Dopo ciò, tiriamo dritto.
Passiamo Balerna, villa un dì del vescovo di Como, rivendicata ora dal
Comune, e arrestiamoci in Mendrisio all’albergo che dal paese assunse
il nome d’_Albergo di Mendrisio_, del signor Bernardino Pasta, che,
prima d’essere albergatore fu un egregio pittor di genere, le opere del
quale andavan spesso assai lodate alle esposizioni di belle arti nel
palazzo di Brera a Milano. Sono quivi le pazienti cavalcature che ci
devono condurre sul Generoso; perocchè non abbia detto ancora che lo
scopo della nostra passeggiata è l’ascesa al Generoso.
E sarà bene che ci informiamo dapprima se l’albergo che sta sopra a
questo monte abbia ancora qualche camera in libertà; perchè avvenga
non di rado che inglesi e americani, tedeschi e francesi, italiani e
svizzeri, tanto in numero vi si trovino, da non lasciarvi uno de’ cento
e più letti che vi stanno; e in tal caso il signor Pasta Bernardino
di Mendrisio, fratello al dottor Carlo Pasta, ch’è l’albergatore del
Generoso, vi potrà allora ospitare degnamente; perocchè vi abbia adesso
allestito il proprio albergo di tutti i conforti della vita.
Ad ogni modo, salvo a ridirne nel ritorno dal Generoso, noi possiamo
farvi qui l’asciolvere nostro, mentre staccansi gli asini ed i muli
dalla greppia e vi s’adattano le selle per le signore, e troveremo il
nostro conto. La via ne richiamerà almen due ore; l’aria del monte ne
renderà acuto l’appetito; sarà bene pertanto seguire il mio avviso.
Intanto che facciamo onore alla buona colazione che ci dà il signor
Pasta, discorriamo un po’ del Generoso, che dovremo ascendere fra
breve.
Esso è il monte più alto di quel gruppo delle Prealpi che sorge fra
le valli di Mendrisio e d’Intelvi, e De Welden ne misurò l’altezza
barometrica della punta meridionale fino a metri 1740, e il ticinese
Lavezzari quella della punta settentrionale fino a metri 1733 sopra il
livello del mare[4]. Vien chiamato eziandio Mendrisone e Calvagione,
con quest’ultimo nome venendo designato da’ valligiani del versante
lombardo; ed appartiene tanto alla Svizzera italiana che alla nostra
Lombardia, perchè appunto pria di giungere sulla vetta sta la pietra
che divide i due territorj. Ma siccome a noi insegnano gli statistici
che nel dire de’ confini d’un paese, non si abbadi a que’ limiti
temporanei che può imporre la politica contingente, così certo non andò
lontano dal vero chi il Monte Generoso, per la maraviglia del panorama
di cui dispone da’ suoi culmini, ebbe a chiamarlo il Righi lombardo, a
simiglianza di quello svizzero, che ergesi al di sopra di Zurigo, dove,
malgrado la sua antica celebrità e la vista de’ sottoposti laghi di
Zug, dei Quattro Cantoni, di Loverz e di Sempach, e de’ monti elvetici,
non ha però l’ampiezza dell’orizzonte e la serenità del Generoso,
ricinto non da brulle roccie, ma da monti coperti di verzura e di
fiori, e sorridente alle acque del Lario e del Ceresio che si vedono
scorrergli ai piedi, e più lontano a quelle del lago di Varese coi
vicini laghetti di Biandronno, di Monate, di Comabbio e di Muzzano, e
più lontano ancora a quelle del Verbano.