LEI

(Ciò che pensa)

La mia anima naviga in un mare di letizia. Rescia

mi ha mandato il vestito: charmeuse verde-Nilo

con bordo di velvet vieux-rose. Lidia e la

Delvago che vennero a trovarmi erano verdi

d'invidia. La vita è buona a viversi.

.... Bisogna ch'io scriva a quell'oscuro scultore

romano. Che noia! Perchè ho detto che volevo

conoscerlo?

Melzi e Flavia dicono che è un grave austero

melanconico genio. In altre parole vorrà dire che

è noioso come la pioggia.

Insomma, intoniamo la corrispondenza alla sua

austerità.

(Ciò che scrive)

_Egregio signore_,

_Grazie. Antonino Melzi e anche la mia cara amica

Flavia non cessano dall'esaltare Lei e il Suo

grande ingegno._

_Venga dunque a trovarmi. Parleremo delle

sofferenze profonde e sublimi che l'Arte infligge

a chi la segue e serve...._

_Viviana Allori._

(LUI)

Com'è vuota la mia vita! Com'è grigia e meschina

e solitaria.

«Hai la tua Arte», mi dice Melzi.--«Hai la

gioventù», mi dice mia madre.--«Hai il genio e

la speranza», mi dice mio fratello che è

invalido e misantropo.

Io sento di non aver nulla. Nè genio, nè

gioventù, nè speranza. Vivo solo, rintanato come

una fiera; selvaggio e scontroso nel mio studio

tra questi esseri gelidi e immoti di creta e di

marmo foggiati da me. Talvolta li guardo--sono

tutti nell'atteggiamento della sofferenza!--e mi

chiedo:

«Perchè vi ho creati?».

Forse Iddio così guarda noi, e si fa la stessa

domanda.

_Gentile signora_,

_Con lieto animo ricevo e accetto il lusinghiero

invito._

_A. Galeazzi._

(LEI)

Claudio mi ha fatto una scena di gelosia che ha

durato quattro ore. Ciò mi rialza il morale.

Oggi con lui e qualche amica, da Baratti, nella

«princesse» di Rescia mi sentivo veramente

«_Au-dessus de la mélée_». A proposito, che libro

sarà quello? L'avrà scritto certo una donna con

un vestito nuovo, un amante geloso e un cappello

che le stava bene.

_Egregio signore_,

_Sono desolata di aver mancato oggi la Sua

visita. Una Lettura di Dante e una conferenza

sull'_«Evoluzione del Concetto dell'Immortalità

dell'Anima, da Platone a Porfirio», _m'hanno

presa tutta la giornata._

_Mi permette di venire al Suo studio? Domani,

verso le quattro?_

_Entrerò trepida e riverente in quel tempio sacro

alla Sua nobilissima Arte._

_Viviana Allori._

(LUI)

Il tedio della vita è su di me come un mantello

di piombo. Lo _spleen_ mi sommerge e mi

annienta.

Domani verrà a trovarmi quella lugubre letterata

di cui non ho letto che le gravi e rimbombanti

epìstole.

Ahimè! Non conosco che gente plumbea, non penso

che pensieri tenebrosi, non compongo che

monumenti funerari. Il mio studio e la mia anima

sono dei cimiteri. Dei cimiteri in cui nessuno è

morto; perchè nessuno vi è stato vivo mai.

_Mi farò una festa, gentilissima signora, di

accoglierla qui domani nel mio studio, pur

temendo che ella abbia a provare un disinganno

riguardo alla mia arte, la quale.... ecc. ecc.

ecc._

(LEI)

Claudio mi conduce a Montecarlo in automobile.

Dice che ha un sistema. Gliel'ha dato un

professore di matematica. È infallibile. Si gioca

sulle dozzine e le colonne. Partiamo subito.

Bisogna avvertire lo scultore....

_Egregio signore_,

_No. Non posso venire oggi al Suo studio._

_Non mi trovo spiritualmente preparata alla

grande impressione d'arte che--lo sento--mi verrà

da Lei. Vorrei per qualche giorno chiudermi nel

raccoglimento...._

_Sono strana? No. Sono poeta; e sono donna.

Questa duplice sensibilità mi rende quasi timida

davanti alle grandi emozioni spirituali.... ecc.

ecc._

(LUI)

Son contento--se qualcosa può rendermi tale--che

oggi non venga la trasecolante poetessa. Già

troppo sono depresso.

La sua grandiosità di sentimenti mi opprime.

_Signora,_

_Quella trepidanza spirituale di fronte alle mie

povere opere, che le vieta di venire oggi da me,

troppo mi onora.... e mi addolora._

_Invero Ella sente squisitamente l'eccelsa

tortura di spirito che.... ecc. ecc._

_Attendo dunque ch'Ella mi dica: Verrò!_

_A. Galeazzi._

(LEI)

Idiota il sistema di Claudio e del suo professore

di matematica. Dovevo immaginarmelo! Una

progressione pazzesca sulla dozzina che non esce;

mentre tutti sanno che bisogna giocare sulle

dozzine che escono. Risultato: Claudio--che già è

più decorativo che utile--completamente spiantato

per un mese; mentre io ho sacrificato tutta la

prima edizione di «Parossismi» alle fisime sue e

del suo maniaco professore di matematica.

_Egregio signore_,

_Di ritorno da un breve e triste viaggio in

Riviera dove le tonanti onde si accordavano col

mio agitato e tumultuoso cuore, trovo il Suo

gentile biglietto._

_Sì, sì! verrò senza fallo. Domani? Alle

quattro?_

_Viviana Allori._

(LUI)

È stata qui la scrittrice. È diversa da quanto

m'aspettavo. Molto diversa.

Partendo, ha dimenticato qui la borsetta e un

libro.

Per distrazione, più che per indiscrezione, ho

aperto entrambi: la borsetta conteneva uno

specchietto, della cipria, del profumo e il

biglietto di visita di un tenente di cavalleria

con alcune parole che non mi permisi di leggere.

Il libro s'intitolava: «_Pour lire au bain_», di

Catulle Mendès.

Già; è una donna diversa da quello che

m'aspettavo.

_Illustre signora_,

_Fu per me un grande onore accoglierla nel mio

umile studio che echeggia ancora del trillante

riso ch'Ella ebbe davanti alle mie tragiche

figurazioni. Queste dunque non furono create

invano se hanno potuto divertirla._

_Le rimando ciò ch'Ella scordò e La saluto

devotamente._

_Galeazzi._

(LEI)

Fui nello studio dello scultore. Ha dei

bellissimi occhi. Si gelava.

_Illustre artista_,

_Il senso di quasi religiosa esitazione col quale

varcai la soglia del Suo studio era invero

giustificato. Io sono completamente sous le

charme!_

_Le ginocchia mi si piegano davanti al mistero

del Genio._

_Mi sembra che le Sue statue mi afferrino colle

mani di marmo il cuore, e mi atterrino davanti

alla divinità dell'arte._

_Viviana Allori._

P.S.--_Ricevo in questo istante la borsetta e il

libro. Appartengono a una mia amica.... persona

un po' frivola e vana._

_Come mai, come mai ha potuto credere che le

sublimi Sue opere:_ «La Rinuncia sostenuta dal

Dovere», «La Rassegnazione che sorride al

Dolore», «La Coscienza innalzata dal

Sacrificio»!... _abbiano potuto suscitare la mia

ilarità?_

_Quel riso è una forma di convulso che mi prende,

soprattutto quando sono molto commossa._

_Più volte, anzi, ho pensato di consultare un

neuro-patologo per questa spasmodica

ipersensibilità del mio sistema nervoso...._

_Viviana Allori._

(LUI)

Che silenzio! Che freddo!

Queste stanze mi sembrano più che mai

sepolcrali.

_Grazie, gentile signora, delle parole

lusinghiere. Mi è doloroso apprendere ch'Ella

soffra di quella lieve forma convulsa che,

spero, non sarà nulla di preoccupante._

_Augurandole pronta guarigione La saluto

devotamente._

_A. Galeazzi._

(LEI)

Claudio mi ha condotta in automobile a Lanzo.

Abbiamo avuto due _pannes_.

Pioveva.

Ritta in mezzo alla strada, col mio cappello

Louis-Lewis esposto all'acquazzone, sono stata a

guardare Claudio che pompava aria nella grossa

gomma moscia e schiacciata. Non aveva con sè il

martinetto per rialzare la ruota. I suoi sforzi

erano vani.

Io mi domandavo, guardandolo, come mai ho potuto

amarlo; come mai da quasi due anni Claudio

rappresenti per me l'estasi e lo strazio....

Dopo circa mezz'ora ha smesso.

--Perde aria dalla valvola--mi spiegò.

E a me pareva di sentire che anche il mio amore

per lui si sperdeva via, pianamente, lievemente,

in un soffio che era tra la risata e il

sospiro....

. . . . . . .

Ho rivisto lo scultore. Passando con Claudio in

automobile ho fatto fermare davanti alla sua

porta e l'ho mandato a chiamare.

È uscito subito dal suo studio a pian terreno, ed

è venuto a salutarmi. Ritto sul marciapiede nel

sole, senza cappello, colle chiome nere e

lucidissime divise nel mezzo, mi ricordava

l'amante nel quadro intitolato «_Vertigine_».

Ho notato che ha degli occhi inverosimili, velati

da ciglia lunghe e fini come le frangie di seta

nera di uno scialle spagnolo.

Che meravigliose ciglia!...

La sua anima deve essere un abisso.

_Egregio signore_,

_Venga stasera a trovarmi. Ci sarà gente._

_Viviana Allori._

(LUI)

Se quei briganti del Comitato delle Onoranze non

mi pagano «La Rassegnazione che sorride al

Dolore» sarò in un bell'impiccio. Da tre mesi

dovevano portarselo via. Farabutti!

_Gentile e illustre signora_,

_Grazie. Verrò col massimo piacere._

_A. Galeazzi._

(LEI)

Iersera ho avuto molte visite.

C'era anche Galeazzi. Non ha mai parlato.

Pareva il giovane Endimione dormiente, prima che

Astarte lo baciasse in fronte. Ha una fronte

classica, calma, pacata sotto quei capelli neri e

lisci divisi nel mezzo. (Come mai hanno potuto un

giorno piacermi le teste à la Pompadour dalle

chiome ondeggianti e svolazzanti, come quella del

banalissimo Claudio?).

Temo che lo scultore abbia trovato stolta e

frivola la nostra conversazione. Ho pur provato a

parlargli dell'influenza di Nietzsche

sull'evoluzione della moderna mentalità--devono

essere questi gli argomenti che lo

interessano!--ma subito il tenente Rossi mi ha

distratta e mi ha fatto venire il «fou rire».

Ridevo, ridevo.... e lo scultore mi guardava

cogli occhi così gravi e strani che ne rimasi

tutta sconcertata. Spero che si sarà ricordato

che patisco il convulso.

(LUI)

Ho scoperto ciò che manca, ciò che ha sempre

mancato, alla mia vita. Il riso. Nessuno ride

mai intorno a me. Il riso, che cosa

meravigliosa!... C'è della gente che quando ride

riempie di luce, di suono e di fragranza il

mondo.

(LEI)

Si chiama Andrea.

Gioia! · 第 8 / 39 题