In questi ultimi anni, nel fianco destro del giardino della Villa
d’Este, il baron Ciani eresse un magnifico albergo, che dal personaggio
che que’ luoghi abitò, assunse il nome di _Regina d’Inghilterra_, e
vi è condotto con tutte quelle commodità onde van lodati gli alberghi
della Svizzera. Magnifiche piante formano avanti ad esso una specie di
grato e fresco luogo di passeggio e lettura.
Vi si aggiunse uno stabilimento idroterapico, fornito di doccie a
soffioni, al quale poteva giovare e l’acqua del torrente Garrovo, che
dava prima il nome al luogo, e quella leggiermente magnesiaca, che sul
colle sovrastante ha la sua sorgente e si denomina della _Coletta_; ma
forse più che a cura di malattia, vi traggono numerosi gli stranieri a
ricercarvi soggiorno ameno e tranquillo.
La facilità di recarsi a Como, a cui muove più volte al giorno un
_omnibus_; quella di aversi pure più volte al giorno corrispondenze
e giornali; la strada Regina, abbastanza valevole a percorrerla
in carrozza; l’agio di passeggiate montane e di gite sul lago; la
non ampiezza del bacino, che permette di solcarlo e traversarlo in
pochi minuti, senza tema di pericoli, rendono quest’albergo assai
frequentato. Difeso dai venti troppo impetuosi dal promontorio di
Pizzo che gli sta a fianco, anche a chi meglio si piace di solitudine e
silenzio è conveniente asilo; ed io più d’una volta vi cercai riposo e
quiete dalle tumultuose cure dell’avvocare e dai cittadini rumori.