V.

Vorrei descrivere l’albergo magnifico a cui siamo arrivati; ma prima

ne reclama l’attenzione nostra la persona del suo proprietario. Egli

è venuto incontro a riceverci del miglior garbo possibile; è di lui

dunque che prima dobbiamo intrattenerci.

Il signor Carlo Pasta non è soltanto albergatore: egli è il dottor

Pasta. Non è quindi a cercarsi se in lui l’idea di rizzare questo

magnifico stabilimento sia stata pullulata dall’interesse unicamente:

egli, se da esso fosse stato mosso soltanto, non l’avrebbe osato;

vorrei dire di più, sarebbe stato temerario. Medico dotto, egli

vagheggiò la sua impresa anche a beneficio di chi vorrebbe poi

ricercare il ristauramento della salute alla salubrità dell’aere. Sì,

quassù sul Generoso non si viene per cure termali; il buon dottore

lascia che le acque di queste balze scendano pei due versanti e si

gittino per una parte nel Lario, per l’altra nel Ceresio; la cura

ch’egli vi offre è quella dell’aria, ed è la meno incomoda, la meno

dispendiosa, la più certa. Qui si allargano i polmoni che la bevono,

si rinnova l’appetito, si rintegrano le forze, si alleggerisce dalle

cure lo spirito, e si discende poi con tanto tesoro di salute e di buon

umore da sfidare e le umide brume della bassa e il cumulo, non meno

infesto, delle cure cittadine.

Lettore, se a te sono aperte le discipline delle scienze naturali,

il tuo cammino può fornirti inoltre larga materia ad osservazioni e

studî. Le condizioni geologiche delle roccie e l’abbondanza dei fossili

possono esercitare assai spesso il tuo martello, se geologo; come la

ricchissima flora ad ogni momento può arricchire la tua raccolta, se

botanico.

La natura delle roccie è la calcarea grigia basica dell’êra giurassica;

più in su per altro si incontrano banchi estesi stratificati di calcare

rosso ammonitico, e più in su ancora altri banchi di un calcare bianco,

più comunemente detto majolica, atto a mutarsi in calce eccellente.

Sulle vette del Generoso, nella roccia di calcare fosco si scoprirono

conchiglie, _spirifere, terebratule_ e _pentacriniti_, e nel calcare

rosso molte specie di ammoniti.

Se poi si voglia erborizzare, verrà in copia sotto mano l’aconito,

l’arnica, la genziana, la belladonna, l’assenzio, i rododendri, le

rose, gli anemoni, le primule soavi, i ranuncoli, le achillee, le

sassifraghe, le cinerarie, i candidi asfodeli, il nero veratro, le

dafni alpine, le rute, le peonie, le silene, le betulle, le orchidee,

i crisantemi corimbosi, e cento altre specie di piante, che io non

saprei enumerare, ma delle quali il dotto Lavizzari ha tenuto esatto

conto colla nomenclatura di Linneo e d’altri botanici[6]. Tutti però,

anche al nostro occhio profano, col loro abito roseo o cilestro, giallo

oppur bianco, violaceo o nero, fra tappeti di verzura e con tutte le

gradazioni dell’iride, cospirano a smaltarci il cammino, a rallegrarci

la vista, a profumarci l’aere, a compiere l’incanto di sì diverse

scene. Fra’ cespugli s’ode il zirlare del tordo, su per gli alberi

il gorgheggiare dell’usignuolo e il trillar della capinera; mentre

dai greppi inaccessibili modulano i loro canti il passero solitario

e il codirosso, e lontano lontano s’ode l’intermittente suono delle

campanelle delle mandre pascolanti sulla montagna.

A tutto ciò aggiungi l’azzurra vôlta de’ cieli, limpida e pura come

tra’ monti, il bacio dell’aure che ti refrigerano e fanno stormir

le frondi, le liste argentee dei laghi che ti vengono poco a poco

apparendo, mano mano che salendo domini l’orizzonte, e ti scompajono

quindi dietro un colle, per ricomparirti dipoi più estesi.

Io vi consiglio adunque la cura dell’aria del Generoso per una ventina

di giorni almeno. Dai primi di maggio a tutto settembre lo stabilimento

del dottor Pasta è a vostra disposizione; con riserva, io credo, che

lo sia tutto l’anno, quando la ragione e la moda pe’ viaggiatori vi

trarranno non interrotto concorso, e una via di ferro, come ho udito

dirsi che intendasi di fare, ne agevolerà la salita.

Questo brav’uomo del dottor Pasta diventa ben presto l’amico e il

consigliero de’ suoi ospiti. Di gentili e aperte maniere, colto non

solo ma dotto, voi vivete tranquilli anche sul più leggiero incomodo

di salute. Tutto ciò costituisce il segreto che attira tanto concorso

a quest’albergo, sì che non valse a rattenere in Mendrisio più d’un

Inglese, cui fu dall’alto telegrafato essere tutte occupate le camere

dell’albergo e i più che cento suoi letti.

Stretta la mano al simpatico albergatore, sul piazzale stesso che sta

davanti all’albergo, malgrado che la salita vi abbia per avventura

un po’ affaticati, pure non potete a meno di rivolgervi a scorrere

d’un’occhiata tutt’all’intorno il superbo e pittoresco orizzonte che vi

si schiera davanti.

Ma esso vi basti per ora: di quell’orizzonte, ed anche di meglio,

ci occuperemo nella gita che faremo sulla vetta di questo monte; ora

piuttosto uno sguardo all’edificio.

La sua ortografia non presenta a primo aspetto eleganza di linee

architettoniche; ma in compenso il suo disegno è pieno di armonia e

severo. Sorge a tre piani da un terrazzo, entro il quale sono praticati

sotterranei, dove è la cucina, la panatteria ed altri locali di

servizio. Dalla parte opposta al piazzale d’ingresso ve ne ha un altro

con giardino, e da dove l’occhio si spazia lungo il piano lombardo,

giù per la china della valle del Po. Quivi è collocato un telescopio

inglese, intorno al quale sono sempre i numerosi ospiti in traccia del

più diletto punto di vista. Le città, le grosse borgate, le migliaja

di villaggi, i santuari co’ loro acuminati campanili, le ferrovie, le

lunghe linee delle più vaste strade e quelle de’ fiumi, e i bacini de’

laghi coi fumiganti piroscafi che li solcano, sono disseminati nel più

stupendo panorama.

Entrati nell’albergo, tutto ammirar dobbiamo distribuito colla migliore

intelligenza. V’è una vasta sala da pranzo, dove tutti i numerosi

ospiti convengono all’ora indetta per la _table d’hôte_; una per la

lettura, e vi stanno libri e giornali d’ogni nazione; un’altra assai

ben intesa pel bigliardo; e tutte adorne di bei quadri e di specchi e

addobbate con semplicità ed eleganza.

I tre piani superiori hanno ognuno una propria sala comune di

ricevimento e numerose camere con eleganti suppellettili ed assai

soffici letti.

Ho già detto più sopra che i _comforts_ di questo stabilimento

sono completati da un servizio telegrafico: la posta poi vi giunge

quotidiana colle lettere e coi giornali.

Se si chiede poi quale il trattamento, la risposta si riassume in una

parola: squisito. La cucina vi è ottima e scelta; latte, burro e miele

freschissimi sempre e saporitissimi, quali possono fornire l’erbe

aromatiche e i fiori della montagna onde si nutrono mandre ed alveari;

e dopo tutto, la vostra borsa non si spaventi: i prezzi vi sono

moderatissimi.

L’albergo, insomma, è accessibile a tutti, ed è già molto che in

mezzo a tanta letizia non si cacci il roditore pensiero che poi vi si

abbia a far iscontare in danaro gli splendidi orizzonti, le poetiche

passeggiate e il sottile e salutare aere bevuto.

Il Lago di Como e il Pian d'Erba: Escursioni autunnali · 第 18 / 177 题