PARTE QUARTA

La signora Clotilde, intontita dal successo e dall'abbaglio dei lumi

della ribalta, ritornò barcollante verso il suo camerino. Percorse coi

neri piedi scalzi il dedalo degli stretti corridoi, aprendo molte

porte che non erano la sua, e gli artisti--chi più o meno vestito, chi

più o meno spogliato--salutarono con urli di protesta o con strilli

d'ilarità la sua breve apparizione sulla loro soglia. Finalmente aprì

una porta--N. 12--che era la sua: ma si ritrasse ella stessa con un

grido, vedendosi confrontata da una fosca e spaventosa apparizione....

Poi s'avvide che era la psiche che le rimandava la sua propria

imagine.... e sorrise.

Ma il sorriso bianco in quella faccia color cioccolata le fece una

penosa impressione, e si affrettò a volgere le nere spalle allo

specchio. Si tolse di testa la parrucca di lana nera che le dava un

caldo insopportabile; indi, seguendo appuntino le istruzioni di Miss

Alabama, si dedicò alla delicata impresa del «_démaquillage_».

Prese un grosso batuffolo di ovatta e vi versò qualche goccia di

liquido trasparente. Anzichè cominciare dal viso, volle, per prudenza,

provarselo prima su una gamba.... la sinistra....

Benissimo!... Constatò con gioia che, dovunque passava il batuffolo

bagnato, il magnifico colore nocciola scuro spariva subito, lasciando

trasparire a strisce la naturale tinta carnicina. Quando il cotone fu

tutto nero e la gamba tutta bianca, la signora Clotilde gettò in un

angolo il batuffolo usato e ne prese uno nuovo. Aveva appena afferrato

la bottiglia del liquido, quando udì battere alla porta.

--No!--strillò la signora Clotilde,--no!

Ma la porta ciononostante si aprì, e un signore col cappello in testa

entrò con passo risoluto. Era il Direttore in persona che veniva a

chiedere spiegazioni alla ignota sostituta di una delle sue artiste.

Con un urlo la infelice signora Clotilde, ricordando di essere nipote

di un sottoprefetto, volle nascondere a quell'intruso le sue

bicromatiche forme. Fece un balzo all'indietro, vacillò, scivolò....,

la bottiglia--la preziosa bottiglia del liquido Americano!--le cadde

dalle mani e andò a frantumarsi in mille pezzi in un angolo sotto lo

specchio.

Allora una sequela di frenetici strilli riempì di stridore il camerino

e i corridoi. Il Direttore, non comprendendo la gravità del disastro,

si turò le orecchie colle mani:

--Ma cos'hai da strillare, cretina? Credi forse che mi commuova la

vista delle tue gambe.... Per me, oramai, gamba più, gamba meno....

. . . . . . .

L'intera Compagnia si radunò intorno al camerino N. 12, con consigli e

suggerimenti. La signora Clotilde, avviluppata in un ampio accappatoio

prestatole dal baritono, tremava e piangeva in un angolo, presentando

invero lo spettacolo della più.... nera disperazione.

Tutti offrivano consigli, unguenti, vasetti, bottigliette. Si provò a

strofinarla colla vasellina, colla lanolina, colla benzina, col sapone

al pomice, col sale e il limone.... I Giapponesi suggerirono una

mistura d'alcool e di latte caldo. Il padrone dei cani ammaestrati

suggerì la terebentina collo spirito canforato. Nulla valse....

La signora Clotilde fu portata a casa in carrozza, accompagnata dalla

canzonettista Belga che aveva buon cuore, e dalla Pace Imperante sul

Mondo che aveva voglia di ridere.

Si telegrafò a tutti i Cafè-Chantants di Parigi, chiedendo nuove di

Alabama Loo. Invano. Certo ella aveva cambiato nome e colore.

Si fecero richieste in tutte le farmacie americane, si telegrafò a

New-York, a Washington e a Chicago. Invano.

. . . . . . .

Lugubre, truce, colla sua faccia nera e la sua gamba bianca, la

signora Clotilde, chiusa in due camere, aspetta fosca e depressa la

lenta azione del tempo.

E infatti, adagio, a poco a poco, col passare dei mesi, la tinta va

lievemente rischiarandosi. Dal caffè moka scuro ha preso qua e là una

tinta khaki.... e si spera che forse, tra un anno o due anni....

. . . . . . .

Una profonda malinconia incombe sulla casa, interrotta a rari

intervalli da improvvisi e pazzeschi scoppi di risa.... È l'Amico

(l'unico ammesso in quella tragica dimora) che tratto tratto non sa

frenare la sua crudele, spasmodica ilarità.

E contemplando Manlio,--sprofondato nella sua disperazione, sfuggito

dai suoi simili, temuto dalle donne, sospettato d'uxoricidio--egli

talvolta mormora sommesso:

--L'hai voluto!... L'hai voluto un tenebroso amore!

Gioia! · 第 25 / 39 题