
L'autre en dit tant, si simplement:
Bonjour, maman!
Quel che la tiene in vita è il vedere i suoi figliuoli giovani, pieni
di speranze, e amati da tutti, che le stanno intorno e le parlano con
una venerazione religiosa. Coi suoi grandi occhi amorosi e sorridenti
essa segue ogni loro movimento, dice tutto quello che la sua bocca non
può dire, consiglia, incoraggia, rasserena: riempie l'anima loro col
proprio sguardo. Quanti ricordi si vedono passare in quelle pupille!
Tutta la storia dei suoi figli vi si manifesta a lacrime e a lampi
dalla rappresentazione di _Juan Strenner_ alla ferita di Sédan, da
Breslau ad Algeri, da Algeri alla barricata di Belleville; e tra le
varie espressioni di pietà e di tristezza, v'appare sempre un'alterezza
serena, che le viene dalla coscienza d'aver dato alla patria tutto quel
che poteva, d'aver adempiuto nobilmente tutti i suoi doveri di madre
e di cittadina, e d'essere venerabile e sacra. Nei giorni ch'ero là,
arrivò da un lungo viaggio in Oriente il suo figliuolo Andrea, capitano
d'artiglieria. Li ho veduti più volte tutti e due inginocchiati accanto
al letto, con la bocca inchiodata sulle mani tremanti della loro madre;
— lo zio Augier, appoggiato alla spalliera del letto, li guardava, muto
e commosso; — e una sua sorella suonava il pianoforte per distrarre
l'inferma. C'eran tutte le più belle e le più grandi cose umane in
quel quadro: l'amor di patria, l'amor materno, l'eroismo, la sventura,
la poesia, la gloria; — e tutto pareva anche più bello e più grande,
perchè era rischiarato da una speranza immortale. Amabile e gloriosa
casa! Non vi si può entrare senza inchinarsi, non si può lasciare senza
piangere, non si può ricordare senza benedirla.
FINE.
INDICE
Alfonso Daudet Pag. 1
Emilio Zola polemista » 51
Emilio Augier e Alessandro Dumas » 107
L'attore Coquelin » 173
Paolo Déroulède » 227
DELLO STESSO AUTORE:
_La Vita Militare_, 1868. (Nuova edizione, completamente
rifusa. Milano. Treves, 1880). 2.ª impressione.
_Ricordi del 1870-71._ (Firenze. Barbéra, 1872). 4.ª ediz.
_Spagna._ (Firenze. Barbéra, 1873). 6.ª ediz.
_Novelle_. (Milano. Treves, 1881). Seconda impressione della
nuova edizione del 1878 riveduta e ampliata.
_Ricordi di Parigi_. (Milano. Treves, 1879). 4.ª edizione.
_Ricordi di Londra_. (Milano. Treves, 1874). 7.ª ediz.
_Pagine sparse_. (Milano. Tip. Lombarda, 1875). 5.ª ediz.
_Marocco._ (Milano. Treves, 1876). 8.ª ediz.
— Edizione illustrata. (Milano. Treves, 1879).
_Costantinopoli._ (Milano. Treves, 1877). 10.ª ediz.
_Poesie._ (Milano. Treves, 1881). 2.ª edizione.
DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE:
_Cuore._
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
senza annotazione minimi errori tipografici.