Vassena. — Limonta. — La Pietra Luna. — Civenna. — I Marroni.
— Perledo e la Regina Teodolinda. — Lierna. — Olcio. — Villa
Pini. — Mandello. — Abbadia. — La Gessima. — Lodovico Savelli.
— Le Caviate e la Maddalena. — La strada militare. — Onno.
— Parè. — Lecco. — Il Maglio. — Acquate e Pescarenico. — Il
Galeotto. — Il Mercato di Lecco. — Le _robiole_. — Gli alberghi
del _Leon d’Oro_ e della _Croce di Malta_.
Noi coglieremo un bel giorno di sabato del mese d’ottobre per
imbarcarci mattinieri sul piroscafo, che partito da Como, non va già,
come d’ordinario, a Colico, ma a Lecco, perchè a chi villeggia lungo
il Lario, come a chi villeggia nella Brianza superiore, il mercato che
si fa a quella piccola ma leggiadra città, è una delle imperscrittibili
mete alle eleganti escursioni.
Noi abbiamo già dimezzato il cammino, ritrovandoci già oltre la punta
di Bellagio, ed entrati in quel ramo del lago che appunto s’incammina a
Lecco.
E prima di scostarci da queste sponde, dopo la Sfondrata, oltre quel
gruppo di povere case che si intitola Vassena, il romanzo di Grossi,
che tutti abbiamo letto, ci suggerisce d’occuparci di Limonta,
“terricciuola, — è scritto nel Marco Visconti — pressochè ascosa
fra i castani al guardo di chi, spiccatosi dalla punta di Bellagio
per navigare verso Lecco, la cerca a mezza costa in faccia a Lierna.
Cominciando dall’ottavo secolo fino agli ultimi tempi che fur tolti
i feudi in Lombardia, essa fu soggetta al monastero di Sant’Ambrogio
di Milano, e l’abate, fra gli altri titoli, aveva quello di conte di
Limonta e di Civenna, terra più in alto, al lembo della Valassina.„ I
geologi e gli archeologi ricordano sovrastante a Limonta un masso del
volume di circa cinquanta metri cubi, che sembrerebbe rovinare ad ogni
più lieve scossa, ma che è sorretto invece da tre pietre della medesima
natura. Su questo trovante si leggono scolpite le lettere: