E camminandogli innanzi, seguitò

--Che vuoi, Pantalone mio? I bei ragazzi trovano le fate all'angolo

della strada.

Poi, non appena fu nella biblioteca, fece tre o quattro salti, tre o

quattro piroette, sotto il naso del Salapolli trasecolato.

--Ah com'è bella!--esclamò.--Com'è bella, giovane, pura! Com'è ancora

lei! Ed è mia, mia, tutta mia!... Ha ancora diciotto anni!... Io sono

ancora un bambino.... Non sognavo, quando la vedevo così, unica al

mondo, col cuore preso, invaso dal suo ricordo!... Mi ha sempre

aspettato, ha sempre fidato nel mio ritorno....

Fece ancora una piroetta con tale velocità, che il Salapolli si trasse

indietro per non esserne rovesciato.

--Ma, signor conte!--disse, strabiliando.

--E tu sei una bestia, vedi?--riprese Bruno, fermandosi di contro al

Salapolli e appuntandogli l'indice sotto il naso.--Le hai scritto che

mi sono battuto, e le hai detto d'incoraggiarmi!... Dio degli Dei, che

bestie sono questi bibliomani...!

--La signora Nicoletta!--esclamò il Salapolli.--Ha ritrovato la

signora Nicoletta!...

--Nicla, Nicla, Nicla!--esclamò Bruno.--La mia Nicla!

E il suo grido risonò tra i vecchi libri come il nitrito fremente d'un

puledro.

Soggiunse:

--Era la fata bianca, veramente. Aveva pelliccia d'ermellino, un

berretto d'ermellino, era tutta bianca, come fosse nata nella neve. E

mi ha portato via nella sua carrozza, e mi ha baciato sulla fronte e

sugli occhi. Caro Salapolli, io oggi sono felice!

S'arrestò, il suo pensiero corse lontano, rapidamente.

--Felice quanto mi è possibile essere!...--soggiunse in tono più

basso.

Il Salapolli rimaneva a guardarlo, con le mani in mano, confuso e

meditabondo; poi disse:

--Mi pare un grosso imbroglio!...

--Che cosa? Che cosa ti pare un grosso imbroglio?--domandò Bruno

ridendo.

--Questo incontro con la signora. Quanti anni ha....?

--Aspetta. Io ne ho venti.... Dunque lei deve averne circa trenta....

--Fiore di donna!--definì il Salapolli.

--Fiore di donna, fiore di bellezza, fiore di virtù, fiore di bontà,

fiore di tutto!...

--E la signora l'ha baciato sugli occhi!

--Naturalmente. Anch'io l'ho baciata. Non è mia sorella? Non è stata

sempre mia sorella?

--Ah!--fece il Salapolli, negligentemente.

--Già, tu, vecchia cartapecora, non capisci nulla di queste cose!

--È arrivata molta posta per lei!--ripetè il Salapolli.

--Vediamo.

Sedettero a una lunga tavola, nera come le scansie che chiudevano i

libri. La tavola occupava il mezzo della sala, in cui pioveva la luce

da due grandi finestre e da una tettoia di vetro.

Con un sottil tagliacarte che somigliava a un pugnale, Bruno tagliava

rapidamente un lato delle buste, apriva, leggeva, guardando innanzi

tutto la firma.

--Oh!--disse a un tratto.--Armanda! È Armanda che mi scrive.

--Armanda Jeoffroy,--ripetè il Salapolli.--Credo che volesse molto

bene al signor conte....

--Sì, poveretta, ed io era molto cattivo con lei....

Lesse attentamente, poi tornò a leggere; infine disse al Salapolli:

--Bisogna mandarle cinquecento lire.

--La signorina chiede cinquecento lire?

--No, non chiede nulla. Ma ha bisogno. Figurati che Etienne,

l'ufficiale d'artiglieria col quale viveva, si è bruciato le cervella;

e la ragazza è sul lastrico....

--Basteranno cento lire,--osservò il Salapolli.

--No. Bisogna mandargliene cinquecento!--ordinò Bruno.--Perchè queste

miserie con una donna?

--Ma caro conte....--insistette il Salapolli.

--Eh, lo so!--interruppe Bruno con un sorriso.--Se tutti i suoi amanti

le mandassero cento lire, diventerebbe milionaria!... Ma nessuno le

manderà nulla. E in ogni modo ciò non mi riguarda.

--Io non volevo dire niente di tutto questo,--fece il Salapolli

ostinato.--Volevo dire che bisogna andar piano coi biglietti da

cinquecento lire. La signora contessa....

--Sì, la signora contessa spende molto, getta i denari dalla finestra,

se li fa mangiar da tutti.... Me lo hai fatto comprendere mille volte,

caro Pantalone.... Ma oggi, proprio oggi che sono felice e ho

ritrovato la mia Nicla, proprio oggi vuoi ch'io lesini con una donna

che mi ha amato? Non hai vergogna, vecchio esoso?... Dunque,

cinquecento lire a Armanda, e subito!

Il Salapolli scosse il capo, disapprovando.

--Sua Signoria sarà servita!

Bruno si mise a ridere; fissò il vecchio, che masticava la punta della

barba; e seguitò:

--Ti ricordi che cosa diceva il povero papà? «Quando non ce ne sono

più, ce ne sono ancora!». Ebbene, io son dell'opinione del papà!...

Il Salapolli continuava a scuotere il capo.

--Insomma, tu mi annoi!--dichiarò Bruno.--Tu vivi da anni in un grande

errore!...

--Io?--esclamò il Salapolli.

--Tu sei sempre vissuto nell'errore di credere che io abbia mai

contato e che conti sopra il mio patrimonio. È qui dove si vede che tu

sei uno sciocco. Neppure un centesimo di quel danaro si troverà fra

qualche anno, ne sono sicuro; sarà tutto sperperato; ha cominciato il

papà; finirà la mamma. E a me non ne importa nulla!

Il Salapolli lanciò un'occhiata interrogativa al suo giovane amico.

--Nulla!--ripetè questi.

Stese la mano destra sulla tavola, ne mostrò il palmo al vecchio.

--Vedi?--seguitò.--Qui dentro c'è tutto! Volontà, energia, forza,

potenza di miracoli; e ci sarà un giorno anche il danaro, e ci sarà un

giorno anche la gloria; tutto è chiuso qui dentro! Non sono uomo che

viva del patrimonio comodo. Ho piacere, anzi, che al momento in cui

balzerò nella vita per combattere, quel danaro sia sfumato; altrimenti

direbbero che la mia vittoria è stata troppo facile, perchè non ho

patito la fame e il freddo.

Guardò ancora la mano, e ripetè:

--Tutto è qui dentro, chiuso!

Ma alzando lo sguardo, vide che gli occhi del Salapolli s'erano

inumiditi per una commossa ammirazione.

--Se piangi,--gli disse ridendo,--ti getto tutte le buste sulla

faccia!...

--Vuole,--mormorò il Salapolli,--che alla signorina Armanda spediamo

mille lire?...

Bruno diede in una risata.

--No,--disse,--non esageriamo. Tanto più che di danaro Armanda me ne

chiederà presto dell'altro!

Salapolli voleva domandargli qualche nuova d'un libro che Bruno aveva

pensato di scrivere; meglio che un romanzo, un breve poema in prosa,

agile e lieto, del quale gli aveva parlato sovente a Roma: e doveva

intitolarsi «Gli anelli del Serpente».

Ma Bruno stava leggendo la sua corrispondenza; o, a dir vero, con gli

occhi fissi sulla prima pagina d'una lettera, galoppava col pensiero

per campi sterminati e vaghi; e il Salapolli seguiva in silenzio le

fantasie del suo alunno, che non lo vedeva e forse non lo sapeva

nemmeno presente.

Alzatosi di scatto, il giovane cominciò a passeggiar per la biblioteca

intorno alla tavola rettangolare, a capo basso, con le mani nelle

tasche dei calzoni.

Poi subitamente proruppe:

--Com'è bella! Com'è ancora lei, fresca, giovane, pura!...

--Ho capito!--pensò il Salapolli.--Si tratta della sorella!

E borbottò tra i denti:

--Povero signor Barbano!

La freccia nel fianco · 第 31 / 47 题