Durante la notte, il vento aveva soffiato senza posa, adunando grosse
nubi pesanti.
Con un'occhiata al cielo, Nicla comprese che tra poco si sarebbe
scatenato all'improvviso uno di quegli uragani brevi e furibondi, che
danno al lago l'aspetto e la veemenza irresistibile d'un mare in
tempesta.
Discese per accompagnar Brunello alla stazione.
Divorato come da una sottil febbre, trasfigurato e vacillante ancora
di gioia, egli le andò incontro.
Lo staffiere aspettava a pochi passi con la valigia.
--Il mio treno s'incrocerà con quello che riconduce vostro
marito,--fece Bruno ad alta voce.--Gli direte, ve ne prego, che io
torno domani?
--Gli dirò,--rispose Nicla.
E quando furono in carrozza, si avvinghiarono per le mani con una
stretta tenace.
--Ti ricorderai di me, sempre?--interrogò Nicla.
Egli la guardò attonito.
--Perchè questa domanda? Non sarò di ritorno tra poche ore?
--Rispondi!--ordinò Nicla.
--Potessi vivere secoli,--rispose Brunello,--mai nulla e mai nessuno
riuscirebbe a farti dimenticare.